NVIDIA GeForce RTX 3080 Ti 20GB mai rilasciata: mod a 555W e overclock estremo


Nel mondo delle GPU non è raro che produttori come NVIDIA sviluppino modelli che non arrivano mai alla commercializzazione.

È il caso della GeForce RTX 3080 Ti 20GB, una variante mai ufficialmente lanciata che recentemente è tornata sotto i riflettori grazie a un modder che ne ha sbloccato il potenziale nascosto.


Un design ibrido tra RTX 3080 Ti e RTX 3090


La scheda, apparsa online negli ultimi giorni, presenta caratteristiche peculiari:


  • Bus di memoria a 320-bit;

  • 20 GB di VRAM;

  • Moduli di memoria anche sul retro del PCB, simili alla GeForce RTX 3090,


Pur essendo tecnicamente completa, non essendo mai stata un SKU ufficiale, il firmware e i limiti energetici imposti non permettevano di esprimere pienamente le specifiche teoriche.


Shunt mod: superare il limite dei 390W


Il modder ha effettuato una stacked shunt mod utilizzando shunt da 10 mOhm sulle linee di sensing del connettore 12-pin e dello slot PCIe (senza intervenire sui rail di memoria o controller).


Risultati energetici


  • Power limit originale: 390W;

  • Consumo stabile raggiunto: 480W;

  • Picco massimo in overclock: 555W.


L’intervento ha permesso alla GPU di aggirare le limitazioni del power management, incrementando la corrente disponibile e quindi la frequenza operativa sostenibile.


Gestione termica: liquid metal e pad ad alta conducibilità


Come prevedibile, l’aumento del consumo ha generato un forte incremento termico.

Per contenere le temperature, sono stati applicati:


  • Liquid metal sul die della GPU;

  • Rondelle da 0,5 mm per aumentare la pressione del dissipatore;

  • Thermal pad sostituiti (da 12W/mK a 20W/mK).


Grazie a queste modifiche, la temperatura in idle è scesa fino a 31°C, un risultato notevole considerando l’aumento di potenza.


Il collo di bottiglia: la memoria GDDR6X


Il vero limite è emerso lato VRAM.

Sotto carico, le temperature della memoria hanno raggiunto:


  • Fino a 102°C;

  • Comparsa di artefatti visivi.


Per mitigare il problema, sono stati aggiunti dissipatori esterni sul casing della scheda, migliorando la dispersione termica.

Dopo l’intervento:


  • Temperature memoria sotto i 94°C;

  • Stabilità mantenuta anche con ray tracing attivo.


Questo comportamento evidenzia quanto i moduli GDDR6X — già noti per le alte temperature operative — diventino un fattore critico quando si superano ampiamente i limiti di progetto.


Un esperimento estremo su hardware “fantasma”


Il caso della RTX 3080 Ti 20GB dimostra diversi aspetti interessanti:


  1. Esistono prototipi perfettamente funzionanti mai arrivati sul mercato,

  2. I limiti imposti dal firmware e dal power design sono spesso conservativi;

  3. Con competenze avanzate, è possibile spingere una GPU ben oltre le specifiche previste.


Tuttavia, operazioni come shunt mod e utilizzo di liquid metal comportano:


  • Rischi elevati per l’integrità del silicio;

  • Possibili danni permanenti;

  • Assenza totale di protezioni ufficiali.


Considerazioni tecniche


Portare una GPU Ampere oltre i 550W significa entrare in un territorio normalmente riservato a configurazioni custom estreme.

Se questa variante fosse stata ufficialmente commercializzata, avrebbe probabilmente rappresentato un’alternativa intermedia tra RTX 3080 Ti e RTX 3090. Tuttavia, costi produttivi, segmentazione di mercato e gestione termica potrebbero averne impedito il lancio.

Questo esperimento dimostra che anche hardware “mai nato” può ancora sorprendere, soprattutto nelle mani di utenti esperti capaci di ridefinirne i limiti operativi.


HW Legend Overclock Staff


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