Mercato PC in crisi: crollano le spedizioni di schede madri nel 2026


Il mercato hardware consumer sta attraversando una fase di forte rallentamento e i produttori di schede madri iniziano a registrare le prime conseguenze concrete.

Secondo un recente report pubblicato da DigiTimes, diversi produttori avrebbero rivisto al ribasso le previsioni di spedizione per il 2026, con tagli interni superiori al 25% rispetto alle stime iniziali.

Alla base della contrazione ci sarebbero principalmente l’aumento dei costi delle componenti hardware e la crescente priorità assegnata dall’industria ai datacenter dedicati all’intelligenza artificiale, settore oggi considerato molto più redditizio rispetto al mercato consumer tradizionale.


DRAM e CPU troppo costose: assemblare un PC diventa meno conveniente


Uno dei problemi principali riguarda il costo delle memorie DRAM e dei processori, entrambi colpiti da gravi carenze produttive e da una domanda elevatissima legata al boom dell’intelligenza artificiale.

Secondo il report, i kit di memoria rappresentano oggi oltre il 30% del costo totale di un PC assemblato, una quota significativamente superiore rispetto al passato, quando il peso economico della RAM si attestava attorno al 15%.

Questo incremento sta scoraggiando molti utenti dall’aggiornare o assemblare nuovi sistemi desktop, soprattutto nel segmento gaming e DIY. A incidere negativamente sono anche la disponibilità limitata di componenti e i continui rincari registrati negli ultimi mesi.


Asus, MSI, Gigabyte e ASRock verso un calo delle spedizioni


Il rallentamento della domanda avrebbe già costretto diversi produttori a ridimensionare le aspettative per il prossimo anno fiscale. Tra le aziende coinvolte figurano nomi di primo piano del settore motherboard come:


  • Asus;
  • MSI;
  • Gigabyte;
  • ASRock.

Tutte, secondo le indiscrezioni, dovrebbero registrare un numero inferiore di spedizioni rispetto al 2025, confermando una contrazione diffusa dell’intero comparto PC consumer.


AMD conferma il rallentamento del gaming hardware


Anche AMD ha riconosciuto pubblicamente le difficoltà del mercato. La CEO dell’azienda, Lisa Su, ha dichiarato che la domanda legata al gaming dovrebbe diminuire nella seconda metà del 2026 proprio a causa dell’aumento incontrollato dei costi delle componenti hardware.

Nonostante il rallentamento del settore gaming, i produttori potrebbero comunque compensare parte delle perdite grazie alla crescita del business AI. Sempre più aziende stanno infatti spostando risorse produttive verso acceleratori, GPU professionali e infrastrutture per datacenter destinati all’intelligenza artificiale.


L’intelligenza artificiale cambia le priorità del settore hardware


L’attuale situazione evidenzia come il boom dell’AI stia modificando profondamente gli equilibri del mercato tecnologico. La domanda di chip avanzati, memorie ad alte prestazioni e capacità produttiva sta assorbendo gran parte delle risorse disponibili, lasciando il segmento consumer in una posizione sempre meno prioritaria.

Per gli appassionati di PC gaming e assemblaggio, il rischio concreto è quello di assistere a un aumento progressivo dei prezzi e a una riduzione della disponibilità hardware anche nei prossimi anni.


HW Legend Staff


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