AMD RDNA 5 AT0: GPU da 200 CU per gaming e IA con shader unificati


AMD starebbe lavorando a una GPU di nuova generazione capace di combinare prestazioni grafiche e accelerazione dell’intelligenza artificiale in un’unica architettura.

Al centro delle indiscrezioni c’è Alpha Trion 0 (AT0), un progetto associato a RDNA 5 e alla possibile convergenza tra le tecnologie grafiche RDNA e quelle dedicate al calcolo accelerato CDNA.

A rilanciare le informazioni è il leaker Moore’s Law Is Dead (MLID), secondo cui la GPU completa potrebbe arrivare a circa 200 Compute Unit (CU). L’indiscrezione si accompagna alla diffusione di un presunto documento interno che descriverebbe AT0 come una soluzione dotata di shader unificati RDNA-CDNA, progettata per gestire sia carichi grafici sia applicazioni di intelligenza artificiale.

È importante precisare che AMD non ha confermato ufficialmente queste specifiche. Il numero di Compute Unit, l’organizzazione interna del chip e le possibili configurazioni commerciali rimangono informazioni non verificate.



AMD RDNA 5 AT0: shader unificati per gaming e intelligenza artificiale


Il presunto documento relativo ad Alpha Trion 0 descrive una soluzione orientata all’elaborazione di modelli linguistici di grandi dimensioni, i cosiddetti Large Language Model (LLM), facendo riferimento a hardware grafico RDNA 5 e a funzionalità dedicate all’intelligenza artificiale.

L’elemento più interessante è la menzione di shader unificati RDNA-CDNA, un approccio che potrebbe consentire di utilizzare una stessa architettura per attività grafiche tradizionali e carichi di calcolo legati all’IA.

RDNA rappresenta la famiglia di architetture grafiche di AMD utilizzata nelle GPU Radeon, mentre CDNA è orientata principalmente al calcolo ad alte prestazioni e agli acceleratori per applicazioni professionali. La loro possibile convergenza si inserisce nel percorso verso UDNA, nome utilizzato nelle indiscrezioni per indicare un’architettura unificata.

Un progetto di questo tipo potrebbe offrire vantaggi in termini di riutilizzo delle risorse hardware e sviluppo di prodotti destinati a mercati differenti. Tuttavia, il riferimento agli shader unificati nel documento riportato non dimostra, da solo, come verranno effettivamente organizzate le unità di calcolo né quali funzionalità saranno disponibili nella versione definitiva.

Il documento descriverebbe inoltre AT0 come una soluzione efficiente dal punto di vista dei costi per l’elaborazione degli LLM. Questa indicazione riguarda però il contesto dell’intelligenza artificiale e non significa necessariamente che la futura GPU sarà economica per i videogiocatori.


Una GPU da 200 CU: le indiscrezioni sulle dimensioni del progetto


Uno degli aspetti più discussi riguarda il numero di Compute Unit che AMD potrebbe integrare nella GPU completa.

Secondo MLID, AT0 potrebbe raggiungere circa 200 CU nella configurazione più ampia. Si tratterebbe di un progetto particolarmente ambizioso, almeno sulla carta, che potrebbe puntare a un segmento prestazionale elevato.

Il leaker richiama anche una precedente configurazione da 154 CU, emersa da informazioni risalenti a circa due anni fa e associata a una possibile variante gaming.

Le due cifre non devono però essere considerate specifiche definitive. Potrebbero riferirsi a configurazioni differenti, a fasi diverse dello sviluppo oppure a interpretazioni delle informazioni circolate nel tempo.

In assenza di documentazione tecnica ufficiale, non è possibile stabilire quante Compute Unit verranno effettivamente utilizzate nei prodotti commerciali. Inoltre, il numero di CU, da solo, non permette di determinare le prestazioni reali: architettura, frequenze operative, banda di memoria, cache e consumi avranno un ruolo altrettanto importante.


Due o tre chiplet? Il design di AT0 resta incerto


Un altro punto ancora controverso riguarda l’organizzazione interna della GPU. Le informazioni disponibili descrivono due configurazioni differenti, che al momento non possono essere conciliate con certezza. Da una parte, il leaker Kepler_L2 avrebbe indicato una struttura composta da tre die distinti:


  • XCD, dedicato alle unità di calcolo;

  • AID, associato alle funzioni di memoria e cache;

  • MID, incaricato delle funzioni di visualizzazione e della connettività PCIe.


