Gaming senza supporto fisico: oltre 10 dollari di risparmio per ogni copia venduta


La progressiva transizione dal supporto fisico alla distribuzione digitale potrebbe rappresentare un vantaggio economico significativo per i publisher di videogiochi.

Secondo una nuova analisi riportata da GameFile, i produttori potrebbero risparmiare oltre 10 dollari per ogni copia di un videogioco AAA venduta tramite licenza digitale anziché attraverso un supporto fisico.

Il dato assume particolare rilevanza considerando i costi sostenuti dall’industria per la produzione e la distribuzione dei dischi destinati alle console.

Secondo il rapporto, i publisher corrisponderebbero a Sony e Microsoft una quota compresa tra il 15% e il 20% del prezzo consigliato al pubblico (MSRP) per la produzione dei supporti fisici, successivamente commercializzati attraverso la rete dei rivenditori.



Il costo dei dischi incide sui videogiochi AAA


Per i videogiochi di fascia AAA, caratterizzati da budget di sviluppo e marketing particolarmente elevati, l’eliminazione del supporto fisico potrebbe quindi tradursi in una riduzione considerevole dei costi.

Un esempio significativo potrebbe essere rappresentato da Grand Theft Auto VI, il cui prezzo di listino previsto è di 79,99 dollari. Applicando una percentuale compresa tra il 15% e il 20%, il costo associato alla produzione del supporto fisico potrebbe collocarsi indicativamente tra 12 e 16 dollari per copia.

Dal punto di vista dei publisher, la differenza economica è quindi tutt’altro che trascurabile. Se Sony e Microsoft dovessero interrompere completamente la produzione dei supporti fisici, gli editori avrebbero un incentivo ancora maggiore a puntare esclusivamente sulla distribuzione digitale.


Microsoft accelera la transizione dal disco alla licenza digitale


Il mercato console sta attraversando una fase di trasformazione nella quale convivono due visioni contrapposte. Da una parte ci sono aziende e operatori del settore interessati a favorire un modello completamente digitale; dall’altra, una parte consistente della community continua a considerare fondamentale la possibilità di acquistare e utilizzare copie fisiche.

In questo scenario si inseriscono le iniziative di Microsoft dedicate al passaggio dal disco alla licenza digitale.

La tecnologia consente di utilizzare un disco originale per associare il gioco a una licenza digitale. Durante la procedura, la console identifica la chiave univoca associata al supporto e la utilizza per generare la relativa licenza digitale.

Il meccanismo presenta però una conseguenza importante: una volta convertita la copia in una licenza digitale, il disco non può più essere utilizzato come una normale copia fisica trasferibile.

La licenza, infatti, viene associata all’account o all’ecosistema digitale previsto dal produttore. Questo impedisce di utilizzare il supporto per attivare il gioco su console di terze parti e limita, di fatto, alcune delle possibilità tradizionalmente associate al possesso di un videogioco fisico, come il prestito, il noleggio o la rivendita.


Sony guarda al 2028 per i nuovi giochi


Anche Sony starebbe valutando una progressiva riduzione del ricorso ai supporti fisici. Le indiscrezioni indicano la possibilità che la produzione di dischi per i nuovi videogiochi destinati alle console PlayStation possa terminare già dal 2028.

Se questa strategia dovesse concretizzarsi, il settore console compierebbe un ulteriore passo verso un modello basato prevalentemente, se non esclusivamente, sulle licenze digitali.

Per i publisher si tratterebbe di un cambiamento particolarmente vantaggioso. Eliminare la produzione dei supporti fisici significherebbe ridurre una voce di costo legata alla fabbricazione, alla logistica e alla distribuzione dei prodotti.


Un possibile incremento dei margini per i publisher


L’impatto economico potrebbe essere rilevante soprattutto in un momento in cui numerosi studi di sviluppo stanno affrontando una forte pressione finanziaria.

Un risparmio nell’ordine del 15-20% del prezzo di listino associato alla produzione del supporto fisico potrebbe consentire ai publisher di migliorare i margini sulle vendite digitali. In teoria, una maggiore disponibilità economica potrebbe essere destinata anche al mantenimento dei team di sviluppo e alla realizzazione di nuovi progetti.

Naturalmente, il risparmio sulla produzione dei dischi non si tradurrebbe automaticamente in un aumento equivalente degli investimenti nello sviluppo. La destinazione di queste risorse dipenderà dalle strategie finanziarie e commerciali dei singoli publisher.


Il rovescio della medaglia: meno scelta per i giocatori


Dal punto di vista dell’industria, la digitalizzazione offre numerosi vantaggi. I videogiochi possono essere distribuiti senza produrre supporti fisici, eliminando parte della catena logistica e riducendo i costi legati a produzione, stoccaggio e distribuzione.

Per i consumatori, tuttavia, il passaggio a un modello esclusivamente digitale presenta alcune criticità.

Il possesso di una copia fisica offre infatti possibilità che una licenza digitale non garantisce necessariamente: rivendere il gioco, prestarlo, conservarlo indipendentemente da un account online o acquistarlo sul mercato dell’usato. La progressiva scomparsa dei dischi ridurrebbe quindi anche la libertà di gestione della propria collezione.

La transizione dal supporto fisico alla licenza digitale rappresenta, di conseguenza, un vero e proprio compromesso. I publisher possono beneficiare di costi inferiori e margini potenzialmente più elevati, mentre i giocatori rischiano di perdere una parte del controllo sulle copie acquistate.

Il futuro del gaming console potrebbe quindi essere sempre più digitale, ma la questione non riguarda soltanto la tecnologia o i costi di produzione: coinvolge direttamente il concetto stesso di proprietà del videogioco.


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