Sharkoon ELITE SHARK CA200G Mid-Tower e SHARK Blades RGB Fan & Strip

Uno sguardo all’interno

Sharkoon ha realizzato un prodotto dalla linea sobria e moderna, in grado di fornire innovazione e stile. La qualità del prodotto risulta complessivamente molto buona, così come lo spazio all’interno per il montaggio dei vari componenti. Per rimuovere i due pannelli laterali (di cui uno ricordiamo essere cernierato e realizzato in vetro temperato), basterà semplicemente svitare le poche viti tool-less previste.

Come possiamo vedere dall’immagine la gestione degli spazi interni è indubbiamente ben congegnata, con accorgimenti specifici pensati per ospitare configurazioni di fascia medio-alta estremamente ordinate e pulite da vedere.

L’ampio spazio a disposizione, inoltre, consente agli utenti la massima libertà anche nell’eventualità di integrazione di impianti di raffreddamento a liquido di tipo tradizionale, ben più complessi e prestanti delle più diffuse soluzioni All-in-One presenti sul mercato.

Interessante notare come gli ingegneri dell’azienda tedesca abbiano curato con maniacale scrupolosità la gestione del cable management. A nostro avviso è stato svolto un eccellente lavoro, il passaggio dei cavi verso l’interno avviene attraverso alcuni fori opportunamente gommati, in maniera da evitarne il danneggiamento della guaina isolante.

Lo chassis supporta appieno schede madri con fattore di forma in standard SSI-CEB, SSI-EEB, Extended-ATX, ATX, Micro-ATX oppure Mini-ITX, con installazione della stessa in verticale. Questo aspetto limita a 165 millimetri l’altezza massima per quanto riguarda l’eventuale dissipatore di calore a torre dedicato alla CPU.

Lo spazio tra l’alloggio della scheda madre ed il pannello laterale, pari a circa 35 millimetri, è più che sufficiente per semplificare il posizionamento dei vari cavi di collegamento.

La presenza di un foro di generose dimensioni in corrispondenza della zona socket della scheda madre consente di semplificare in maniera decisa il montaggio e lo smontaggio del sistema di dissipazione del calore dedicato al microprocessore, spesso provvisto di backplate posteriore di rinforzo. Riteniamo questa una caratteristica ormai immancabile in uno chassis di moderna concezione.

Per quanto riguarda le unità di memorizzazione, il cabinet prevede notevoli possibilità di installazione.

Nella parte anteriore dello chassis, ad esempio, sono previste due pratiche slitte per il fissaggio di altrettante unità in formato 2.5” (indifferente se HDD meccanici oppure SSD).

Queste slitte verranno opportunamente fissate al telaio per mezzo di un pratico sistema di aggancio tool-less, rendendone la rimozione estremamente semplice e veloce, anche senza disporre di particolari attrezzi.

Sempre nella parte anteriore del cabinet è preinstallato un supporto metallico dedicato al fissaggio di un’eventuale combo Pompa/Reservoir, componente essenziale per la realizzazione e l’integrazione di un impianto a liquido di tipo tradizionale.

Qualora non fosse utilizzata in tal senso questa staffa può essere all’occorrenza sfruttata per l’installazione di un’ulteriore unità in formato 2.5”.

Ulteriori quattro unità possono inoltre essere installate nella parte posteriore del cabinet sfruttando una serie di apposite slitte metalliche. Il produttore ha previsto, oltre che un comodo cestello a doppia slitta estraibile in grado di ospitare sia dischi in formato standard 2.5” che 3.5”, ulteriori due supporti metallici rimuovibili espressamente pensati per ospitare ognuno una singola unità da 2.5” oppure da 3.5”.

Sempre su questo lato del cabinet è collocato un utile controller dedicato all’illuminazione a LED di tipo RGB indirizzabile integrata. La scheda logica messa a punto dal produttore tedesco prevede un totale di otto porte, nelle quali sarà possibile collegare ventole o strisce a LED RGB così da poterle gestire in maniera sincronizzata, sfruttando ben venti modalità preimpostate e facilmente richiamabili tramite tasto dedicato nel pannello I/O frontale del cabinet, questo anche se non si disponesse di una scheda madre provvista di supporto all’illuminazione RGB indirizzabile (Addressable-RGB/ARGB).

