Mentre Microsoft ha abbracciato apertamente una strategia multipiattaforma con lanci simultanei tra console e PC, Sony potrebbe intraprendere una direzione differente, ridimensionando progressivamente la pubblicazione su PC dei propri titoli single-player di punta.
L’indiscrezione arriva dal giornalista Jason Schreier durante il podcast Triple Click, e suggerisce un possibile cambio di paradigma nella strategia PlayStation.
Verso un ritorno all’esclusività console?
Negli ultimi anni, Sony ha portato su PC diversi successi inizialmente pubblicati su PS5, generalmente a distanza di uno o due anni dal lancio console. Una strategia che ha permesso di estendere il ciclo di vita commerciale delle IP first-party e monetizzare ulteriormente produzioni già ampiamente ammortizzate.
Secondo Schreier, però, questo modello potrebbe rallentare sensibilmente:
- L’orientamento che sta emergendo sarebbe quello di ridurre la pubblicazione su PC dei tradizionali titoli single-player esclusivi console.
In altre parole, Sony potrebbe riservare l’ecosistema PC principalmente ai giochi live service, lasciando le grandi produzioni narrative ancorate alla piattaforma PlayStation.
Il caso Wolverine e i futuri titoli first-party
Uno dei casi citati è Marvel’s Wolverine, previsto per il 15 settembre.
Secondo Schreier, non sarebbe sorprendente se il titolo non arrivasse mai su PC o, quantomeno, restasse esclusiva console per un periodo indefinito. Questo scenario rafforzerebbe la value proposition dell’hardware PlayStation, spingendo gli utenti interessati ai blockbuster single-player ad acquistare una console.
Una scelta che andrebbe in netta controtendenza rispetto alla filosofia di Microsoft, che ha ormai consolidato il modello day-one su console e PC.
PC port: successo commerciale limitato?
Un elemento centrale dell’analisi riguarda la reale redditività dei porting PC. Schreier ha espresso dubbi sull’effettivo impatto commerciale di queste release, suggerendo che i risultati potrebbero non essere stati così significativi da giustificare un impegno sistematico.
Il problema, secondo questa lettura, è strutturale:
I titoli arrivano su PC dopo 12-24 mesi;
L’interesse mediatico e l’hype iniziale si sono già esauriti;
Il pubblico più motivato potrebbe aver già giocato il titolo altrove.
Fanno eccezione solo le IP più forti, mentre produzioni meno dirompenti potrebbero aver registrato performance inferiori alle aspettative.
Live service al centro della strategia
La possibile riorganizzazione sarebbe coerente con l’enfasi posta da Sony sui giochi live service, dove:
La base utenti ampia è cruciale;
Le entrate ricorrenti (microtransazioni, battle pass) sono centrali;
Il cross-play e la diffusione multipiattaforma massimizzano il ROI.
In questo contesto, il PC diventerebbe un’estensione naturale dell’ecosistema PlayStation per titoli a lungo termine, ma non necessariamente per esperienze narrative single-player ad alto budget.
Cross-Buy e dichiarazioni passate
L’ipotesi di un ridimensionamento dei porting PC appare in parziale contrasto con:
Le dichiarazioni di ex dirigenti Sony, che hanno evidenziato il potenziale economico del mercato PC;
I piani relativi a una possibile funzionalità Cross-Buy tra PS5 e PC, pensata per unificare le librerie digitali.
Tuttavia, Schreier ha chiarito successivamente sul forum ResetEra che le sue affermazioni non sarebbero mere speculazioni, ma anticipazioni di informazioni non ancora formalizzate in un reportage completo.
Differenze strategiche con Microsoft
A differenza di Microsoft, Sony non ha mai ufficialmente promesso un modello multipiattaforma sistematico per i propri first-party.
Mentre Xbox punta alla massima diffusione dell’ecosistema, Sony sembra continuare a considerare l’esclusività console come leva strategica per:
Trainare le vendite hardware;
Rafforzare l’identità del brand PlayStation;
Giustificare investimenti AAA ad alto costo produttivo.
Scenario futuro
Se l’indiscrezione fosse confermata, il mercato potrebbe assistere a:
Una separazione netta tra live service multipiattaforma e single-player esclusivi;
Una maggiore pressione sull’hardware PlayStation come punto di accesso privilegiato ai blockbuster narrativi;
Un rallentamento significativo dei porting PC rispetto al trend osservato negli ultimi anni.
Resta ora da capire se Sony formalizzerà questa strategia o se si tratti di un aggiustamento tattico legato ai risultati economici interni. In ogni caso, il confronto tra i modelli Sony e Microsoft continua a delineare due visioni profondamente diverse del futuro del gaming.
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