ASRock X570 Steel Legend – AMD X570 – Socket AM4

Piattaforma AMD AM4 - Principali Caratteristiche Tecniche e Novità

In concomitanza con la presentazione ufficiale delle tanto attese soluzioni Ryzen di terza generazione, meglio note agli appassionati con il nome in codice “Matisse”, è stato svelato anche un nuovo chipset, non destinato a soppiantare i vecchi modelli appartenenti alle Serie 300 e Serie 400, ma al contrario pensato per affiancarsi ad essi allo scopo di offrire un supporto ancor migliore e più  completo verso le novità messe a disposizione dai nuovi microprocessori, tra le quali non possiamo non citare il pieno supporto allo standard PCI-Express 4.0.

Di conseguenza, tutti coloro che già dispongono di una scheda madre di passata generazione potranno continuare ad utilizzarla anche in abbinamento ad uno dei più recenti microprocessori 3000-Series, ovviamente previo aggiornamento del BIOS, rinunciando essenzialmente al solo supporto verso per l’appunto il PCIe di quarta generazione, per il quale sarà d’obbligo munirsi di uno dei nuovi prodotti provvisti di chipset X570.

L’azienda americana, con la piattaforma AM4, ha apportato sostanziali modifiche rispetto al passato, tra cui un nuovo socket di connessione (AM4), sempre di tipo PGA (Pin-Grid-Array), ma contraddistinto da un maggior quantitativo di pin, pari a ben 1331. Appare, inoltre, evidente una notevole semplificazione per quanto riguarda i chipset, dovuta essenzialmente all’integrazione, direttamente all’interno dei nuovi microprocessori, di buona parte delle funzionalità che in passato erano esclusivamente a loro carico, come ad esempio il Controller PCI-Express ed il Memory Controller.

Di conseguenza, se in passato vi era la necessità di ricorrere addirittura a più di un chip (per l’appunto un Northbridge ed un Southbridge), per gestire al meglio tutte le funzioni indispensabili, ora ne basta uno soltanto, con ovvio risparmio sia in termini di costi e sia, cosa ben più importante, in termini di consumi complessivi. Nel diagramma che segue vi mostriamo la struttura del nuovissimo modello X570, adottato da ASRock sulla soluzione in esame:

Come possiamo notare dallo schema, anche i nuovi microprocessori Ryzen di terza generazione (Matisse) mantengono un Memory Controller Integrato (IMC) di tipo Dual-Channel con piena compatibilità verso moduli di memoria DDR4 ad alte prestazioni. La frequenza operativa massima certificata raggiunge però quota 3.200MHz, assicurando così una bandwidth massima teorica ancor più elevata rispetto alle passate generazioni.

Il Controller PCI-Express integrato nel microprocessore è ora in grado di gestire un massimo di 24 linee PCI-Express 4.0 (con piena retro-compatibilità verso lo standard di terza generazione). Sarà quindi possibile, qualora la propria scheda madre preveda, oltre che il chipset idoneo, anche gli slot di espansione necessari, realizzare sistemi Multi-GPU in grado di sfruttare le tecnologie NVIDIA (SLI ed NVLink) o AMD CrossFireX, affiancando un massimo di due schede grafiche in parallelo, in configurazione 2-Way (x8/x8).

Delle restanti 8 linee a disposizione, quattro sono espressamente dedicate alla gestione di unità SSD di ultima generazione provviste di interfaccia M.2 PCI-Express, includendo il pieno supporto anche verso le più recenti e prestanti soluzioni PCIe Gen4.0 x4 basate su protocollo NVM Express (NVMe). Le ultime quattro linee, al contrario, non sono liberamente sfruttabili da parte dell’utente, bensì sono dedicate al collegamento tra il chipset ed il microprocessore stesso. L’utilizzo di linee di quarta generazione consente di incrementare l’efficienza nella comunicazione, eliminando qualsiasi collo di bottiglia.

I nuovi microprocessori, inoltre, implementano un controller USB in grado di gestire un massimo di quattro porte di tipo 3.2 Gen2 (10Gb/s) oppure, in alternativa, un collegamento per periferiche NVMe di tipo M.2 PCIe x4 oppure PCIe x2 + due canali Serial ATA.

Al nuovo chipset X570 viene affidata la gestione di ulteriori 8 linee PCI-Express, sempre di quarta generazione. Queste linee possono essere utilizzate liberamente dal produttore della scheda madre, che potrà dedicarle ad un ulteriore slot PCIe Gen4 x8 supplementare oppure configurarle sulla base di due blocchi speculari così preimpostati da AMD per la massima flessibilità:


  • 1×4 PCIe Gen4, oppure;
  • 2×2 PCIe Gen4, oppure;
  • 4xSATA 6Gbps.

Sempre a livello di chipset non manca un controller Serial ATA integrato di terza generazione in grado di gestire un massimo di quattro porte a 6Gb/s, con pieno supporto verso la tecnologia RAID in modalità 0, 1 oppure 10.

Oltre a quanto detto, il nuovo chipset X570 implementa un supporto nativo verso il recente standard di trasmissione USB 3.2 Gen2 (fino ad un massimo di ben 8 porte) in grado di garantire prestazioni estremamente elevate, pari a ben 10Gb/s, ovvero al doppio di quelle ottenibili con lo standard di precedente generazione. Ovviamente non mancano connessioni conformi allo standard USB 2.0 (fino ad un massimo di 4 porte).

Al pari dei precedenti chipset B450 e X470 viene supportata nativamente l’interessante StoreMI di AMD, una particolare tecnologia proprietaria che consente di combinare le potenzialità offerte dalle più recenti unità di tipo SSD (Solid-State Drive) con quelle tipiche delle tradizionali unità meccaniche, creando un unico volume virtuale.

Non mancano algoritmi mirati ad ottimizzare le performance tramite assegnazione intelligente dei blocchi in maniera del tutto trasparente (ad esempio i blocchi utilizzati più frequentemente verranno automaticamente allocati sull’unità più prestante tra quelle in uso).

Al fine di garantire tempi di caricamento ancor più contenuti, oltre che maggiore reattività, è inoltre possibile sfruttare anche parte della memoria RAM di sistema (fino ad un massimo di 2GB), che si aggiungeranno al sopracitato volume virtuale.

Ricordiamo, infine, che la tecnologia StoreMI supporta appieno qualsiasi unità meccanica e SSD (sia SATA che NVMe), e non rappresenta un vincolo per l’utente, che potrà liberamente decidere di ritornare alla condizione originale, rimuovendo il volume virtuale creato, senza l’obbligo di reinstallazione del sistema operativo.