Dopo l’annuncio del passaggio di consegne da Phil Spencer alla nuova CEO Asha Sharma, il dibattito sul futuro della piattaforma Xbox si è intensificato.
Alcune dichiarazioni iniziali avevano alimentato timori su un possibile ridimensionamento del brand console, ma in una recente intervista a Windows Central, Sharma e il nuovo CCO Matt Booty hanno delineato le priorità strategiche per i prossimi anni.
Al centro della visione: nuova generazione hardware, centralità del first-party e integrazione più profonda tra dispositivi.
“Return to Xbox”: ritorno allo spirito originario
Sharma ha descritto il concetto di “Return to Xbox” come un ritorno allo spirito fondativo del brand: innovazione, sperimentazione e capacità di sorprendere.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare il legame con la base storica di utenti, che da oltre 20 anni investe nell’ecosistema Xbox, partendo proprio dalla console.
La CEO ha ribadito l’impegno verso:
Centralità dell’hardware console;
Riduzione delle barriere tra dispositivi;
Maggiore continuità tra esperienze PC e console;
Semplificazione per gli sviluppatori.
Questo approccio sembra coerente con le indiscrezioni su una console next-gen attesa intorno al 2028, descritta come un possibile ibrido tra PC e console tradizionale.
Verso una piattaforma più unificata
Uno dei punti chiave della strategia è la volontà di “abbattere le divisioni artificiali” tra differenti categorie di dispositivi.
L’idea è consentire agli sviluppatori di:
Creare una sola build;
Distribuirla su più configurazioni hardware;
Ridurre complessità di porting e ottimizzazione.
Questo modello rafforzerebbe la convergenza tra ecosistema Windows e console Xbox, consolidando la visione multipiattaforma di Microsoft.
First-party al centro della strategia
Matt Booty ha chiarito che la struttura interna degli studi resta saldamente orientata al first-party.
Secondo il dirigente, Xbox non è organizzata come semplice publisher, ma come sistema integrato tra:
Team hardware;
Studi di sviluppo interni;
Ecosistema software Microsoft.
Booty ha sottolineato il coinvolgimento diretto degli studi nelle prime fasi di progettazione hardware, citando esempi di ottimizzazione per nuovi dispositivi come Xbox Ally e franchise storici come Gears of War.
Il messaggio è chiaro: il modello first-party non verrà ridimensionato.
AI generativa: sì agli strumenti, no ai contenuti “derivativi”
Un altro tema sensibile riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale generativa nei videogiochi.
Sharma ha ribadito l’interesse per l’AI come strumento produttivo, ma ha posto limiti espliciti:
Nessuna produzione massiva di contenuti di bassa qualità;
Nessun riempimento dell’ecosistema con output “derivativi”;
Controllo editoriale rigoroso.
La posizione mira a rassicurare sviluppatori e giocatori in un contesto in cui l’AI sta diventando parte integrante dei flussi di lavoro creativi.
Uno sguardo al lungo termine
Sharma ha inoltre dichiarato di voler analizzare a fondo le decisioni strategiche precedenti, valutando non solo efficienze a breve termine ma il valore lungo periodo dell’ecosistema Xbox.
L’impressione è che la nuova leadership voglia consolidare l’identità del brand in un momento di transizione per l’industria, segnato da:
Crescente integrazione PC-console;
Espansione dei servizi digitali;
Evoluzione dell’hardware verso architetture più ibride.
Se le indiscrezioni sulla piattaforma 2028 troveranno conferma, la prossima generazione Xbox potrebbe rappresentare uno dei cambiamenti più significativi nella storia del marchio.
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