GTA 6 vs Red Dead Redemption 2: quanto è grande il salto grafico di Rockstar?


La community videoludica sta analizzando con grande attenzione i progressi tecnologici e visivi compiuti da Rockstar Games, mettendo a confronto la qualità grafica di Red Dead Redemption 2, uno dei titoli più apprezzati della precedente generazione, con le immagini e i filmati disponibili di Grand Theft Auto VI.

Il confronto si concentra soprattutto sull’evoluzione dei modelli dei personaggi, sulla resa della pelle, sui sistemi di illuminazione e sulla gestione dei dettagli più fini. Un’analisi che permette di osservare quanto sia cambiata la tecnologia grafica dello studio negli anni.



Capelli e micro-dettagli: il cambiamento più evidente


Uno degli aspetti che ha attirato maggiormente l’attenzione riguarda la resa dei capelli e dei dettagli microscopici dei personaggi.

In Red Dead Redemption 2, pubblicato nel 2018, Rockstar utilizzava una tecnica basata principalmente su ciocche e superfici poligonali, accompagnata da sistemi fisici relativamente semplici. In Grand Theft Auto VI, invece, il sistema appare decisamente più sofisticato, con una maggiore densità dei capelli e una separazione più realistica delle singole ciocche.

Il risultato è una resa complessivamente più naturale, soprattutto nelle inquadrature ravvicinate. La maggiore definizione permette infatti di distinguere meglio la struttura dei capelli e di ottenere una rappresentazione più credibile dei personaggi.


Shader della pelle sempre più realistici


Un altro elemento evidenziato dalla community riguarda il rendering della pelle umana.

Le tecniche di subsurface scattering, utilizzate per simulare il comportamento della luce quando attraversa parzialmente materiali come la pelle, sembrano essere state ulteriormente raffinate. Questo permette di ottenere una resa più realistica delle tonalità e delle variazioni della superficie cutanea.

Rispetto a Red Dead Redemption 2, il livello di dettaglio dei volti appare quindi ulteriormente evoluto, con una maggiore attenzione alle caratteristiche microscopiche della pelle e alla risposta della superficie alle diverse condizioni di illuminazione.


Non tutti concordano sull’entità del salto generazionale


All’interno della community, tuttavia, il giudizio sull’effettiva portata del miglioramento non è unanime.

Una parte dei giocatori considera questo livello di dettaglio una conseguenza naturale del passaggio dalla generazione PlayStation 4 all’hardware moderno. Le maggiori risorse computazionali disponibili consentono infatti di utilizzare modelli più complessi, sistemi di illuminazione più avanzati e tecniche di rendering maggiormente sofisticate.

Altri utenti attribuiscono invece una parte significativa del risultato all’evoluzione del RAGE, il motore proprietario di Rockstar. Il technology stack dello studio viene infatti sviluppato e perfezionato da molti anni, con particolare attenzione non soltanto alla qualità dell’immagine, ma anche alle animazioni e all’interazione tra personaggi e ambiente.


Il RAGE rimane un elemento fondamentale


Il confronto tra Red Dead Redemption 2 e Grand Theft Auto VI non riguarda quindi esclusivamente il numero di poligoni o la risoluzione delle texture.

Uno degli elementi distintivi della tecnologia Rockstar è da sempre la capacità di combinare animazioni, fisica, illuminazione e interazione ambientale all’interno di un sistema coerente. È proprio questo approccio che ha contribuito a rendere Red Dead Redemption 2 uno dei riferimenti tecnici della precedente generazione.

Con Grand Theft Auto VI, Rockstar sembra puntare a un ulteriore livello di complessità, sfruttando l’hardware più moderno per aumentare la qualità dei personaggi e dei materiali senza rinunciare alla componente dinamica che caratterizza le produzioni dello studio.


Un’evoluzione che va oltre la grafica


Il confronto tra i due titoli evidenzia quindi un’evoluzione tecnologica significativa, soprattutto nella gestione dei capelli, della pelle, dell’illuminazione e dei micro-dettagli.

Resta da verificare quanto queste differenze saranno percepibili durante una normale sessione di gioco e non soltanto attraverso confronti fotografici o sequenze ravvicinate. Sarà soprattutto l’esperienza complessiva a stabilire se Grand Theft Auto VI rappresenterà un vero salto generazionale oppure un’evoluzione, per quanto importante, delle tecnologie già sperimentate da Rockstar in Red Dead Redemption 2.

In ogni caso, il confronto dimostra quanto rapidamente siano evoluti i sistemi di rendering e quanto lavoro sia stato necessario per portare il RAGE verso una nuova generazione di esperienze videoludiche.


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