ASRock Z690 Taichi – Intel Z690 Chipset – LGA-1700

PCH Intel Serie 600: Principali Caratteristiche Tecniche e Novità

Come di consueto, in concomitanza con il debutto di una nuova architettura Core, è abitudine di Intel presentare anche una nuova linea di PCH, in questo caso appartenenti alla Serie 600 ed espressamente pensati per offrire pieno supporto verso i nuovissimi microprocessori di dodicesima generazione, meglio noti con il nome in codice “Alder Lake” e sviluppati con l’avanzato processo produttivo a 10 nanometri denominato Intel 7.

Se con le passate generazione eravamo abituati ad assistere ad interventi marginali a livello architetturale e leggeri aumenti della frequenza di clock resi possibili dall’affinamento del processo produttivo, in quest’occasione ci troviamo dinanzi ad un cambiamento del tutto radicale, nel quale per la prima volta in ambito desktop, l’azienda americana va a proporre un’architettura di tipo ibrido ad elevate prestazioni, ovvero contraddistinta dalla presenza di core di diverso tipo all’interno della medesima CPU.

 

Oltre a questo debuttano tutta una serie di tecnologie atte a rendere la nuovissima piattaforma mainstream di Intel un vero e proprio punto di riferimento, in quanto a completezza e innovazione. Ci riferiamo, ovviamente, al pieno supporto verso il nuovissimo standard PCI-Express Gen 5.0, capace di assicurare una bandwidth doppia rispetto a quanto offerto dalla quarta generazione, oltre che ai nuovissimi moduli di memoria ad elevate prestazioni DDR5.

Appare quindi innegabile che, a differenza di quanto avvenuto più volte in passato, l’introduzione di un nuovo socket di connessione ha rappresentato in quest’occasione un passo del tutto obbligato, al fine di assicurare la corretta alimentazione e il pieno supporto verso queste ultime e innovative soluzioni. Si passa quindi dal socket LGA-1200 al nuovissimo socket LGA-1700, contraddistinto da dimensioni sensibilmente superiori e da un formato rettangolare.

Tuttavia, nonostante il nuovo socket di connessione sia oltre 7mm più lungo rispetto al precedente (la larghezza al contrario è invariata), il miglior sfruttamento dello spazio messo a disposizione dal meccanismo di ritenzione consente di mantenere ingombri pressoché simili. Grazie a questo aspetto, numerose soluzioni di raffreddamento da tempo sul mercato possono essere facilmente adattate per l’utilizzo sulla nuova piattaforma.

Tornando ai nuovi PCH, come di consueto, appare ancora una volta più che buona la differenziazione in relazione alle caratteristiche e alle funzionalità offerte, spaziando da modelli meno completi e di conseguenza più economici, come il B660, l’H610 e l’H670, indubbiamente idonei all’utilizzo in soluzioni a basso costo e di più ridotte dimensioni, fino ad arrivare ai modelli più avanzato, i top di gamma Q670 e Z690, pensati per la realizzazione di soluzioni rivolte ad un’utenza più esigente che necessita di maggiori funzionalità, come il supporto all’overclocking, a configurazioni Multi-GPU o alla realizzazione di sistemi commerciali basati su piattaforma vPro.

Facendo un rapido confronto con il precedente modello di punta di pari fascia, ovvero il PCH Z590 Express, le novità introdotte non possono essere definite sostanziali, ma sicuramente più che tangibili. Per quanto riguarda le funzionalità di rete viene previsto il supporto Ethernet opzionale da 2.5Gbps e Wi-Fi 6E integrato (802.11ax). Tra le varie funzionalità esclusive viene ad esempio mantenuto il pieno supporto alle soluzioni Intel Optane, basate sull’innovativa tecnologia di memoria 3D XPoint, sviluppata dal colosso di Santa Clara in stretta collaborazione con Micron con l’obiettivo di combinare i punti di forza delle prestanti memorie NAND Flash con quelli tipici delle più tradizionali SDRAM.

In questa maniera sarà possibile la realizzazione di soluzioni contraddistinte da una capacità di archiviazione ben più elevata rispetto agli standard attuali, pur senza rinunciare alla bassa latenza, notevoli prestazioni velocistiche e soprattutto a costi sensibilmente inferiori.

