Anthem: Non all’altezza delle aspettative?

Già qualche settimana fa abbiamo recensito la closed e open beta di Anthem, produzione firmata BioWare che non ha avuto di certo vita facile considerando i numerosi problemi e critiche mosse dagli utenti e recensori. Problemi di stabilità, di accesso e di ottimizzazione caratterizzavano la versione beta di questo titolo, che seppur interessante a livello di comparto grafico e gameplay, non ha pienamente convinto la critica. Con l’uscita della versione finale saranno stati risolti i numerosi problemi presenti?


Purtroppo la risposta è perlopiù negativa: il titolo è stato indubbiamente ottimizzato, si riesce a mantenere un framerate stabile, ma la presenza di numerosi bug e freeze rendono davvero frustrante l’esperienza di gioco. Numerosi utenti hanno segnalato crash costanti e bug che impediscono il normale proseguimento delle attività di gioco costringendo al continuo riavvio.

Le versioni console se la passano anche peggio, stando alle numerose segnalazioni di crash così pesanti da portare allo spegnimento improvviso delle console. La risoluzione di queste problematiche risulta fondamentale per la piena riuscita del titolo.

È vero, le ambientazioni rimangono comunque magnifiche anche con il pesante downgrade e il gameplay è frenetico e abbastanza fluido, ma questi problemi abbassano moltissimo il livello qualitativo dell’intero titolo.


La Storia


Parlando della storia di Anthem, nel centro della storia troviamo l’Inno della Creazione, una sorta di forza che trascende la realtà, che ha originato tutto il creato e che rappresenta una sorta di “divinità” di quello che possiamo definire come un culto religioso. Il genere umano si è insediato su Bastion, un pianeta selvaggio che nasconde numerose minacce.

Gli umani si sono raccolti in grossi agglomerati urbani altamente protetti lungo tutto il loro perimetro. In queste particolari società si notano due figure di spicco: le Sentinelle, ossia soldati privati caratterizzati da armature tutte uguali tra loro, e gli Specialisti, in grado di pilotare anche particolari tipologie di Strali. Tra i nemici troviamo figure ben delineate: Dominio, Razziatori (Riferimento a Mass Effect?), contrabbandieri, Metamorfici, creature selvagge, ecc.

Il Dominio è sicuramente la fazione antagonista del titolo, con a capo lo Scrutatore, un personaggio con enormi manie di grandezza che ha come obiettivo quello di impossessarsi del potere dell’Inno e diventare una sorta di divinità. BioWare ha sempre avuto come punto forte dei suoi titoli la Storia ben scritta e strutturata: è proprio su questo punto che Anthem è eccessivamente povero.

Lo scorrimento della trama è tutt’altro che costante e ben scandito, risultando lento e dando alla rappresentazione degli eventi una troppo marcata superficialità. Tutto questo porta anche ai giocatori più pazienti la voglia di saltare ogni cutscene e dialogo perdendo parte della trama e quella che dovrebbe essere una parte fondamentale del titolo. Insomma, i tempi spensierati di Mass Effect sono finiti.


Il Gameplay


Parlando di gameplay e meccaniche di gioco, già descritte nel nostro precedente articolo, risultano sempre abbastanza divertenti…… per le prime 30 ore. Ogni singola attività è scandita sempre dagli stessi passaggi e azioni che portano ad avere una sensazione di ripetitività veramente sgradevole. Inoltre l’IA del titolo risulta davvero pessima, i nemici sembrano solo lì a far numero e non sembrano muoversi secondo uno schema ben pensato.

L’interazione con il mondo di gioco risulta praticamente nulla, rendendo un mondo visivamente magnifico eccessivamente piatto. Le uniche attività veramente soddisfacenti da completare, situate in zone esclusive con compiti ben strutturati, sono le Roccaforti. L’unico problema è che ce ne sono solo tre, una delle quali, tra l’altro, è l’ultima missione della campagna principale.

Anche l’endgame risulta abbastanza deludente, una volta raggiunto il livello 30, con pochissime attività e tutte estremamente ripetitive. In base alla difficoltà delle spedizioni si possono farmare oggetti mitici o leggendari presupponendo l’investimento di un gran numero di ore. Le attività di gioco sono appositamente create per essere affrontate in gruppo con amici, il che rende il farming meno noioso e ripetitivo.


Conclusioni


In definitiva, Anthem risulta un titolo graficamente e meccanicamente ben sviluppato ma veramente troppo piatto ed insipido. Le attività sono limitate, ripetitive e decisamente noiose. Sicuramente è un titolo acerbo che avrà bisogno di molto lavoro ulteriore per raggiungere la maturità che merita, e i presupposti bene o male ci sono.

Presentato come un titolo rivoluzionario, il più bello degli ultimi 10 anni, non rappresenta infine nessun tipo di rivoluzione videoludica e neanche ci si avvicina. Anthem riesce incentivare il gioco con amici e il miglioramento del proprio personaggio/strale…. Ma quando i giocatori arriveranno ad un livello veramente elevato di equipaggiamento cosa faranno? Saranno ugualmente incentivati a fare e rifare missioni sempre uguali? Staremo a vedere.


Voto FINALE: 6,5


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Andrea “Riussong” Russo – Admin Manguste ESports

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