Sony ha depositato una nuova domanda di brevetto (US20260021411) presso lo United States Patent and Trademark Office che introduce un concetto innovativo di gestione della pausa nei videogiochi: Soft Pause.
L’idea alla base del brevetto è superare la tradizionale interruzione netta del gameplay, sostituendola con uno stato alternativo che mantenga l’esecuzione del gioco attiva, pur riducendo l’impatto sul giocatore durante brevi distrazioni o interazioni esterne.
Oltre la pausa tradizionale: continuità dell’esecuzione
Nella configurazione classica, la pressione del tasto “pausa” interrompe l’esecuzione del motore di gioco e visualizza un menu statico. Soft Pause, invece, introdurrebbe una modalità intermedia in cui:
Il gioco rallenta progressivamente;
La difficoltà viene temporaneamente ridotta;
Vengono potenziati sistemi di assistenza;
Il giocatore riceve supporto dinamico verso obiettivi o nemici.
In questo modo, l’esperienza non viene bruscamente interrotta, ma modulata.
Caso d’uso VR: mitigazione di nausea e disorientamento
Sony evidenzia un’applicazione particolarmente rilevante nel contesto della realtà virtuale. In ambienti VR, una pausa improvvisa con transizione a menu statici può generare:
Disorientamento;
Nausea;
Sensazione di perdita di immersione.
Soft Pause permetterebbe una transizione più graduale, mantenendo la coerenza visiva e spaziale dell’ambiente virtuale.
Assist dinamico e possibile intervento dell’AI
Tra le implementazioni ipotizzate nel brevetto:
Potenziamento dell’aim assist;
Estensione delle finestre temporali per input complessi;
Riduzione della pressione nemica;
Guida automatica verso obiettivi.
L’elemento più interessante è la possibilità che un sistema basato su machine learning possa prendere temporaneamente il controllo del personaggio durante la Soft Pause. Non è ancora chiaro se tale modello verrebbe addestrato sui dati del singolo giocatore o se opererebbe con parametri generici preconfigurati.
Dal punto di vista tecnico, questo implicherebbe l’integrazione tra motore di gioco e modulo AI capace di intervenire in tempo reale senza alterare lo stato persistente della partita.
Impatto sul multiplayer competitivo
Uno degli aspetti più delicati riguarda l’eventuale applicazione nei titoli competitivi. Attualmente, l’assenza temporanea (AFK) in un match online può compromettere l’intera squadra.
Una Soft Pause intelligente potrebbe:
Ridurre l’impatto di brevi assenze;
Garantire continuità operativa minima;
Evitare penalizzazioni immediate.
Esistono già precedenti nel settore: ad esempio, Paladins integra un sistema AI che prende il controllo del personaggio quando un giocatore si disconnette. Tuttavia, Soft Pause si configurerebbe come una soluzione più flessibile e potenzialmente integrata a livello di sistema.
Resta da valutare come tale tecnologia potrebbe essere bilanciata per evitare abusi in ambito competitivo.
Brevetti recenti e strategia hardware-software
Il deposito di Soft Pause si inserisce in una più ampia strategia di innovazione brevettuale di Sony. Tra le richieste più recenti figura anche un controller adattivo che trasferirebbe i comandi su un’interfaccia completamente touch, suggerendo un interesse crescente verso soluzioni inclusive e modulari.
Implementazione: ipotesi e incognite
Come spesso accade nel panorama dei brevetti, non vi è alcuna certezza sull’effettiva implementazione commerciale. La tecnologia potrebbe:
Essere integrata in futuri aggiornamenti di sistema;
Debuttare in titoli first-party;
Restare una soluzione concettuale.
Qualora venisse adottata, la reale differenza sarà determinata dal modo in cui gli sviluppatori integreranno Soft Pause nei diversi generi: single player narrativi, VR immersivi, live service o competitive shooter.
Conclusioni
Soft Pause rappresenta un’evoluzione concettuale della pausa tradizionale, trasformandola in uno stato dinamico e adattivo anziché in un’interruzione totale. L’approccio suggerisce una convergenza tra design di gameplay, accessibilità e intelligenza artificiale.
Se implementata correttamente, questa tecnologia potrebbe ridefinire il modo in cui i giocatori gestiscono le interruzioni, specialmente in ambienti VR e nelle esperienze ad alta intensità.
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