In caso contrario il controller svolgerà essenzialmente funzionalità di HUB, lasciando al software dedicato del sistema di illuminazione della propria scheda madre il compito di gestire e sincronizzare il colore e l’effetto desiderato.

Decisamente buone le possibilità di ottimizzazione del flusso d’aria interno grazie alla possibilità di poter installare ulteriori ventole di raffreddamento in aggiunta a quella preinstallata in estrazione nella parte posteriore dello chassis.

Nello specifico è possibile incrementare il flusso in entrata aggiungendo, ad esempio, altre tre ventole da 120/140 millimetri nel pannello frontale, oppure una ventola da 120 millimetri nella parte inferiore. Oltre a questo è prevista la possibilità di fissare fino ad un massimo di tre ventole da 120 millimetri (o in alternativa due ventole da 140mm), preferibilmente in estrazione, nella parte superiore del cabinet.

Per coloro che intendono utilizzare una soluzione di raffreddamento a liquido di tipo tradizionale oppure di tipo All-in-One (AIO) è possibile fissare senza problemi un radiatore da 120 millimetri nella parte posteriore, un secondo da 120/240/360 oppure 140/280/420 millimetri nel pannello frontale ed addirittura un terzo, da 120/240/360 oppure da 140/280 millimetri, nella parte superiore.

Spostandoci ad analizzare la parte inferiore interna dello chassis, la prima cosa che balza immediatamente all’aocchio è la presenza di una grande copertura metallica che ricopre il vano dedicato all’alloggiamento dell’alimentatore ATX (fino ad un massimo di circa 240 millimetri di lunghezza), a tutto vantaggio dell’estetica e della gestione della componentistica interna e dei cavi da parte dell’utente.

Nella parte superiore del vano sono previsti una serie di fori di forma rettangolare pensati per il passaggio degli eventuali cavi di alimentazione supplementare dedicati all’eventuale scheda grafica discreta, oltre che per i vari collegamenti delle unità di memorizzazione.

Nella parte destra è possibile notare la predisposizione per l’installazione di un radiatore di calore più spesso nella parte frontale, oppure di un radiatore di tipo slim ma in abbinamento ad una configurazione Push/Pull delle ventole. Lo spazio totale a disposizione, infatti, è di circa 57 millimetri.

Per l’eventuale scheda grafica discreta è previsto il supporto all’installazione sia orizzontale che verticale (Bracket e PCI-Express Extender da acquistare separatamente). Nel primo caso è assicurata la compatibilità per una lunghezza massima pari a ben 425 millimetri, che scendono a circa 280 millimetri nel caso venga sfruttato il supporto dedicato al fissaggio di una combo Pompa/Reservoir nella parte anteriore del cabinet.

Nel secondo caso si avrà modo di utilizzare schede grafiche di lunghezza superiore a 280 millimetri anche in presenza della combo, con l’ulteriore vantaggio di ridurre sensibilmente il peso a carico degli slot PCI-Express della scheda madre.

A riguardo è doveroso segnalare che il cabinet prevede un supporto regolabile per la scheda grafica, così da azzerare il peso a carico dello slot anche in caso di installazione orizzontale della stessa.

Gli spazi a disposizione appaiono indubbiamente notevoli e garantiscono la piena compatibilità verso la quasi totalità dei modelli presenti sul mercato. La soluzione di Sharkoon mette a disposizione ben dieci slot di espansione (due come anticipato dedicati all’installazione verticale della scheda grafica). Per ognuno di questi è prevista una resistente griglia in metallo opportunamente forata al fine di favorire la fuoriuscita dell’aria all’esterno dello chassis.

Alla luce di quanto osservato durante questa breve analisi degli interni del nuovo ELITE SHARK CA200G non possiamo che ritenerci soddisfatti del lavoro svolto dall’azienda tedesca durante la fase di progettazione di questa interessante soluzione Mid-Tower, curando ogni minimo particolare in maniera da semplificare al massimo le operazioni di installazione delle componenti e consentire un efficace gestione dei cavi di collegamento al fine di ottenere un aspetto estetico pulito ed ordinato.

Possiamo ora procedere con l’analisi delle specifiche tecniche delle ventole e dei relativi flussi d’aria che sono in grado di generare.

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