Dall’altra, MLID continua a sostenere che AT0 potrebbe utilizzare una soluzione con due chiplet. Nella sua ricostruzione, un die principale integrerebbe le unità di calcolo e i controller di memoria, mentre un secondo componente sarebbe dedicato all’uscita video.

Le due ricostruzioni presentano differenze sostanziali e non esistono, al momento, informazioni sufficienti per stabilire quale descriva il progetto reale.

L’utilizzo di più chiplet può consentire di distribuire le diverse funzioni della GPU su componenti separati, ma introduce anche sfide progettuali legate alla comunicazione tra i die, alla gestione energetica e ai costi di produzione.

Per questo motivo, il numero effettivo di chiplet e la distribuzione delle funzionalità saranno elementi fondamentali per comprendere la strategia tecnica scelta da AMD.


PCIe CEM e memoria GDDR7: cosa sappiamo finora


Nel frammento del presunto documento interno compare anche un riferimento alla specifica PCIe CEM, lo standard che definisce diversi requisiti delle schede di espansione PCI Express, compresi aspetti meccanici ed elettrici.

Questo dettaglio suggerirebbe che il progetto contempla una soluzione destinata a integrarsi nel formato delle schede PCIe. Non permette, tuttavia, di dedurre con precisione il formato finale, il consumo energetico o le dimensioni della scheda.

Per quanto riguarda la memoria, MLID ipotizza che una GPU dotata di GDDR7 potrebbe risultare interessante per alcune applicazioni di intelligenza artificiale rispetto a soluzioni basate su memoria HBM.

Le due tecnologie presentano caratteristiche differenti in termini di banda, capacità, costi e integrazione. La scelta dipende quindi dal tipo di carico di lavoro e dagli obiettivi progettuali.

Il presunto documento, però, non specifica quale memoria verrà effettivamente adottata da AT0. Non dimostra nemmeno che una GPU basata su GDDR7 possa sostituire gli acceleratori Instinct con memoria HBM in qualsiasi scenario.

L’eventuale utilizzo di una memoria meno costosa potrebbe rappresentare un vantaggio per determinati carichi di lavoro, ma le prestazioni finali dipenderanno dall’intera piattaforma hardware.


AMD RDNA 5 potrebbe arrivare nel 2027, ma il debutto gaming non è garantito


Secondo le previsioni di MLID, AMD starebbe lavorando per avere prodotti basati su RDNA 5 pronti nel 2027. Le prime soluzioni potrebbero essere indirizzate al mercato professionale e all’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di competere con le future piattaforme NVIDIA Rubin.

Questa tempistica resta un’indiscrezione e non costituisce una conferma ufficiale del calendario di lancio.

Un eventuale debutto iniziale nel settore professionale avrebbe una logica commerciale: AMD potrebbe valorizzare l’architettura nei mercati del calcolo accelerato e dell’IA prima di introdurre eventuali varianti destinate al gaming.

La disponibilità di un acceleratore professionale basato su una determinata architettura, tuttavia, non garantisce che una scheda Radeon equivalente arrivi subito nei negozi. Le versioni professionali e quelle consumer possono differire per configurazione, memoria, firmware, driver e posizionamento commerciale.

Restano inoltre sconosciuti i prezzi, i consumi e le prestazioni delle eventuali schede gaming basate su AT0.


RDNA 5, una nuova strategia per AMD tra Radeon e acceleratori IA?


Se le indiscrezioni verranno confermate, AT0 potrebbe rappresentare un passaggio importante nella strategia di AMD, con una GPU progettata per rispondere alle esigenze di due mercati sempre più rilevanti: quello delle schede video per il gaming e quello dell’elaborazione dell’intelligenza artificiale.

La possibilità di condividere parte dell’architettura tra questi segmenti potrebbe aiutare l’azienda a distribuire i costi di sviluppo e a sfruttare una base tecnologica comune per prodotti differenti.

Per ora, però, il quadro resta incompleto. I circa 200 CU citati da MLID non sono una specifica ufficiale, la configurazione a due o tre chiplet rimane controversa e non è stata confermata una data di lancio per una Radeon gaming basata su AT0.

La principale novità è quindi il possibile orientamento ibrido della GPU, con shader unificati per grafica e intelligenza artificiale. Per capire se AMD riuscirà a trasformare questa ambizione in un prodotto concreto, sarà necessario attendere informazioni più complete sull’architettura, sulla memoria e sulle configurazioni destinate al mercato consumer.



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