La crisi dei prezzi delle schede grafiche non riguarda soltanto il mercato consumer. Anche il segmento professionale sta infatti registrando aumenti particolarmente significativi, con la NVIDIA RTX PRO 6000 Blackwell, attuale modello di punta per le workstation, che avrebbe raggiunto un prezzo di vendita di 16.000 dollari sul marketplace NVIDIA.
La cifra la rende la GPU più costosa commercializzata dall’azienda al di fuori delle soluzioni destinate ai server, come le B200 e B300 in formato SXM.
Per una scheda dotata di 24.064 CUDA Core e 96 GB di memoria GDDR7, il prezzo rappresenta un incremento estremamente significativo rispetto al listino originale e offre un’ulteriore indicazione dell’impatto che la scarsità di memoria sta avendo sull’intero mercato delle GPU.
96 GB di GDDR7 distribuiti su 32 moduli
Uno degli elementi che contribuisce maggiormente alla complessità e al costo della RTX PRO 6000 Blackwell è proprio la quantità di memoria installata.
La scheda utilizza 96 GB di GDDR7, organizzati attraverso 32 moduli da 3 GB ciascuno.
La configurazione prevede 16 moduli sul lato anteriore del PCB, insieme al die della GPU, e altri 16 moduli sul lato posteriore. La scheda presenta quindi una configurazione nella quale il PCB viene sostanzialmente racchiuso tra i chip di memoria.
Questa architettura consente di raggiungere un’elevata capacità complessiva, ma aumenta anche l’esposizione della scheda alle variazioni dei costi della memoria.
La GDDR7 può costare oltre 2.000 dollari
Secondo le stime disponibili alla fine di luglio, ciascun modulo GDDR7 da 3 GB avrebbe raggiunto un costo compreso tra circa 60 e 70 dollari.
Moltiplicando il valore per i 32 chip presenti sulla RTX PRO 6000, il solo costo della memoria arriverebbe quindi a una cifra compresa tra circa 1.920 e 2.240 dollari.
Si tratta esclusivamente del costo dei componenti di memoria, senza considerare GPU, PCB, sistema di alimentazione, sistema di raffreddamento, componentistica passiva, assemblaggio, testing, logistica e tutti gli altri elementi necessari alla realizzazione della scheda.
In un prodotto che utilizza un numero così elevato di moduli GDDR7, qualsiasi incremento del prezzo della memoria ha quindi un impatto significativo sul costo complessivo.
Anche altri componenti sono sotto pressione
La memoria non sarebbe comunque l’unico componente interessato dalle difficoltà della catena di approvvigionamento.
Tra gli elementi indicati figurano anche i condensatori MLCC, la cui disponibilità sarebbe attualmente sotto pressione.
Per una GPU professionale di fascia altissima, caratterizzata da consumi elevati e da una complessa sezione di alimentazione, la disponibilità di componenti passivi e di potenza rappresenta un fattore essenziale.
L’aumento simultaneo dei costi di diversi componenti può quindi contribuire a spiegare, almeno in parte, la rapida crescita del prezzo finale della RTX PRO 6000 Blackwell.
Dal prezzo di lancio di 8.565 a 16.000 dollari
L’evoluzione del prezzo rende particolarmente evidente la portata dell’incremento.
NVIDIA aveva introdotto la RTX PRO 6000 Blackwell con un MSRP di 8.565 dollari.
A giugno il prezzo era già aumentato a 13.250 dollari. Ora, a distanza di appena due mesi, il valore indicato sul marketplace avrebbe raggiunto 16.000 dollari.
Rispetto al prezzo MSRP originale, si tratta di un incremento di circa 87%.
In altre parole, il prezzo della scheda è quasi raddoppiato rispetto al listino con cui era stata inizialmente presentata.
Il prezzo potrebbe superare i 17.000 dollari
Se la pressione sulla catena di fornitura dovesse continuare e i costi della GDDR7 dovessero aumentare ulteriormente, non è escluso che il prezzo possa salire ancora.
Un incremento del 100% rispetto all’MSRP originale porterebbe il valore della RTX PRO 6000 Blackwell oltre quota 17.000 dollari.
Si tratta naturalmente di uno scenario ipotetico e non di una previsione ufficiale, ma l’andamento registrato negli ultimi mesi dimostra quanto rapidamente possano cambiare i prezzi delle GPU professionali dotate di grandi quantità di memoria di nuova generazione.
Un problema meno grave per il mercato professionale
Nonostante cifre di questo livello possano sembrare difficili da giustificare dal punto di vista del consumatore, il mercato workstation segue logiche differenti rispetto a quello gaming.
Una RTX PRO 6000 Blackwell è destinata principalmente a professionisti, aziende e organizzazioni che utilizzano la GPU per intelligenza artificiale, rendering, simulazione, progettazione 3D, visualizzazione professionale e applicazioni scientifiche.
In questi contesti, il costo della scheda può rappresentare una componente relativamente contenuta rispetto al valore economico generato dall’attività svolta sulla workstation.
La sensibilità al prezzo è quindi generalmente inferiore rispetto a quella degli utenti consumer, per i quali anche un aumento di qualche centinaio di euro può rendere una GPU molto meno interessante.
La memoria è diventata un fattore strategico
Il caso della RTX PRO 6000 Blackwell evidenzia soprattutto quanto la memoria GDDR7 sia diventata un elemento strategico per il mercato delle GPU.
Una scheda con 96 GB deve utilizzare ben 32 moduli, moltiplicando l’effetto di qualsiasi variazione dei prezzi dei singoli chip. In parallelo, la crescente domanda proveniente dal settore dell’intelligenza artificiale sta aumentando la pressione sull’intera industria della memoria ad alte prestazioni.
Il risultato è un mercato nel quale non soltanto la potenza di calcolo della GPU determina il prezzo finale, ma anche la disponibilità dei componenti necessari per costruire il sottosistema di memoria.
Una situazione che coinvolge l’intero mercato GPU
Il prezzo di 16.000 dollari della RTX PRO 6000 Blackwell rappresenta quindi un caso particolarmente estremo, ma riflette una tendenza più ampia che sta interessando il mercato delle schede grafiche.
La combinazione tra domanda elevata, capacità produttiva limitata e aumento dei costi dei componenti sta esercitando una pressione significativa sui prezzi.
Per il mercato professionale, dove le GPU vengono acquistate principalmente in funzione della produttività, questi aumenti possono essere più facilmente assorbiti. Per il settore consumer, invece, un’analoga dinamica rischia di rendere le nuove generazioni di schede grafiche sempre meno accessibili.
Se i costi della GDDR7 non dovessero stabilizzarsi, la RTX PRO 6000 Blackwell potrebbe quindi non aver ancora raggiunto il proprio massimo di prezzo, trasformandosi in uno degli esempi più evidenti dell’impatto che l’attuale scarsità di memoria sta avendo sull’industria GPU.
HW Legend Staff













