Sony ha depositato un brevetto per un sistema basato sull’intelligenza artificiale che potrebbe permettere ai suoi dispositivi elettronici di individuare autonomamente i problemi software e contribuire alla loro risoluzione. Tra i dispositivi potenzialmente interessati figurano anche le console PlayStation, oltre a televisori, fotocamere e cuffie.
A riportare la notizia è TweakTown, che cita le informazioni raccolte da Patentlyze. Il brevetto descrive un’architettura nella quale un server cloud monitora i dispositivi Sony collegati e analizza eventuali anomalie o malfunzionamenti.
Un modello linguistico per diagnosticare i problemi
Secondo quanto emerge dalla documentazione brevettuale, il sistema sfrutterebbe un large language model (LLM) per generare un programma diagnostico specificamente adattato al problema rilevato.
L’idea è che, una volta individuato un comportamento anomalo, l’infrastruttura cloud possa elaborare le informazioni provenienti dal dispositivo e creare automaticamente gli strumenti necessari per effettuare una diagnosi.
In base all’esito dell’analisi, il sistema potrebbe quindi applicare automaticamente una correzione oppure registrare il problema affinché venga esaminato successivamente da un tecnico.
L’obiettivo, almeno sulla carta, sarebbe quello di ridurre il numero di interventi manuali e rendere più rapida la gestione dei problemi software.
PlayStation tra i possibili dispositivi interessati
Il brevetto non riguarda esclusivamente le console. La tecnologia viene infatti descritta in relazione a una gamma più ampia di dispositivi elettronici Sony. Tra gli esempi citati figurano:
- console per videogiochi;
- televisori;
- fotocamere;
- cuffie;
- altri dispositivi elettronici connessi.
Per gli utenti PlayStation, un sistema di questo tipo potrebbe tradursi in una gestione più automatizzata di alcuni errori software. In prospettiva, una console potrebbe rilevare un problema, inviare le informazioni necessarie al sistema cloud e ricevere una correzione senza richiedere necessariamente l’intervento dell’utente.
Si tratta però, al momento, di un’ipotesi basata su un brevetto, non di una funzionalità annunciata per le future console Sony.
Il nodo della sicurezza
L’aspetto più delicato riguarda proprio il livello di autonomia previsto dal sistema. Affidare a un’intelligenza artificiale la generazione di codice destinato alla diagnosi o alla correzione di problemi software introduce infatti importanti interrogativi sulla sicurezza.
Un errore generato dal modello potrebbe avere conseguenze molto più serie se il codice venisse distribuito direttamente a milioni di dispositivi. Il problema è particolarmente rilevante quando si parla di software a basso livello e firmware, dove una modifica errata potrebbe compromettere il funzionamento dell’hardware.
Anche i cosiddetti “hallucinations” degli LLM, ovvero la produzione di informazioni o codice errati ma apparentemente plausibili, rappresentano un potenziale elemento di rischio. Per questo, un eventuale sistema commerciale dovrebbe prevedere meccanismi di verifica e validazione prima che qualsiasi modifica venga effettivamente applicata al dispositivo.
Il brevetto è già stato respinto dall’USPTO
C’è inoltre un elemento importante da considerare: il brevetto ha già ricevuto una reiezione da parte dell’esaminatore dell’USPTO, l’ufficio brevetti statunitense.
Questo non significa necessariamente che il progetto sia stato abbandonato, ma evidenzia come la tecnologia descritta non abbia ancora ottenuto una protezione brevettuale definitiva nella forma attuale.
Come accade per una grande quantità di brevetti depositati dalle aziende tecnologiche, inoltre, non esiste alcuna garanzia che l’idea venga trasformata in un prodotto commerciale.
Sony e i brevetti più insoliti
Sony ha una lunga storia di brevetti dedicati a tecnologie particolarmente ambiziose o insolite che non sono necessariamente arrivate sul mercato.
Tra gli esempi del passato figura una tecnologia pensata per riprodurre odori durante le sessioni di gioco attraverso un controller, mentre un altro brevetto descriveva l’utilizzo della stimolazione ultrasonica del cervello per simulare sensazioni legate a odori e sapori durante la visione di film.
Il nuovo brevetto dedicato all’intelligenza artificiale e all’autodiagnosi si inserisce quindi in una tradizione di Sony fatta anche di idee sperimentali.
Per il momento, dunque, non c’è alcuna conferma che PlayStation riceverà una funzione di autoriparazione basata sull’AI. Il brevetto mostra tuttavia una possibile direzione tecnologica: dispositivi sempre più connessi al cloud e capaci di utilizzare modelli di intelligenza artificiale per individuare e gestire autonomamente i problemi software.
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