Il presidente di Intel Japan, Makoto Ohno, ha dichiarato che il 2025 sarà un anno cruciale per gli AI PC, definendolo un vero “make-or-break year” per questa categoria emergente.
Secondo le previsioni citate, nel 2026 gli AI PC rappresenteranno circa il 50% delle spedizioni globali, pari a circa 130 milioni di unità su un totale stimato di 260 milioni di PC, secondo IDC.
Cosa si intende per AI PC?
Il termine “AI PC” è ancora relativamente ampio. In generale indica un sistema dotato di:
NPU (Neural Processing Unit);
O altre unità dedicate all’elaborazione AI;
Capacità di eseguire inferenza AI in locale.
L’obiettivo è consentire al PC di gestire workload AI di base senza dipendere costantemente dal cloud, migliorando:
Reattività;
Privacy;
Efficienza energetica.
Non si compra per l’AI, ma per l’autonomia
Curiosamente, lo stesso Makoto Ohno ha ammesso che il motivo principale per acquistare un AI PC oggi non è l’AI in sé.
Le vere leve di acquisto sono:
Prestazioni più elevate;
Autonomia superiore;
Silicio più moderno ed efficiente.
L’integrazione di un’NPU contribuisce infatti a ottimizzare la gestione dei carichi, riducendo il consumo energetico rispetto a CPU o GPU tradizionali impegnate in task AI.
In altre parole, molti utenti scelgono un AI PC per i benefici indiretti dell’architettura, non per utilizzare attivamente funzioni AI avanzate.
Da prodotto premium a standard di mercato
Intel riconosce che oggi gli AI PC sono percepiti come prodotti di fascia alta. L’obiettivo dell’azienda è accelerare la transizione per renderli la norma, non l’eccezione.
Per riuscirci serviranno:
Maggiore diffusione su fasce di prezzo intermedie;
Ecosistema software più maturo;
Applicazioni che sfruttino realmente l’NPU.
Solo quando gli utenti acquisteranno un AI PC per uno specifico caso d’uso — e non semplicemente perché è “l’ultimo modello disponibile” — il mercato potrà dirsi realmente trasformato.
Il nodo delle applicazioni
Un punto critico evidenziato riguarda la mancanza di software realmente ottimizzato per le capacità AI locali.
Per sostenere una penetrazione del 50% entro il 2026 sarà necessario:
Sviluppare applicazioni native per NPU;
Integrare AI nei flussi di produttività quotidiana;
Offrire funzionalità tangibili e distintive.
Senza un ecosistema applicativo forte, il rischio è che l’etichetta “AI PC” resti un elemento marketing più che un driver concreto di domanda.
2025: l’anno della verifica
Se le previsioni si concretizzeranno, il 2026 segnerà un punto di svolta strutturale nel mercato PC.
Tuttavia, il 2025 sarà l’anno in cui si capirà se:
L’AI locale diventerà davvero centrale;
I produttori riusciranno a democratizzare l’hardware;
Gli utenti percepiranno un valore reale oltre l’autonomia.
Per Intel, trasformare l’AI PC da trend emergente a standard industriale è una priorità strategica. La vera sfida non sarà solo vendere hardware, ma creare un motivo concreto per sceglierlo.
HW Legend Staff








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