Le configurazioni dei PC stanno cambiando, con una riduzione della quantità di memoria RAM installata nei sistemi più recenti. Secondo le statistiche del CPU-Z Validator, per la prima volta si registra una diminuzione anno su anno della capacità di RAM presente nei computer sottoposti a verifica.
Un fenomeno che potrebbe essere legato soprattutto al forte aumento dei prezzi delle memorie e alle difficoltà di approvvigionamento previste nei prossimi mesi.
A evidenziare questa tendenza è Doc TB, uno degli sviluppatori di CPU-Z, che ha condiviso i dati relativi alle ultime statistiche del validatore. Le configurazioni con 32 GB di RAM continuano a essere le più diffuse, ma la loro quota sta diminuendo, mentre quelle con quantitativi inferiori stanno guadagnando terreno.
32 GB di RAM restano la configurazione più diffusa, ma perdono terreno
Stando ai dati del CPU-Z Validator, i sistemi con 32 GB di RAM rappresentano ancora il 37,2% delle configurazioni validate. Si tratta della capacità più popolare, ma la sua quota è diminuita del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il calo più significativo riguarda invece i sistemi con 64 GB di RAM, la cui diffusione è scesa del 18%, arrivando al 7,3% delle validazioni.
Anche le configurazioni con quantitativi di memoria particolarmente elevati stanno registrando una contrazione. I PC dotati di 96 GB e 128 GB di RAM hanno infatti perso oltre il 26% ciascuno, segnalando una minore presenza di sistemi con grandi quantità di memoria tra quelli sottoposti al validatore.
Di contro, le configurazioni più economiche stanno guadagnando popolarità. I computer con 16 GB di RAM hanno registrato una crescita del 12,9%, raggiungendo il 33% delle validazioni. Anche i sistemi con 8 GB sono in aumento, con una quota salita dell’5,5% fino all’11%.
DDR4 torna a crescere: la memoria di precedente generazione supera DDR5
La tendenza al ridimensionamento delle configurazioni non riguarda soltanto la quantità di RAM installata, ma anche la tecnologia utilizzata.
Le statistiche di CPU-Z Validator mostrano infatti un ritorno in crescita della memoria DDR4, che rappresenta il 54,5% delle validazioni, con un incremento del 6% rispetto a un anno fa.
La DDR5, invece, ha perso terreno, scendendo al 32,9% e registrando una contrazione del 2,9%.
Il dato suggerisce che una parte degli utenti stia continuando a utilizzare piattaforme hardware più datate, evitando di investire in sistemi di nuova generazione caratterizzati da costi maggiori. Il prezzo della memoria potrebbe quindi rappresentare un fattore determinante nelle scelte di aggiornamento dei PC.
I dati di CPU-Z non rappresentano l’intero mercato dei PC
È importante sottolineare che le statistiche del CPU-Z Validator non costituiscono una fotografia completa del mercato informatico. I dati prendono in considerazione esclusivamente i sistemi che gli utenti decidono di sottoporre al validatore negli ultimi tre mesi.
Anche le rilevazioni di Steam Hardware Survey mostrano un andamento meno lineare. A settembre, i sistemi con 32 GB di RAM avevano superato quelli con 16 GB, diventando la configurazione più diffusa tra i giocatori. La situazione si è però ribaltata nel sondaggio di ottobre, quando i 16 GB sono tornati in testa.
Questi dati evidenziano come la diffusione delle diverse configurazioni possa variare sensibilmente in base al campione analizzato e al periodo di riferimento.
Prezzi della RAM in aumento: la crisi delle memorie potrebbe peggiorare
Il possibile ritorno a configurazioni con quantitativi di RAM inferiori appare comunque coerente con l’attuale andamento del mercato. I prezzi delle memorie sono aumentati sensibilmente nel corso del 2026, rendendo più costosi gli aggiornamenti hardware e le nuove configurazioni.
Team Group ha inoltre avvertito che la fase più critica della carenza di memoria potrebbe arrivare tra il quarto trimestre del 2026 e il secondo trimestre del 2027.
In questo scenario, la DDR4 potrebbe beneficiare di una nuova fase di interesse. Le indiscrezioni relative a futuri processori Intel LGA1700 non ancora annunciati, attesi all’inizio del 2027, indicano infatti la possibile introduzione di nuove schede madri compatibili con DDR4.
Una scelta che permetterebbe di contenere i costi di aggiornamento, soprattutto per chi possiede già componenti compatibili con questa tecnologia.
Il mercato potrebbe tornare a privilegiare configurazioni più economiche
Il calo della diffusione delle configurazioni con 32 GB, 64 GB e quantitativi superiori, accompagnato dalla crescita dei sistemi con 16 GB e DDR4, rappresenta un segnale interessante per il settore.
Se l’aumento dei prezzi della memoria dovesse proseguire nei prossimi mesi, una parte degli utenti potrebbe rinviare gli aggiornamenti, mantenere piattaforme più datate oppure scegliere configurazioni meno costose.
Non si tratta necessariamente di un’inversione strutturale del mercato, ma di una possibile risposta alle attuali condizioni economiche. La diffusione della DDR5 e delle configurazioni con grandi quantità di RAM potrebbe continuare a crescere nel lungo periodo, ma nel breve termine il costo dei componenti rischia di rallentare questa transizione.
Per il momento, i dati di CPU-Z Validator suggeriscono una tendenza chiara: con la RAM sempre più costosa, molti utenti stanno tornando a privilegiare configurazioni più contenute e piattaforme DDR4.
HW Legend Staff















