Un gruppo di appassionati di overclocking della community XtremeSystems ha presentato una nuova tecnica di modifica hardware dedicata alle schede grafiche della serie GeForce RTX 5090.
La soluzione è stata sviluppata come evoluzione di una precedente modifica relativa al generatore di clock esterno e punta a superare alcune delle limitazioni imposte a livello software dai produttori.
La nuova tecnica è destinata alle schede dotate dei tradizionali controller PWM MPS e consente di ottenere un controllo molto più esteso della gestione delle tensioni. L’obiettivo finale è aumentare il margine disponibile per l’overclocking estremo e, in particolare, spingere al massimo la frequenza del bus interno Crossbar della GPU.
Controllo esteso delle linee di alimentazione
La modifica permette di intervenire in modo più completo sulla gestione delle tensioni delle linee NVVDD, MSVDD e FBVDDQ. In condizioni normali, i parametri di alimentazione sono fortemente vincolati dal firmware e dal software di gestione della scheda.
La possibilità di intervenire direttamente sui controller PWM consente invece agli overclocker di ottenere un livello di controllo paragonabile a quello disponibile su alcune schede grafiche progettate specificamente per l’overclocking estremo, come i modelli della serie MSI Lightning.
La differenza è particolarmente rilevante nelle sessioni di benchmark competitivo, dove anche piccoli incrementi della frequenza operativa possono determinare variazioni significative nei risultati finali.
L’obiettivo è aumentare la frequenza del Crossbar
Il principale scopo della modifica non è semplicemente incrementare la frequenza del core della GPU.
Gli appassionati puntano soprattutto a massimizzare la frequenza del bus interno Crossbar, un’interconnessione fondamentale per le comunicazioni all’interno della GPU e per il trasferimento dei dati tra i diversi blocchi del processore grafico.
In condizioni di carico estremo, la possibilità di spingere ulteriormente questo componente può contribuire a incrementare le prestazioni complessive della GPU, rendendolo quindi un elemento particolarmente interessante per gli overclocker impegnati nelle competizioni di benchmark.
Il limite imposto dal driver NVIDIA
La tecnica sfrutta una particolare caratteristica della gestione dei controller di tensione. In configurazione standard, il bus I2CC, utilizzato per comunicare con i controller di alimentazione, viene bloccato a livello del driver NVIDIA. L’accesso rimane sostanzialmente riservato alla GPU, impedendo agli strumenti software esterni di utilizzare liberamente il canale per modificare i parametri dei controller.
Parallelamente, il bus I2CB rimane accessibile per operazioni di lettura e scrittura tramite software esterno. Secondo i ricercatori della modifica, il superamento di questa limitazione passa dal ripristino della comunicazione tra i due canali, intervenendo direttamente sull’hardware della scheda.
Una modifica direttamente sul PCB
A differenza delle normali procedure di overclocking software, la nuova tecnica richiede un intervento fisico sul circuito stampato della scheda grafica.
La procedura prevede infatti un lavoro di saldatura direttamente sul PCB, con l’obiettivo di modificare il percorso di comunicazione utilizzato dai controller. Nella configurazione descritta dagli autori, il collegamento viene realizzato sul lato a 3,3 V.
Si tratta quindi di una modifica destinata esclusivamente a utenti esperti di elettronica e hardware, in particolare agli overclocker che dispongono dell’attrezzatura necessaria per intervenire sul PCB senza danneggiare i componenti.
Rischi elevati e garanzia invalidata
Come per qualsiasi volt-mod hardware, l’intervento comporta rischi significativi.
Una modifica errata del circuito può provocare il malfunzionamento permanente della scheda grafica o danneggiare componenti fondamentali del sistema di alimentazione. Inoltre, qualsiasi intervento fisico sul PCB comporta normalmente la perdita della garanzia del produttore.
Gli stessi autori della modifica sottolineano che l’intervento viene effettuato a rischio dell’utente e che un errore durante la procedura può portare al guasto della GPU.
Per questo motivo, la tecnica non è destinata all’utilizzo quotidiano o agli utenti che desiderano semplicemente ottenere qualche punto percentuale di prestazioni aggiuntive. Il suo principale interesse riguarda il mondo dell’overclocking competitivo, dove le modifiche hardware estreme fanno parte della ricerca delle massime prestazioni.
Un nuovo strumento per l’overclocking estremo
La volt-mod sviluppata da XtremeSystems rappresenta un ulteriore passo nella ricerca di margini di overclocking sulle moderne GeForce RTX 5090.
Il progetto mira a eliminare alcune delle limitazioni software che impediscono l’accesso completo ai controller di tensione, offrendo agli appassionati un controllo più diretto sulle linee di alimentazione della GPU e della memoria.
L’intervento, tuttavia, richiede competenze avanzate di elettronica e comporta rischi molto elevati per l’hardware. Il suo valore è quindi soprattutto sperimentale e competitivo, in particolare per chi partecipa a sessioni di benchmark estremo.
Con l’evoluzione delle GPU moderne e l’aumento dei vincoli imposti a livello firmware e driver, modifiche di questo tipo mostrano quanto sia diventato complesso spingere l’hardware oltre i limiti definiti dal produttore. Per gli overclocker professionisti, però, proprio questi limiti rappresentano spesso il punto di partenza per la ricerca delle prestazioni estreme.
HW Legend Staff













