PlayStation 6 rinviata al 2028-2029? Sony frenata dai costi DRAM


Secondo nuove indiscrezioni riportate da Bloomberg, Sony Group Corporation starebbe valutando di posticipare il lancio della PlayStation 6 al 2028 o addirittura al 2029.

La decisione sarebbe legata principalmente all’aumento significativo dei costi della memoria DRAM e alla persistente tensione nella catena di approvvigionamento dei semiconduttori.


Addio finestra 2027?


Inizialmente, il ciclo generazionale lasciava presagire un debutto nel 2027, in linea con quanto confermato da Advanced Micro Devices riguardo alla prossima console Xbox di nuova generazione, attesa proprio per il 2027.

Se Sony dovesse effettivamente posticipare PS6 al 2028-2029, Microsoft potrebbe trovarsi con un vantaggio temporale di uno o due anni nella nuova generazione console, alterando gli equilibri competitivi del settore.


Il nodo DRAM: fino a 30 GB di GDDR7?


Le prime indiscrezioni tecniche suggeriscono che PS6 possa integrare:


  • SoC AMD di nuova generazione (target “gfx13”);

  • Architettura grafica derivata da una fork della futura tecnologia UDNA;

  • Fino a 30 GB di memoria GDDR7, utilizzando moduli da 3 GB.


Un quantitativo simile rappresenterebbe un salto significativo rispetto all’attuale generazione, ma pone un problema cruciale: garantire forniture DRAM sufficienti per milioni di unità.


Perché la memoria è un problema


Il mercato DRAM sta attraversando una fase di forte pressione, alimentata da:


  • Domanda crescente nel settore AI e data center;

  • Investimenti massicci in infrastrutture GPU per LLM;

  • Produzione focalizzata su HBM e GDDR di nuova generazione.


In questo contesto, solo gli OEM con contratti di lungo termine e rapporti consolidati con i produttori di memoria possono assicurarsi volumi adeguati a costi sostenibili.


Se Sony non fosse in grado di garantire allocazioni DRAM stabili, il rischio sarebbe:


  • Margini ridotti per unità venduta;

  • Prezzo al pubblico troppo elevato;

  • Lancio con disponibilità limitata.


Strategia generazionale a rischio


Secondo Bloomberg, un eventuale slittamento rappresenterebbe un cambiamento significativo nella strategia storica Sony, tradizionalmente molto attenta a mantenere una cadenza regolare tra generazioni per sostenere l’engagement degli utenti.


Un ritardo fino al 2029 significherebbe:


  • Allungamento del ciclo vitale dell’attuale generazione;

  • Maggiore focus su revisioni hardware intermedie;

  • Espansione dei servizi digitali e cloud.


Impatto competitivo


Se Microsoft confermasse la next-gen Xbox nel 2027, lo scenario potrebbe essere il seguente:


  • Xbox next-gen presente sul mercato con vantaggio temporale;

  • Sony costretta a competere con hardware più datato per 12-24 mesi;

  • Pressione sui prezzi e sui contenuti first-party.


Tuttavia, Sony potrebbe preferire un lancio più maturo e sostenibile piuttosto che affrontare carenze di stock o costi eccessivi.


Conclusioni


Al momento si tratta di indiscrezioni, ma il quadro macroeconomico e industriale rende plausibile un rinvio della PlayStation 6. L’aumento dei costi DRAM e la competizione per le forniture di memoria avanzata rappresentano ostacoli concreti per qualsiasi produttore di hardware su larga scala.

Se confermato, il 2027 potrebbe diventare l’anno della nuova Xbox, mentre Sony punterebbe a una PS6 più potente e meglio approvvigionata tra 2028 e 2029.


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