In Windows 11 arriva IntelligentCarveout per la gestione della memoria unificata


Microsoft sta lavorando a una nuova funzione di Windows 11 destinata a migliorare la gestione della memoria unificata nei sistemi dotati di CPU e GPU integrate nello stesso SoC. La funzionalità, denominata IntelligentCarveout, è stata individuata nella build 29648.1000 del sistema operativo, distribuita originariamente il 17 agosto.

L’obiettivo è introdurre meccanismi di controllo più avanzati per la gestione della memoria condivisa utilizzata contemporaneamente dal processore e dall’acceleratore grafico.

Si tratta di una tecnologia destinata a diventare particolarmente importante con la diffusione di piattaforme progettate per l’intelligenza artificiale, come NVIDIA RTX Spark, AMD Ryzen Halo e altri SoC caratterizzati da un’architettura fortemente integrata.



Che cos’è la memoria unificata


Nei sistemi tradizionali, CPU e GPU dispongono generalmente di aree di memoria distinte. Il processore utilizza la RAM di sistema, mentre la GPU dispone della propria VRAM dedicata.

Nei moderni SoC, invece, CPU e GPU possono condividere direttamente un’unica riserva di memoria. In queste configurazioni, la memoria LPDDR5X collegata al SoC diventa un pool unificato al quale possono accedere sia la CPU sia la GPU.

Questo approccio presenta diversi vantaggi, soprattutto per i carichi di lavoro AI. I dati possono essere condivisi tra le diverse unità di elaborazione senza dover essere continuamente copiati tra RAM e VRAM.

Il problema nasce quando CPU e GPU devono utilizzare contemporaneamente una quantità significativa di memoria.


Il problema della gestione dinamica


In assenza di una gestione specifica, le applicazioni possono utilizzare la memoria unificata in funzione delle proprie esigenze, senza necessariamente garantire una quantità sufficiente di memoria all’acceleratore grafico.

Un’applicazione che richiede una grande quantità di memoria per l’elaborazione CPU potrebbe quindi occupare una parte consistente del pool disponibile, lasciando alla GPU una quantità inferiore di memoria.


Questa situazione può diventare particolarmente penalizzante nei carichi di lavoro che richiedono grandi quantità di memoria grafica, come:


  • inferenza di modelli di intelligenza artificiale;
  • rendering 3D;
  • elaborazione grafica professionale;
  • gaming ad alta risoluzione;
  • applicazioni scientifiche e tecniche.

IntelligentCarveout nasce proprio per affrontare questo tipo di scenario.


IntelligentCarveout: partizioni dedicate della memoria


La nuova funzionalità permetterà al sistema operativo di gestire in maniera più sofisticata la memoria unificata, introducendo controlli specifici per definire partizioni indipendenti del pool di memoria.

In pratica, Windows 11 potrà riservare una determinata quantità di memoria alla GPU, impedendo che l’utilizzo intensivo da parte della CPU riduca eccessivamente le risorse disponibili per l’acceleratore.

Non si tratta quindi semplicemente di aumentare la quantità complessiva di RAM, ma di modificare il modo in cui il sistema operativo assegna e gestisce una risorsa condivisa.

Questa distinzione diventa fondamentale nei dispositivi dotati di grandi quantità di memoria unificata.


NVIDIA RTX Spark tra i primi scenari interessati


Uno degli esempi più significativi è rappresentato dalla piattaforma NVIDIA RTX Spark, progettata per combinare CPU e GPU all’interno di un unico SoC.

La piattaforma integra una GPU con un massimo dichiarato di 6.140 CUDA core e una CPU Arm a 20 core, collegati direttamente a un massimo di 128 GB di memoria LPDDR5X unificata.

In un’architettura di questo tipo, CPU e GPU non dispongono di due pool di memoria fisicamente separati. Entrambe le unità devono quindi condividere la stessa capacità.

Questo design offre una notevole flessibilità, ma rende anche più importante la gestione della memoria da parte del sistema operativo.


Fino a 128 GB disponibili per i carichi AI


La possibilità di disporre di 128 GB di memoria unificata rappresenta un vantaggio significativo soprattutto per l’esecuzione locale dei modelli di intelligenza artificiale.

Modelli di grandi dimensioni possono infatti richiedere centinaia di gigabyte di memoria per essere caricati ed eseguiti, soprattutto quando vengono utilizzati contesti estesi o configurazioni che richiedono un’elevata quantità di dati residenti in memoria.

Microsoft ha indicato proprio questo scenario tra quelli che beneficeranno del nuovo approccio: un limite più elevato alla quantità di memoria di sistema accessibile dalla GPU consentirà di caricare modelli AI locali più grandi e di affrontare progetti di rendering più complessi.


Maggiore controllo per sviluppatori e utenti


Uno degli aspetti più interessanti della modifica riguarda il maggiore livello di controllo che potrebbe essere messo a disposizione sia degli sviluppatori sia degli utenti.

Con una gestione più intelligente della memoria unificata, il sistema può adattare l’allocazione alle caratteristiche del carico di lavoro, mantenendo una quantità di memoria sufficiente per la GPU quando necessario.

Questo può risultare particolarmente utile nei sistemi in cui CPU e GPU vengono utilizzate simultaneamente.

Un’applicazione di rendering, ad esempio, potrebbe beneficiare di una maggiore quantità di memoria riservata alla GPU, mentre un carico prevalentemente CPU potrebbe utilizzare una configurazione differente.


Un’evoluzione importante per i PC AI


L’introduzione di IntelligentCarveout si inserisce in un’evoluzione più ampia dell’ecosistema Windows verso sistemi dotati di memoria unificata ad alta capacità.

L’integrazione sempre più stretta tra CPU, GPU e acceleratori AI sta infatti modificando anche il modo in cui il sistema operativo deve gestire le risorse hardware.

Con le architetture tradizionali, la separazione fisica tra RAM e VRAM rende relativamente semplice stabilire quanta memoria appartenga a ciascun componente. Nei moderni SoC, invece, questa distinzione viene meno e il sistema operativo deve gestire dinamicamente un’unica risorsa condivisa.

IntelligentCarveout rappresenta una risposta a questa trasformazione.


Windows 11 verso una gestione più avanzata della memoria


La presenza della funzionalità nella build 29648.1000 indica che Microsoft sta lavorando concretamente a un nuovo modello di gestione della memoria per Windows 11, anche se dettagli definitivi su interfaccia, disponibilità e modalità operative potrebbero cambiare prima del rilascio pubblico.

L’importanza della tecnologia è comunque evidente: piattaforme come RTX Spark e i futuri SoC con grandi quantità di LPDDR5X stanno rendendo sempre più comune il concetto di memoria unificata condivisa tra CPU e GPU.

Una gestione più intelligente delle risorse permetterà a Windows 11 di sfruttare meglio questa architettura, evitando che un’applicazione monopolizzi il pool disponibile a discapito dell’acceleratore.

Per gli utenti professionali e per chi utilizza l’AI localmente, il risultato potrebbe tradursi nella possibilità di eseguire modelli più grandi, gestire workload grafici più complessi e ottenere un controllo più preciso sull’allocazione della memoria, senza dover necessariamente ricorrere a una tradizionale configurazione con RAM e VRAM separate.


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