Yves Guillemot, CEO di Ubisoft, ha rilasciato un’intervista a Variety in cui ha delineato il futuro delle principali IP della casa francese, tra nuovi progetti in sviluppo e un piano di ristrutturazione aziendale che prevede importanti tagli al personale.
Le dichiarazioni arrivano in un momento delicato per l’azienda, impegnata in una profonda revisione interna volta a ridurre i costi e ottimizzare la produzione.
Diversi Assassin’s Creed in sviluppo
Secondo Guillemot, sotto il brand Assassin’s Creed sono attualmente in sviluppo diversi titoli, che includeranno sia esperienze single-player sia componenti multiplayer.
L’obiettivo è consolidare una community che ha superato i 30 milioni di giocatori nell’ultimo anno. Tra i progetti più attesi figura con ogni probabilità il remake di Assassin’s Creed IV: Black Flag, da tempo oggetto di rumor e indicato con possibile uscita nel 2026.
La strategia appare orientata a trasformare Assassin’s Creed in una piattaforma multi-esperienza, con maggiore continuità tra capitoli e modalità di gioco.
Due nuovi Far Cry in cantiere
Anche il franchise Far Cry vedrà nuovi sviluppi: Ubisoft ha confermato due progetti distinti attualmente in lavorazione.
Non sono stati forniti dettagli su ambientazione o struttura, ma Guillemot ha definito entrambi “molto promettenti”, lasciando intendere una possibile evoluzione del modello open-world tradizionale della serie.
Ristrutturazione e licenziamenti: obiettivo €200 milioni
Le dichiarazioni sui nuovi titoli arrivano nella stessa settimana in cui Ubisoft ha confermato un’ondata di licenziamenti presso lo studio di Toronto, inserita in un piano più ampio di riduzione costi.
La ristrutturazione prevede:
Riduzione fino al 18% della forza lavoro;
Risparmio stimato di €200 milioni in cinque anni;
Suddivisione degli studi in cinque “creative houses”-
Ogni unità creativa sarà responsabile di specifiche IP, con l’obiettivo di rendere la produzione più focalizzata ed efficiente.
Le motivazioni: crescita post-COVID e domanda stagnante
Guillemot ha attribuito la necessità dei tagli a una rapida espansione avvenuta nel periodo post-pandemico, seguita però da una domanda di mercato rimasta stabile anziché crescere come previsto.
L’obiettivo dichiarato è costruire un’azienda più agile, con team meglio bilanciati tra figure senior ed emergenti, capaci di garantire qualità elevata e tempi di sviluppo più sostenibili.
Rischi e precedenti: cancellazioni e ritardi
Negli ultimi anni Ubisoft ha cancellato o rinviato diversi progetti di lungo corso, tra cui il remake di Prince of Persia: The Sands of Time, diventato emblematico delle difficoltà produttive interne.
Alla luce di questo trend, anche i titoli attualmente in pipeline potrebbero non essere immuni da rinvii o revisioni strategiche.
Prospettive future
Ubisoft sembra puntare su un doppio binario:
Rafforzamento delle IP di punta come Assassin’s Creed e Far Cry;
Ristrutturazione interna per contenere costi e migliorare l’efficienza.
Il successo di questa strategia dipenderà dalla capacità dell’azienda di mantenere alta la qualità dei prodotti pur operando in un contesto di riduzione strutturale delle risorse.
Il 2026 potrebbe rappresentare un banco di prova decisivo, soprattutto se il remake di Black Flag verrà effettivamente confermato come uno dei prossimi grandi lanci del publisher francese.
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