PS6, Sony brevetta la generazione dei frame con l’intelligenza artificiale: più fluidità senza aumentare la latenza


Sony sta esplorando una nuova tecnologia basata sull’intelligenza artificiale che potrebbe trovare applicazione nella futura PlayStation 6. Un brevetto recentemente pubblicato descrive infatti un sistema denominato Generation Super Sampling, progettato per prevedere e generare i fotogrammi successivi durante l’esecuzione di un videogioco, con l’obiettivo di migliorare la fluidità senza compromettere la qualità visiva.

La domanda di brevetto, identificata con il numero US 2026/0320740 A1, è stata pubblicata il 15 ottobre 2026 e indica come inventore Denis Dupeyron, ingegnere di Sony. Sebbene il documento non menzioni esplicitamente PlayStation 6, una tecnologia di questo tipo potrebbe rappresentare un’evoluzione interessante per la prossima generazione di console.

È importante precisare che si tratta ancora di un brevetto in fase di valutazione: non esistono conferme sul suo effettivo impiego nei futuri prodotti commerciali dell’azienda.



Come funziona Generation Super Sampling


Il sistema descritto da Sony si basa su due reti neurali: un encoder e un decoder. La prima trasforma un fotogramma appena renderizzato in una rappresentazione compatta delle informazioni visive, mentre la seconda utilizza questi dati per prevedere l’aspetto del fotogramma successivo.

La particolarità dell’approccio consiste nella possibilità di generare un frame futuro partendo da un singolo fotogramma reale, senza dover attendere che il motore grafico abbia completato il rendering di due immagini consecutive.

Il sistema può inoltre sfruttare informazioni aggiuntive, come i vettori di movimento degli oggetti e gli input recenti del controller. Questi dati aiutano l’intelligenza artificiale a stimare come potrebbe evolversi la scena e in quale direzione potrebbe muoversi il giocatore.

Il fotogramma generato viene quindi visualizzato mentre la console continua a elaborare quello successivo tramite il normale processo di rendering.


Meno scatti e maggiore fluidità nei giochi più impegnativi


La tecnologia punta a risolvere uno dei problemi delle tecniche tradizionali di frame generation. Alcuni sistemi attuali inseriscono fotogrammi artificiali tra due frame reali, richiedendo però che entrambi siano disponibili prima di completare la sequenza. Questo processo può introdurre ulteriore latenza.

L’approccio brevettato da Sony cerca invece di anticipare il fotogramma successivo, riducendo la necessità di attendere il completamento del rendering tradizionale.

In teoria, il sistema potrebbe contribuire a limitare gli scatti nelle scene particolarmente complesse, mantenendo un’esperienza visiva più fluida anche quando il carico grafico diventa elevato.

Il brevetto contempla inoltre la possibilità di prevedere più fotogrammi contemporaneamente. Si tratta di una prospettiva interessante, ma anche di una funzione che dovrà confrontarsi con i limiti dei display e con le esigenze di reattività dei videogiochi.


L’intelligenza artificiale può imparare senza intervento umano


Un altro aspetto interessante riguarda il metodo di addestramento del modello. Secondo la documentazione, la rete neurale può essere allenata utilizzando direttamente il flusso video del gioco.

Il sistema confronta il fotogramma previsto con quello reale successivo, misurando le differenze e utilizzando il risultato per migliorare le previsioni future. In questo modo, non sarebbe necessario ricorrere a una classificazione manuale dei dati da parte di operatori umani.

Il brevetto descrive anche una soluzione alternativa più semplice, che non richiede necessariamente l’impiego dell’intelligenza artificiale. In questo caso, il sistema sposta blocchi di pixel seguendo i rispettivi vettori di movimento, cercando di stimare la posizione degli elementi nella scena successiva.

Questa possibilità suggerisce che Sony stia valutando approcci differenti per ottenere un risultato simile, sebbene il documento non fornisca dettagli sufficienti per stabilire quale soluzione garantirebbe le prestazioni migliori.


PS6 verso il 4K a 120 FPS?


L’eventuale introduzione di una tecnologia di generazione dei fotogrammi sarebbe coerente con il percorso intrapreso da Sony per migliorare le prestazioni grafiche delle proprie console.

Su PlayStation 5 Pro, l’azienda ha già introdotto il sistema di upscaling PSSR, progettato per migliorare la qualità dell’immagine attraverso tecniche di ricostruzione assistite dall’intelligenza artificiale.

La generazione dei frame rappresenterebbe un passo ulteriore: mentre l’upscaling punta principalmente ad aumentare la risoluzione percepita di un’immagine renderizzata, la frame generation cerca di incrementare la fluidità della sequenza creando fotogrammi aggiuntivi.

Le indiscrezioni sulla futura PlayStation 6 hanno già ipotizzato l’obiettivo di raggiungere una risoluzione 4K a 120 FPS nella maggior parte dei giochi. Per il momento, tuttavia, si tratta di informazioni non confermate ufficialmente e il brevetto non dimostra che Sony abbia già definito una strategia hardware basata su questi parametri.


I limiti da superare: latenza, qualità e frequenza dei display


Nonostante le prospettive interessanti, restano diversi interrogativi. Il documento non riporta misurazioni concrete relative alla latenza introdotta dal sistema, alla qualità dei fotogrammi generati o al miglioramento effettivo delle prestazioni nei giochi.

La previsione di immagini future, infatti, può produrre artefatti visivi quando gli oggetti si muovono rapidamente, quando la telecamera cambia improvvisamente inquadratura o quando nella scena compaiono elementi non presenti nel fotogramma precedente.

Anche la latenza rappresenta un fattore cruciale. Nei videogiochi competitivi e nei titoli d’azione, un’immagine più fluida non è necessariamente sinonimo di maggiore reattività ai comandi.

La generazione di più fotogrammi potrebbe inoltre offrire vantaggi limitati sui televisori con frequenza di aggiornamento massima di 120 Hz, particolarmente diffusi nel segmento gaming. Rimane anche il timore che alcuni sviluppatori possano fare eccessivo affidamento su queste tecnologie anziché ottimizzare adeguatamente i propri giochi.


Sony continua a esplorare nuove applicazioni dell’IA


Il brevetto dedicato a Generation Super Sampling si inserisce in una serie di proposte tecnologiche presentate recentemente da Sony.

Tra le idee descritte in altri documenti figurano boss capaci di adattare il proprio comportamento in base alle reazioni e ai tentativi del giocatore, sistemi di autodiagnosi e riparazione assistiti dall’intelligenza artificiale, strumenti per completare alcuni input del controller a beneficio delle persone con limitazioni fisiche e funzioni che consentirebbero agli spettatori di una diretta streaming di controllare un cursore sullo schermo dello streamer.

Queste iniziative dimostrano l’interesse dell’azienda per possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale nell’ambito videoludico, ma non costituiscono una conferma del loro arrivo nei prodotti destinati al pubblico.

Per PlayStation 6, Generation Super Sampling potrebbe diventare una tecnologia importante per migliorare la fluidità dei giochi, ma al momento resta soltanto una possibilità. In assenza di dati sulle prestazioni e di annunci ufficiali, sarà necessario attendere ulteriori informazioni per capire se Sony riuscirà a trasformare questa idea in una funzionalità concreta della prossima generazione PlayStation.


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