Aggiornare un PC da gaming assemblato nel 2020, nel pieno della crisi DDR5, può sembrare una scelta azzardata. Prezzi instabili, standard in transizione e componenti sempre più costosi rendono ogni upgrade una decisione da ponderare con attenzione. Eppure, il nostro Davide ha deciso di provarci, puntando su un aggiornamento mirato e a basso budget.
La domanda è semplice quanto cruciale: nel 2026 conviene ancora fare upgrade di un vecchio PC da gaming senza rifare completamente la build?
La filosofia dell’upgrade: spendere poco, cambiare il giusto
L’approccio scelto è stato pragmatico. Nessun salto drastico verso piattaforme di ultimissima generazione, ma un upgrade selettivo dei componenti chiave per il gaming, evitando i costi elevati legati alle DDR5 e ai sistemi completamente nuovi.
L’obiettivo non era inseguire il massimo delle prestazioni assolute, ma migliorare frame rate, stabilità e frame time nei giochi moderni, mantenendo un budget contenuto e sfruttando al massimo l’hardware ancora valido del 2020.
Benchmark gaming: i numeri contano, ma non raccontano tutto
I test in gaming mostrano risultati più interessanti del previsto. In molti titoli, soprattutto in Full HD e QHD, il guadagno prestazionale è evidente, con aumenti concreti nei frame medi e, soprattutto, nei frame minimi.
Le sorprese arrivano proprio da qui: anche senza passare alle DDR5, la build aggiornata riesce a gestire senza problemi giochi recenti, dimostrando come il vero collo di bottiglia di molti sistemi 2020 non fosse la memoria, ma componenti specifici ormai superati.
DDR5: assenza pesante o falso problema?
Uno degli aspetti più interessanti emersi dai test è che la mancanza delle DDR5 non penalizza quanto si potrebbe pensare. In scenari reali di gioco, l’impatto delle DDR4 ben configurate resta contenuto, soprattutto se abbinate a CPU e GPU bilanciate.
Questo ridimensiona il ruolo delle DDR5 nel breve termine e rafforza l’idea che, nel 2026, un upgrade intelligente possa ancora prescindere dal nuovo standard, almeno per il gaming.
Quando l’upgrade ha davvero senso
L’esperienza dimostra che aggiornare una build del 2020 può essere una scelta sensata se:
il sistema di partenza è ben bilanciato;
l’upgrade è mirato e non totale;
l’obiettivo è giocare bene, non inseguire benchmark estremi.
Al contrario, chi punta al massimo delle prestazioni o a risoluzioni molto spinte potrebbe trarre maggior beneficio da una piattaforma completamente nuova.
Conclusioni
Nel pieno della crisi DDR5, l’upgrade del PC gaming del 2020 fatto da Davide dimostra che spendere poco e con criterio può ancora dare grandi soddisfazioni. I benchmark parlano chiaro: nel 2026, aggiornare conviene, a patto di sapere dove intervenire e cosa evitare.
Una lezione importante per chi vuole continuare a giocare bene senza svuotare il portafoglio.
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