G.SKILL ha iniziato a versare gli indennizzi previsti da una causa collettiva intentata negli Stati Uniti per le modalità con cui pubblicizzava le velocità delle proprie memorie RAM DDR4 e DDR5.
Il produttore ha raggiunto un accordo del valore complessivo di 2,4 milioni di dollari per porre fine alla controversia. I querelanti sostenevano che determinate velocità delle memorie fossero presentate in modo tale da poter indurre i consumatori a ritenere che tali frequenze fossero disponibili immediatamente dopo l’installazione dei moduli.
In realtà, per raggiungere le velocità dichiarate è normalmente necessario modificare alcuni parametri nel BIOS e attivare profili di overclocking come Intel XMP o AMD EXPO.
È importante sottolineare che G.SKILL non ha ammesso di aver agito in modo scorretto. L’accordo raggiunto tra le parti non costituisce inoltre un’ammissione di responsabilità da parte del produttore.
I primi indennizzi ammontano a circa 4,92 dollari per ogni kit di memoria
Dopo diversi mesi di procedure e trattative, i primi acquirenti statunitensi hanno iniziato a ricevere gli indennizzi previsti dall’accordo.
Gli importi segnalati dagli utenti si aggirano intorno a 4,92 dollari per ogni kit di memoria acquistato. La somma effettivamente ricevuta dipende dal numero di richieste valide presentate e dai prodotti dichiarati.
Sebbene l’accordo preveda un fondo complessivo di 2,4 milioni di dollari, tale somma non è destinata interamente ai consumatori.
La controversia riguardava le velocità dichiarate da G.SKILL
La causa collettiva riguarda i consumatori statunitensi che hanno acquistato determinate memorie G.SKILL tra il 31 gennaio 2018 e il 7 gennaio 2026.
Per le memorie DDR4 sono stati inclusi i moduli commercializzati con velocità superiori a 2.133 MHz, mentre per le DDR5 il limite era fissato a 4.800 MHz. I moduli SO-DIMM destinati ai notebook sono stati esclusi dall’accordo.
Il punto centrale della contestazione non era che le memorie fossero incapaci di raggiungere le velocità specificate da G.SKILL. Il problema riguardava piuttosto il fatto che un consumatore potesse interpretare la frequenza pubblicizzata come la normale velocità operativa del modulo immediatamente dopo l’installazione.
In realtà, la velocità massima dichiarata dal produttore può richiedere una configurazione aggiuntiva del sistema.
XMP ed EXPO sono necessari per raggiungere determinate velocità
Acquistare, ad esempio, un kit di memoria DDR5-6000 non significa necessariamente che la scheda madre utilizzerà automaticamente i moduli a 6.000 MT/s.
In molti sistemi è necessario accedere al BIOS della scheda madre e attivare il profilo appropriato, ovvero Intel XMP oppure AMD EXPO. Questi profili consentono di applicare automaticamente i parametri che il produttore della memoria ha validato per quello specifico kit, tra cui:
- Frequenza operativa.
- Latenze e timing.
- Voltaggi.
- Altri parametri relativi al controller di memoria.
Inoltre, la velocità effettivamente raggiungibile da un sistema non dipende esclusivamente dal modulo RAM. Entrano in gioco anche il processore, il controller di memoria integrato nella CPU, la scheda madre e la versione del BIOS utilizzata.
Per questo motivo, due sistemi dotati dello stesso kit di memoria possono presentare capacità operative differenti a seconda della configurazione e dei componenti utilizzati.
G.SKILL dovrà modificare il modo in cui presenta le velocità
Uno degli aspetti più importanti dell’accordo non riguarda il denaro, ma le modalità di comunicazione commerciale.
G.SKILL si è impegnata ad apportare modifiche ragionevoli alle confezioni dei prodotti, alle pagine dedicate ai prodotti e alle specifiche fornite ai distributori.
Le frequenze dovranno essere presentate come velocità «fino a» un determinato valore e dovranno essere accompagnate da avvertenze che spieghino come il raggiungimento di tali frequenze possa richiedere impostazioni del BIOS o operazioni di overclocking.
Dovrà inoltre essere specificato che le prestazioni massime dipendono da altri componenti del sistema, tra cui il processore e la scheda madre.
Di conseguenza, un kit DDR5-6000 potrà continuare a essere commercializzato come tale, ma le informazioni dovranno chiarire meglio che i 6.000 MT/s non rappresentano necessariamente la velocità alla quale qualsiasi PC funzionerà automaticamente.
Come vengono distribuiti i 2,4 milioni di dollari?
Il fondo previsto dall’accordo ammonta complessivamente a 2,4 milioni di dollari, ma soltanto una parte della somma è destinata direttamente ai consumatori interessati.
La documentazione giudiziaria prevedeva circa 800.000 dollari di compensi per gli avvocati, oltre a circa 125.000 dollari per altre spese legali e circa 295.000 dollari destinati alle attività di amministrazione e notifica.
Erano inoltre previsti pagamenti fino a 5.000 dollari per ciascuno dei due principali rappresentanti della causa.
Secondo le stime iniziali, circa 1,17 milioni di dollari sarebbero rimasti disponibili per essere distribuiti tra gli acquirenti che avessero presentato richieste valide.
Il numero potenziale di acquisti che soddisfacevano i requisiti era stato stimato in circa 6,5 milioni. Gli avvocati, tuttavia, prevedevano che soltanto tra il 2% e il 3% dei consumatori potenzialmente interessati avrebbe presentato una richiesta di rimborso.
Questa differenza tra le dimensioni potenziali della platea e il numero effettivo di richieste spiega in larga misura perché gli indennizzi individuali siano relativamente contenuti.
L’importo finale dipendeva dal numero di richieste presentate
L’accordo non stabiliva un importo fisso che ogni consumatore avrebbe ricevuto. Il denaro disponibile doveva essere invece distribuito proporzionalmente tra le richieste valide, tenendo conto del numero di prodotti dichiarati.
I consumatori potevano richiedere un rimborso per un massimo di cinque kit di memoria per abitazione senza dover presentare una ricevuta d’acquisto. Per quantità superiori, l’amministratore dell’accordo poteva richiedere documentazione comprovante gli acquisti.
Con i primi pagamenti che si aggirano intorno ai 4,92 dollari per kit, l’indennizzo individuale appare modesto rispetto al valore complessivo dell’accordo.
Tuttavia, il caso rappresenta un precedente significativo per il mercato delle memorie RAM, soprattutto in un settore nel quale le velocità pubblicizzate dipendono sempre più dall’utilizzo di profili XMP ed EXPO e dalla configurazione specifica della piattaforma.
La conseguenza principale per i consumatori non sarà quindi l’entità dell’indennizzo, ma una maggiore chiarezza nella comunicazione delle velocità massime delle memorie DDR4 e DDR5.
HW Legend Staff











