AMD openSIL: prime prove su AM5 Phoenix con Coreboot, verso l’addio ad AGESA


AMD continua a spingere sull’evoluzione del proprio stack firmware con openSIL (Open-Source Silicon Initialization Library), progetto destinato a sostituire progressivamente l’ormai storico AGESA.

Dopo gli aggiornamenti forniti lo scorso anno durante l’OCP Global Summit, emergono ora sviluppi concreti anche sul fronte desktop AM5.

Secondo quanto illustrato da Raj Kapoor, lead firmware architect di AMD, l’azienda prevede di pubblicare nel 2026 i sorgenti openSIL relativi alla futura generazione EPYC “Venice” basata su Zen 6, segnando un passaggio chiave verso un ecosistema firmware più aperto e modulare.


Stato attuale: openSIL su Zen 5 e piattaforma server


Al momento, il supporto ufficiale openSIL è limitato a una porzione della famiglia Zen 5, in particolare ai processori server EPYC 9005 “Turin”. In questo contesto, openSIL viene già integrato in ambienti alternativi come Coreboot, dimostrando la maturità iniziale del nuovo stack di inizializzazione del silicio.

Un esempio concreto arriva dal lavoro del team polacco 3mdeb, società di consulenza open-source che ha documentato un esperimento mirato all’abilitazione del supporto AMD AM5 “Phoenix” all’interno di Coreboot, tramite la distribuzione Dasharo.


Dal server al desktop: le sfide dell’AM5 Phoenix


Il progetto, finanziato inizialmente dalla NLnet Foundation per il porting su scheda Gigabyte MZ33-AR1, si è evoluto fino a includere test sulla mainboard consumer MSI PRO B850-P.

Durante la fase di sviluppo sono emerse alcune criticità specifiche delle piattaforme desktop AM5:


  • Le immagini firmware “combo” per desktop risultano più complesse rispetto a quelle server;

  • Una singola directory PSP (Platform Security Processor) può supportare più famiglie CPU;

  • Nei sistemi server, invece, ogni famiglia CPU dispone di una directory PSP separata;

  • È necessario distinguere correttamente le directory PSP e determinare le CPU supportate.


Questa differenza architetturale introduce maggiore complessità nel parsing delle immagini firmware e nella gestione dell’inizializzazione.

Attualmente il porting su MSI B850-P ha raggiunto uno stadio definito “just enough to boot”: il sistema è in grado di avviarsi, ma il supporto resta basilare.


Prossimi obiettivi: distinzione tra Phoenix mobile e desktop


Il prossimo traguardo tecnico indicato da 3mdeb consiste nell’implementazione di un supporto più strutturato per la piattaforma AM5 Phoenix desktop in Coreboot, con l’obiettivo di:


  • Distinguere correttamente CPU mobile e desktop;

  • Gestire le differenze tra SoC/APU Phoenix nelle due declinazioni;

  • Stabilire una base stabile per future estensioni.


Il team sottolinea che il progetto è ancora in fase di Proof of Concept e non è destinato a utilizzi in produzione. Gli sviluppatori raccomandano ai tester esterni di attendere release più mature.


SEV-SNP e OpenSIL: dimostrazione pratica


Parallelamente, Dasharo ha pubblicato una dimostrazione tecnica relativa all’attestazione guest SEV-SNP su piattaforma Gigabyte MZ33-AR1, con processore EPYC Turin, inizializzato tramite Coreboot e openSIL.

L’esperimento mostra l’esecuzione di una procedura di attestation per verificare il corretto funzionamento della tecnologia AMD SEV-SNP (Secure Encrypted Virtualization – Secure Nested Paging), elemento chiave per la sicurezza in ambienti cloud e virtualizzati.

Questo passaggio evidenzia un aspetto cruciale: openSIL non è solo un’alternativa open-source ad AGESA, ma una base moderna per abilitare funzionalità di sicurezza avanzate su piattaforme server di nuova generazione.


Verso Zen 6 “Venice”: la roadmap 2026


La prospettiva più interessante resta l’apertura dei sorgenti relativi alla futura generazione EPYC Zen 6 “Venice”, prevista per il 2026. Se AMD manterrà la roadmap annunciata, openSIL diventerà progressivamente lo stack firmware di riferimento, sostituendo AGESA sia in ambito server sia – potenzialmente – desktop.

Per l’ecosistema open-source si tratta di un cambiamento strutturale: maggiore trasparenza, possibilità di auditing indipendente, e integrazione più flessibile con progetti come Coreboot e Dasharo.



Conclusioni


Il porting di openSIL su AM5 “Phoenix” rappresenta un passo tecnico significativo, anche se ancora embrionale. Le complessità legate alla gestione delle immagini PSP e alla distinzione tra varianti mobile e desktop dimostrano che la transizione dal mondo server a quello consumer non è banale.

Tuttavia, la direzione è chiara: AMD sta costruendo le fondamenta per un ecosistema firmware più aperto e modulare, con Zen 6 come punto di svolta definitivo.

Per gli sviluppatori firmware e per il settore hyperscale, il 2026 potrebbe segnare l’inizio di una nuova era post-AGESA.


HW Legend Staff


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