Il mercato dei videogiochi continua a evolversi verso il digitale, ma le copie fisiche non sembrano destinate a scomparire nel breve periodo. Secondo un nuovo rapporto pubblicato da Newzoo, con il supporto di G2A, quasi un terzo dei videogiochi acquistati direttamente dai giocatori console è ancora in formato fisico.
Un dato che evidenzia come, nonostante la crescente diffusione di download digitali e servizi in abbonamento, una parte consistente degli utenti continui a preferire i supporti tradizionali.
Videogiochi fisici: quasi un terzo degli acquisti console è ancora su disco
Il rapporto di Newzoo, intitolato Game Purchasing Behavior in an Era of Choice, si basa su un sondaggio condotto nell’agosto 2026 su 6.166 giocatori negli Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Polonia, Brasile e Arabia Saudita.
L’indagine ha coinvolto utenti di età compresa tra i 18 e i 55 anni, che giocano almeno una volta al mese su PC o console di attuale generazione e che, nell’ultimo anno, hanno acquistato o sottoscritto un abbonamento relativo ad almeno un videogioco AA o AAA.
Dai risultati emerge che il 30,4% dei videogiochi console acquistati direttamente dagli intervistati è rappresentato da copie fisiche. La percentuale scende invece all’11% considerando l’intero catalogo di titoli giocati dagli utenti, includendo anche quelli free-to-play e disponibili attraverso servizi in abbonamento.
Questi ultimi rappresentano infatti oltre la metà dei giochi utilizzati dagli intervistati, contribuendo a ridurre significativamente il peso complessivo del formato fisico.
Perché i giocatori continuano a preferire le copie fisiche
Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda le motivazioni che spingono i giocatori a scegliere ancora i videogiochi su disco.
La ragione principale è la possibilità di giocare anche senza una connessione Internet stabile. Un vantaggio particolarmente rilevante per gli utenti che non dispongono di una rete affidabile o che preferiscono non dipendere costantemente dalla connettività.
Al secondo posto si trova il valore legato al possesso materiale del videogioco. Per molti appassionati, acquistare una copia fisica significa avere un prodotto concreto da conservare, esporre nella propria collezione e considerare parte della propria esperienza da videogiocatore.
Un’altra motivazione importante è rappresentata dal risparmio di spazio di archiviazione. Le dimensioni dei videogiochi moderni sono infatti diventate sempre più elevate, mettendo a dura prova la capacità degli SSD e degli hard disk delle console.
Un esempio significativo è rappresentato da GTA 6, il cui spazio di archiviazione richiesto potrebbe arrivare fino a 212 GB, secondo le informazioni riportate dalla fonte originale.
La possibilità di rivendere, scambiare o prestare un videogioco occupa invece il quarto posto tra le motivazioni più citate. Si tratta di un vantaggio del formato fisico rispetto agli acquisti digitali, che generalmente non consentono agli utenti di trasferire liberamente la propria licenza a un altro giocatore.
Il mercato PC è sempre più orientato al digitale
La situazione appare differente per quanto riguarda il gaming su PC. Secondo il rapporto Newzoo, i giocatori che utilizzano esclusivamente questa piattaforma dichiarano una quota di possesso di videogiochi fisici pari appena al 6%.
Un dato che conferma come il mercato PC sia ormai fortemente legato alla distribuzione digitale, attraverso piattaforme come Steam e altri negozi online.
Nonostante questo scenario, esistono iniziative che puntano a riportare in auge il formato tradizionale anche su computer. Tra queste figura GOG, che ha manifestato interesse nel rilanciare le copie fisiche dei videogiochi per PC.
Sony punta sul digitale: stop alla produzione dei dischi dal 2028
I risultati dell’indagine arrivano in un momento particolarmente delicato per il mercato dei videogiochi fisici. Sony ha infatti confermato l’intenzione di interrompere, a partire da gennaio 2028, la produzione di dischi per i nuovi videogiochi destinati alle console PlayStation.
La decisione sarebbe legata alla crescente preferenza dei consumatori per il formato digitale, che secondo l’azienda supera nettamente quella per le copie fisiche.
Anche i dati di Alinea Analytics sembrano confermare questa tendenza. Secondo le stime riportate dalla fonte, le vendite fisiche rappresenterebbero meno del 20% dei ricavi generati dai videogiochi PlayStation pubblicati nel 2026.
Si tratta di un quadro che suggerisce come la distribuzione digitale stia assumendo un ruolo sempre più centrale nell’industria videoludica.
Il formato fisico non è ancora destinato a scomparire
Nonostante la crescita degli acquisti digitali, i dati di Newzoo mostrano che una parte significativa dei giocatori console continua a considerare le copie fisiche una scelta valida.
La possibilità di possedere materialmente un videogioco, conservarlo nel tempo, utilizzarlo senza dipendere completamente da una connessione Internet e rivenderlo rappresenta un insieme di vantaggi che il digitale non è ancora riuscito a replicare completamente.
Il futuro del mercato videoludico sembra quindi destinato a essere sempre più digitale, ma la presenza di una base di utenti ancora legata ai supporti tradizionali dimostra che il formato fisico conserva un ruolo importante.
La vera sfida per gli editori sarà capire se questa domanda riuscirà a mantenersi sufficientemente forte da giustificare la produzione e la distribuzione di copie su disco anche negli anni successivi al 2028.
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