Antec P82 Flow: Eccellente silenziosità e ottima capacità di raffreddamento

Uno sguardo all’interno

Il nuovo Antec P82 Flow è realizzato con un design molto interessante, contraddistinto da uno stile elegante ed al tempo stesso aggressivo. La qualità del prodotto risulta complessivamente molto buona, così come lo spazio all’interno per il montaggio dei vari componenti. Per rimuovere i due pannelli laterali, basterà semplicemente svitare le viti tool-free e rimuovere il classico incastro a scorrimento.

Come possiamo vedere la gestione degli spazi interni è indubbiamente ben congegnata, infatti sono presenti accorgimenti specifici pensati per ospitare configurazioni di fascia medio-alta estremamente ordinate e pulite; oltre al fatto che il design di questo case è stato appositamente studiato per avere anche un air-flow ottimale.

Lo spazio a disposizione, inoltre, consente agli utenti la massima libertà anche nell’eventualità di integrazione di impianti di raffreddamento a liquido di tipo tradizionale, ben più complessi e prestanti delle ormai diffuse soluzioni All-in-One presenti sul mercato.

Lo chassis supporta appieno schede madri con fattore di forma standard ITX, Micro-ATX oppure ATX, con installazione della stessa in verticale. Questo aspetto garantisce una migliore gestione degli spazi, consentendo anche l’utilizzo di dissipatori a torre per CPU particolarmente alti (fino a 178 millimetri) senza alcun problema.

Interessante notare come gli ingegneri di Antec abbiano curato con maniacale scrupolosità la gestione del cable management. All’interno di Antec P82 Flow la piastra di supporto della scheda madre non è piana, come in tutti gli altri cabinet, bensì la zona di fissaggio sporge verso l’interno, andando a creare una parete per i fori di passaggio dei cavi.

A nostro avviso è stato svolto un eccellente lavoro, il passaggio dei cavi verso la scheda madre avviene attraverso alcuni fori opportunamente privati di qualsiasi sbavatura, in maniera da evitarne il danneggiamento della guaina isolante, e da una grande rientranza presente tra la piastra di supporto della scheda madre e quella per gli SSD. Per quanto riguarda le unità di memorizzazione, il nuovo P82 Flow prevede buone possibilità di installazione.

Nella parte inferiore dello chassis è previsto l’apposito cassetto per lo stoccaggio delle unità, nello specifico ben due in formato standard 3.5” o convertibili in due da 2.5” (indifferente se HDD meccanici oppure SSD), mentre altre due da 2.5” potranno essere fissate su una staffa rimovibile, presente all’origine nella parte posteriore della piastra di fissaggio della scheda madre, ma facilmente collocabile anche nella paratia anteriore.

Il cassetto da 3.5” è facilmente estraibile e l’intero cestello può essere rimosso, così da permettere un eventuale ulteriore spazio per i cavi e l’alimentatore, oppure spostato di un altro foro.

Nella parte inferiore interna dello chassis troviamo anche il vano dedicato all’alloggiamento dell’alimentatore ATX, ben nascosto a tutto vantaggio dell’estetica e della gestione dei cavi. Sulla parte frontale possiamo notare un pratico e comodo vano copri-PSU non rimovibile, decorato con logo Antec, griglie anti-surriscaldamento e fori per il passaggio dei cavi.

Per quanto riguarda la scheda grafica è previsto il supporto per una lunghezza massima pari a ben 380 millimetri. Questo valore appare indubbiamente notevole e garantisce la piena compatibilità verso la totalità dei modelli presenti ad oggi sul mercato.

Nessuna limitazione è presente inoltre per quanto riguarda l’altezza della scheda, visto che il cabinet mette a disposizione ben sette slot di espansione. Per ognuno di questi è prevista una resistente griglia in metallo opportunamente forata in grado di favorire la fuoriuscita dell’aria all’esterno dello chassis.

Il fissaggio avviene, nella parte esterna, mediante delle ormai consuete viti a stella e un esclusivo sistema di bloccaggio a scorrimento, tenuto fermo da due viti tool-free. Alla luce di quanto osservato durante questa analisi degli interni del nuovo Antec P82 Flow non possiamo che ritenerci soddisfatti del lavoro svolto durante la fase di progettazione.

L’azienda americana ha curato ogni minimo particolare in maniera da semplificare al massimo le operazioni di installazione delle componenti e consentire di conseguenza, un efficace gestione dei cavi di collegamento, che come vedremo, risulta ordinata e precisa. Possiamo ora procedere con l’analisi delle specifiche tecniche delle ventole in dotazione e dei relativi flussi d’aria in grado di generare.

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