AMD, dalla nascita ai Bulldozer di oggi

Introduzione

AMDokNel breve articolo che vi andremo ad illustrare nella giornata odierna, andremo a parlare di Advanced Micro Devices o AMD, una nota e rinomata azienda multinazionale americana ormai più che consolidata, con sede principale situata a Sunnyvale in California. A oggi è uno dei leader mondiali nella produzione di microprocessori e chipset per il settore consumer, server e workstation. A seguito della fusione con ATI, avvenuta nel 2006, il listino del colosso americano si è arricchito con chip grafici integrati e discreti. Nel corso del nostro articolo, illustreremo in maniera semplice l’evoluzione delle CPU di AMD. Non ci resta che augurarvi una piacevole lettura.


Un breve exploit storico:


amd-office

Tutti noi conosciamo a oggi AMD “Advanced Micro Services”, come la concorrente diretta di Intel nell’ambito delle CPU “Central Processing Unit”. Anche se ricordiamo il 1982 come la data ufficiale in cui AMD entrò nel mercato delle CPU, questa società nasce nel 1969 grazie a Jerry Sanders che, insieme ad un fidatissimo team di soli sette collaboratori, aveva lasciato il suo impiego per creare e far crescere una società di semiconduttori di successo a favore di produttori di macchine calcolatrici, strumentazione elettronica ecc. L’ambizioso progetto iniziava a prendre sempre più piede, almeno fino al 1986, dove i concorrenti giapponesi costrinsero AMD a dover far ampliare il suo campo di interesse.

amd-headquarters-flag_t

Nel 1995, i dirigenti di AMD e NexGen si incontrano per la prima volta a discutere assieme di un sogno comune: creare una famiglia di microprocessori che possa dar vita ad una concorrenza. L’incontro porta all’acquisizione della NexGen da parte di AMD nel 1996. Da li a breve nasce il primo processore AMD-K6 che riscuote grande successo e diventa il traghettatore ufficiale per la realizzazione della nota famiglia di CPU Athlon; che marchia in maniera indelebile il successo di AMD e la proietta alla progettazione e realizzazione dei Phenom, per poi giungere fino ai giorni nostri con i recenti processori Bulldozer.