Shuttle XPC Cube SH370R8 Barebone: Compatto è performante!

Montaggio Componenti e Installazione Sistema Operativo

Per poter effettuate le nostre prove su questo mini computer, abbiamo dovuto procedere, per prima cosa, all’installazione delle uniche componenti che, giocoforza, non sono state incluse nella dotazione, vale a dire il microprocessore, una soluzione grafica discreta (ovviamente opzionale), un’unità di memorizzazione e almeno una coppia di moduli di memoria, in maniera da sfruttare il Dual-Channel.

La scelta è ricaduta, rispettivamente, su di un Intel Core i7 8700K Hexa-Core da 4.7GHz con supporto Hyper-Threading, un’ottima scheda grafica Inno3D GTX 1660 SUPER TWIN X2 OC RGB con 6GB di memoria dedicata, un SSD Kingston SSDNow UV400 da 480GB e un paio di banchi Kingston HyperX Predator DDR4 da 8GB ciascuno, operanti a 2.400MHz.

Il nuovo XPC Cube SH370R8 dispone, come abbiamo visto, di connessioni di tipo M.2 PCI-Express, capaci di sfruttare ben quattro linee PCIe di terza generazione, garantendo una banda veramente molto elevata, pari a ben 32Gb/s. Per le nostre prove ne abbiamo verificato il corretto funzionamento utilizzando un’unità Kingston A2000 NVMe da 500GB, certificata per 2.200MB/s e 2.000MB/s, rispettivamente in lettura e scrittura sequenziale.

Per prima cosa procediamo con l’installazione del microprocessore nel socket di connessione LGA-1151. Nella dotazione fornita ricordiamo che è già presente un tubetto di pasta termica di buona qualità. Usate pure il metodo di applicazione che preferite, noi per abitudine ci affidiamo al classico “chicco di riso” al centro dell’IHS.

A questo punto possiamo riposizionare il sistema di dissipazione proprietario di Shuttle. Come abbiamo anticipato il meccanismo di fissaggio al socket è del tutto identico a quello utilizzato da Intel nei suoi dissipatori stock. È quindi sufficiente posizionare la base di contatto sul processore inserendo i perni in plastica nei quattro fori presenti attorno al socket; basta poi premerli fino a sentire il classico “click” che confermerà l’avvenuto ancoraggio.

Completiamo il lavoro rimettendo al suo posto la ventola di raffreddamento e il rispettivo convogliatore in alluminio. Il fissaggio avviene all’esterno dello chassis, utilizzando quattro viti tool-free. Non sono necessari, quindi, strumenti specifici per stringerle. Non dimentichiamoci, ovviamente, di collegare il cavo di alimentazione della ventola alla scheda madre.

Procediamo ora con l’inserimento dei banchi di memoria negli appositi slot. Per sfruttare la modalità Dual-Channel, supportata dal Memory Controller Integrato (IMC) nel microprocessore Intel è necessario occupare gli slot di colore identico (ovviamente ci riferiamo al caso in cui il kit sia composto da due soli moduli). Noi utilizzeremo quelli consigliati dallo stesso produttore, ovvero quelli di colore blu.

L’installazione dell’eventuale scheda grafica discreta, soprattutto se di generose dimensioni come nel nostro caso, è consigliabile effettuarla prima del riposizionamento del cestello dedicato alle unità di memorizzazione.

La nostra scheda prevede la presenza di un connettore di alimentazione supplementare di tipo PCI-E a 8-pin, è doveroso quindi collegarlo per garantirne il corretto funzionamento. L’alimentatore messo a punto da Shuttle dispone di una coppia di connettori PCI-E, nello specifico uno da 6pin ed uno da 6+2pin, non vi saranno quindi problemi nemmeno ad utilizzare soluzioni particolarmente prestanti.

L’ultima fase del nostro lavoro di assemblaggio consiste nell’installazione delle unità di memorizzazione. Come detto in apertura abbiamo scelto di utilizzare non soltanto un tradizionale SSD, ma anche un’unità di tipo M.2 PCIe, al fine di verificare il corretto funzionamento dell’apposito slot on-board. Questo tipo di soluzione non necessita né di cavi dati né di alimentazione supplementare per il suo corretto funzionamento, è infatti sufficiente inserire la scheda nello slot dedicato e serrare una piccola vite di fissaggio.

Al contrario, il tradizionale drive Serial-ATA, come ben noto, adotta un fattore di forma da 2.5” rendendo quindi necessario l’utilizzo di un apposito adattatore per il fissaggio all’alloggiamento presente nello chassis di questo mini-PC. Purtroppo questo utile accessorio non è fornito nella dotazione ma va acquistato separatamente. Il collegamento è anche in questo caso semplicissimo, basta collegare un cavo di alimentazione (l’alimentatore ne prevede un massimo di tre) e il cavo dati alla scheda madre (fornito in dotazione).

Inutile dire che l’installazione dei componenti si è rivelata estremamente semplice, nel giro di pochi minuti tutto era praticamente pronto per il primo avvio.

Una diretta conseguenza della commercializzazione di un prodotto privo di unità di memorizzazione è senz’altro la mancanza di un sistema operativo preinstallato. Questo aspetto potrebbe far storcere il naso all’utenza meno smaliziata, che magari preferirebbe un prodotto “pronto all’uso”.

Noi ci sentiamo, invece, di avallare questo tipo di scelta, poiché offre all’utente finale piena libertà di scelta del sistema operativo da installare, in relazione alle sue reali necessità e disponibilità economiche, potendo contare anche sulle varie distribuzioni Linux gratuite, reperibili online, al fine di contenere la spesa.

Per questa nostra recensione abbiamo deciso di installare l’ultima versione del sistema operativo di Microsoft, vale a dire Windows 10 Pro November 2019 Update X64.

L’installazione del sistema operativo è stata portata a termine in maniera estremamente veloce (meno di 10 minuti) e senza nessun problema di sorta utilizzando una pendrive USB opportunamente preparata con il pratico software Media Creation Tool di Microsoft.

Precisiamo poi che sul sito web del produttore, nell’area download dedicata a questo prodotto, è disponibile tutto l’occorrente per i dispositivi non riconosciuti in prima battuta dal sistema.

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