Sharkoon TG5 RGB: Un Cabinet per tutti!

Uno sguardo all’interno

Sharkoon TG5 RGB è realizzato con un design molto interessante, contraddistinto da uno stile elegante ed al tempo stesso aggressivo. La qualità del prodotto risulta complessivamente molto buona, così come lo spazio all’interno per il montaggio dei vari componenti. Per rimuovere i due pannelli laterali, basterà semplicemente svitare le viti tool-free e rimuovere il classico incastro a scorrimento.

Uno_sguardo_allinterno

Come possiamo vedere la gestione degli spazi interni è indubbiamente ben congegnata, infatti sono presenti accorgimenti specifici pensati per ospitare configurazioni di fascia medio-alta estremamente ordinate e pulite. Lo spazio a disposizione, inoltre, consente massima libertà anche nell’eventualità di integrazione di impianti di raffreddamento a liquido di tipo tradizionale, ben più complessi e prestanti delle ormai diffuse soluzioni All-in-One.

Uno_sguardo_allinterno_-_1

Lo chassis supporta schede madri con fattore di forma standard Micro-ATX oppure ATX, con installazione della stessa in verticale. Questo aspetto garantisce una migliore gestione degli spazi, consentendo inoltre un utilizzo di dissipatori a torre per CPU particolarmente alti (fino a 167 millimetri) senza alcun problema.

Uno_sguardo_allinterno_-_2

Interessante notare come gli ingegneri di Sharkoon abbiano curato con maniacale scrupolosità la gestione del cable management.

Uno_sguardo_allinterno_-_3

Uno_sguardo_allinterno_-_4

Uno_sguardo_allinterno_-_5

Il passaggio dei cavi verso la scheda madre avviene attraverso alcuni fori opportunamente privati di qualsiasi sbavatura, in maniera da evitarne il danneggiamento della guaina isolante. Per quanto riguarda le unità di memorizzazione, il nuovo TG5 RGB prevede buone possibilità di installazione.

Uno_sguardo_allinterno_-_6

Uno_sguardo_allinterno_-_7

Nella parte inferiore dello chassis è previsto l’apposito cassetto per lo stoccaggio delle unità, nello specifico ben tre in formato standard 3.5” o due da 2.5” (indifferente se HDD meccanici oppure SSD), mentre altre due da 2.5” potranno essere posizionate nella parte posteriore della piastra di fissaggio della scheda madre, oppure sopra il vano copri-PSU nella parte frontale del cabinet.

Uno_sguardo_allinterno_-_8

Uno_sguardo_allinterno_-_9

I tre cassetti da 3.5” sono facilmente estraibili. L’intero cestello scorre su due binari, così da permettere di aumentare ulteriormente lo spazio per l’alimentatore. Sul cestello si potrà inoltre installare una ventola, di dimensioni ridotte, per favorire al meglio la dissipazione del calore sprigionato in fase di funzionamento degli HDD/SSD.

Uno_sguardo_allinterno_-_10

Nella parte inferiore interna dello chassis troviamo anche il vano dedicato all’alloggiamento dell’alimentatore ATX, ben nascosto a tutto vantaggio dell’estetica e della gestione dei cavi. Sulla parte frontale possiamo notare un pratico e comodo vano copri-PSU non rimovibile, decorato con logo Sharkoon, griglie anti-surriscaldamento e fori per il passaggio dei cavi e per l’installazione dei cassetti da 2.5”.

Uno_sguardo_allinterno_-_11

Per quanto riguarda la scheda grafica è previsto il supporto per una lunghezza massima pari a ben 400 mM. Questo valore appare indubbiamente notevole e garantisce la piena compatibilità verso tutti i modelli presenti ad oggi sul mercato.

Uno_sguardo_allinterno_-_12

Nessuna limitazione è presente inoltre per quanto riguarda l’altezza della scheda, visto che il cabinet mette a disposizione ben sette slot di espansione. Per ognuno di questi è prevista una resistente griglia in metallo opportunamente forata in grado di favorire la fuoriuscita dell’aria calda all’esterno dello chassis.

Uno_sguardo_allinterno_-_13

Il fissaggio della GPU avviene, nella parte esterna, mediante delle ormai consuete viti a stella e un esclusivo sistema di bloccaggio a scorrimento, tenuto fermo da due viti tool-free. Alla luce di quanto osservato durante questa analisi degli interni del nuovo Sharkoon TG5 RGB non possiamo che ritenerci soddisfatti del lavoro svolto durante la fase di progettazione.

L’azienda ha curato ogni minimo particolare in maniera da semplificare al massimo le operazioni di installazione delle componenti e consentire di conseguenza, un efficace gestione dei cavi di collegamento, che come vedremo, risulta ordinata e precisa. Possiamo ora procedere con l’analisi delle specifiche tecniche delle ventole in dotazione e dei relativi flussi d’aria in grado di generare.