Il settore delle console si prepara a una nuova generazione di piattaforme hardware e, tra le principali incognite, emerge quella relativa alla memoria unificata.
Le discussioni all’interno delle community tecnologiche si concentrano in particolare sulle possibili configurazioni di PlayStation 6 e della futura console Microsoft, attualmente identificata con il nome in codice Project Helix.
Uno dei fattori che potrebbe condizionare maggiormente le scelte progettuali è rappresentato dall’aumento dei prezzi dei chip DRAM. Un incremento significativo dei costi dei componenti potrebbe infatti spingere il prezzo finale delle console oltre la soglia dei 1.000 dollari, rendendo necessario un compromesso tra capacità della memoria, larghezza di banda e costo di produzione.
Le informazioni attualmente disponibili devono essere considerate indiscrezioni non confermate ufficialmente.
PlayStation 6: possibile bus a 160 bit e 20 GB di GDDR7
Secondo le indiscrezioni più recenti, l’architettura della futura PlayStation 6 potrebbe essere progettata attorno a un bus di memoria a 160 bit, abbinato a memoria ad alte prestazioni GDDR7.
Una delle ipotesi più discusse riguarda una configurazione da 20 GB di memoria unificata, inferiore rispetto ai 30 GB inizialmente ipotizzati. La scelta sarebbe motivata principalmente dall’obiettivo di contenere i costi di produzione e, di conseguenza, mantenere il prezzo della console entro livelli più accessibili.
La riduzione della capacità fisica della memoria potrebbe essere compensata attraverso tecnologie di compressione basate sull’hardware e sull’intelligenza artificiale, tra cui sistemi di Neural Texture Compression.
Neural Texture Compression per aumentare la memoria effettiva
Il principio alla base della Neural Texture Compression consiste nell’utilizzare algoritmi di machine learning per ridurre la quantità di memoria necessaria per conservare e trasferire le texture utilizzate nei videogiochi.
Secondo le indiscrezioni, tecnologie di questo tipo potrebbero consentire una riduzione dell’occupazione dei buffer delle texture pari o superiore al 50% in determinati scenari.
In termini teorici, una simile tecnologia potrebbe permettere a una console dotata di 20 GB di memoria fisica di raggiungere un’efficienza comparabile, per specifici carichi di lavoro, a una configurazione tradizionale caratterizzata da una capacità significativamente superiore, nell’ordine dei 32-40 GB.
È importante sottolineare, tuttavia, che memoria fisica e memoria effettiva ottenuta tramite compressione non sono equivalenti. La compressione può ridurre il quantitativo di dati da archiviare e trasferire, ma non elimina i limiti fisici della capacità disponibile.
Un sistema di compressione particolarmente efficiente potrebbe comunque avere un impatto importante sulla gestione delle texture e sul traffico attraverso il bus di memoria, soprattutto nei carichi di lavoro caratterizzati da ray tracing.
Xbox Project Helix potrebbe puntare sui 30 GB
La strategia ipotizzata per la futura piattaforma Microsoft sarebbe invece differente.
Project Helix potrebbe adottare un bus di memoria più ampio, pari a 192 bit, con una configurazione di base da 30 GB di GDDR7.
La maggiore capacità fisica della memoria potrebbe offrire un vantaggio significativo agli sviluppatori impegnati nella realizzazione di titoli destinati a un ciclo generazionale particolarmente lungo.
Le indiscrezioni stimano infatti una durata operativa della prossima generazione nell’ordine di 7-9 anni. In un arco temporale così esteso, la disponibilità di memoria potrebbe diventare uno dei principali fattori in grado di determinare la longevità di una piattaforma.
Capacità contro larghezza di banda
Il confronto tra le due possibili configurazioni evidenzia un problema fondamentale nella progettazione di una console: la capacità della memoria e la sua larghezza di banda sono parametri distinti, entrambi importanti.
Una maggiore capacità permette di mantenere in memoria una quantità superiore di dati, come texture, geometria, asset dei livelli e informazioni necessarie al motore grafico. Una maggiore larghezza di banda, invece, consente al processore e alla GPU di trasferire più rapidamente tali dati.
Una configurazione da 20 GB accompagnata da tecnologie avanzate di compressione potrebbe quindi rappresentare un compromesso orientato alla riduzione dei costi, mentre 30 GB di memoria fisica potrebbero garantire agli sviluppatori un margine operativo maggiore nel corso dell’intero ciclo di vita della console.
Il ruolo della memoria nei giochi open world
La questione diventa particolarmente rilevante con l’evoluzione dei videogiochi open world.
Le produzioni moderne devono gestire quantità sempre maggiori di dati relativi a geometria, texture, illuminazione, animazioni e asset ambientali. Nei titoli caratterizzati da mondi estesi, una capacità di memoria superiore può ridurre la necessità di trasferire continuamente dati tra memoria e sistemi di archiviazione.
Una maggiore quantità di GDDR7 potrebbe quindi consentire agli sviluppatori di mantenere residenti in memoria più asset contemporaneamente, riducendo la necessità di ricorrere a tecniche aggressive di streaming e decompressione.
Al contrario, una configurazione con meno memoria potrebbe richiedere un utilizzo più intensivo della compressione e di sistemi intelligenti di gestione degli asset.
Il prezzo delle DRAM potrebbe condizionare la prossima generazione
Alla base di queste possibili scelte progettuali vi sarebbe soprattutto l’evoluzione dei prezzi della memoria DRAM.
La memoria rappresenta infatti una componente importante del costo complessivo di una console. In presenza di prezzi elevati, aumentare la capacità della memoria unificata può avere un impatto diretto sul costo di produzione e, potenzialmente, sul prezzo finale richiesto agli utenti.
Per i produttori si tratta quindi di trovare un equilibrio tra costo dell’hardware, capacità della memoria, larghezza di banda e longevità della piattaforma.
Una console da oltre 1.000 dollari potrebbe offrire caratteristiche tecniche estremamente avanzate, ma rischierebbe allo stesso tempo di limitare significativamente il proprio mercato di riferimento.
PlayStation 6 e Project Helix: due filosofie a confronto
Se le indiscrezioni dovessero trovare conferma, PlayStation 6 e Project Helix potrebbero adottare approcci differenti alla gestione della memoria.
Sony potrebbe puntare su una configurazione più contenuta, con 20 GB di GDDR7 e bus a 160 bit, affidandosi maggiormente a tecniche di compressione basate sull’intelligenza artificiale per aumentare l’efficienza nell’utilizzo della memoria.
Microsoft potrebbe invece privilegiare una maggiore capacità fisica, con 30 GB di GDDR7 e bus a 192 bit, offrendo agli sviluppatori una quantità di memoria più ampia su cui contare per l’intero ciclo di vita della console.
Al momento, nessuna delle due configurazioni è stata confermata ufficialmente. Saranno quindi le specifiche definitive dell’hardware, insieme alle tecnologie di compressione, alla larghezza di banda effettiva e ai prezzi dei componenti, a determinare quale delle due strategie risulterà più efficace nel contesto della prossima generazione di console.
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