Nel diagramma che segue vi mostriamo la struttura del nuovo modello di punta della linea, per l’appunto lo Z690 Express, adottato da ASRock sulla soluzione in esame:

Come vediamo dal diagramma della nuova piattaforma, i microprocessori Alder Lake-S di dodicesima generazione mantengono un Memory Controller Integrato (IMC) di tipo Dual Channel, prevedendo però una sostanziale novità, vale a dire il pieno supporto verso i nuovissimi moduli di memoria ad elevate prestazioni DDR5. Il supporto verso i “vecchi” moduli di memoria DDR4 viene mantenuto, ma non troveremo schede madri in grado di ospitare entrambe le tipologie di memoria, o l’una o l’altra.

Sarà quindi necessario prestare attenzione durante la scelta della scheda madre, leggendo con attenzione la tipologia di memoria supportata. Nel caso delle DDR4 la massima frequenza certificata raggiunge quota 3.200MHz, assicurando una bandwith massima teorica pari a 51.2GB/s, mentre per le nuove soluzioni DDR5 è prevista la certificazione per una frequenza massima di 4.800MHz, che corrispondono ad una bandwidth di ben 76.8GB/s.

Importante novità anche per quanto riguarda il Controller PCI-Express integrato nel microprocessore, sempre in grado di gestire un massimo di 20 linee PCI-Express, ma 16 delle quali, questa volta, sono conformi al nuovo standard Gen 5.0, e quindi capaci di assicurare una banda doppia rispetto alla precedente generazione (32GT/s contro 16GT/s). Sarà quindi possibile, qualora la propria scheda madre preveda degli slot necessari, realizzare sistemi Multi-GPU (NVIDIA SLI o AMD CrossFireX) in configurazione x8/x8, oppure un eventuale futura unità allo stato solido ad elevate prestazioni compatibile.

Il PCH è sempre collegato al microprocessore per mezzo di un Link DMI (Direct Media Interface) che si occupa di fungere da bridge fra la CPU stessa e i vari controller integrati e non. Con il nuovo DMI 4.0 vengono sfruttate ben otto linee PCI-Express 3.0 al fine di incrementare ulteriormente l’efficienza eliminando qualsiasi collo di bottiglia. Ne consegue una banda raddoppiata rispetto alla passata generazione, raggiungendo quota 16GT/s.

Oltre a quanto detto, il nuovo Intel Z690 Chipset, include un sottosistema Audio High Definition, un’interfaccia di rete Gigabit e niente meno che ulteriori 28 linee PCI-Express, di cui 16 di tipo Gen 3.0 e 12 di tipo Gen 4.0, la cui gestione è completa discrezione del produttore della scheda madre. Appare innegabile una flessibilità indubbiamente maggiore rispetto al passato e sarà di conseguenza del tutto lecito attendersi soluzioni provviste di molteplici interfacce di collegamento M.2 PCI-Express oppure SATA Express, anche in configurazione mista, a supporto delle più prestanti unità di SSD di nuova generazione presenti sul mercato.

La gestione delle connessioni video (ora fino a quattro display indipendenti) è ancora completamente a carico del microprocessore e non più del PCH stesso come avveniva nei modelli precedenti alla serie 9. Mantenuto il pieno supporto non soltanto alla risoluzione 4K UHD, ma anche all’HDR (High Dynamic Range) ed alla profondità colore a 10bit.

I nuovi PCH della Serie 600 sono in grado di garantire il supporto nativo verso lo standard Thunderbolt 4 tramite connessione USB Type-C, vantando la piena compatibilità verso tutte le specifiche del protocollo USB4. Rispetto alla passata generazione non viene incrementata la velocità di trasferimento (come al contrario avvenuto dalla seconda alla terza generazione), restando ancorati a quota 40Gb/s, ma verrà potenziato l’intero ecosistema, offrendo per la prima volta dock provvisti di ben quattro porte Thunderbolt e definendo uno standard universale per quanto riguarda il cavo, per il quale è prevista una lunghezza massima di 2 metri. Ricordiamo che lo standard Thunderbolt consente, tramite una singola connessione USB Type-C, il passaggio di dati, video e alimentazione.

Specifiche del genere appaiono più che sufficienti per gestire, ad esempio, una soluzione grafica discreta esterna (molto in voga in ambito mobile, al fine di espandere le potenzialità del comparto grafico integrato) oppure una coppia di monitor con pannelli 4K a 60Hz. Valori di tutto rispetto anche sotto il profilo energetico, con possibilità di alimentare periferiche esterne fino a ben 100W di potenza, includendo funzionalità di ricarica veloce.

Concludiamo con l’ultima, ma non meno importante, caratteristica confermata anche in questi nuovi PCH. Ci riferiamo alla tecnologia di protezione Intel Device Protection with Boot Guard, pensata per garantire la massima protezione durante la fase di avvio del sistema.

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