Il recente aggiornamento dei driver NVIDIA 616.56 sembra aver introdotto una limitazione significativa per gli strumenti di overclocking dedicati alle GPU GeForce RTX 5000.
In particolare, il comportamento rilevato riguarda mVolt+, utility open source che aveva recentemente attirato l’attenzione della comunità per la possibilità di intervenire sui limiti di potenza delle schede video senza ricorrere a modifiche hardware come lo shunt mod.
La precedente versione di mVolt+ aveva consentito, su alcune GPU della serie Blackwell, di aumentare sensibilmente il margine energetico disponibile. Nel caso della GeForce RTX 5090, ad esempio, era possibile ottenere fino a circa 125 W di potenza aggiuntiva, creando condizioni favorevoli per incrementare ulteriormente le frequenze operative della GPU.
L’aumento del power limit rappresenta infatti uno degli strumenti più importanti nell’overclocking delle schede video moderne: quando il limite energetico imposto dal firmware o dal driver viene raggiunto, la GPU può ridurre la frequenza di funzionamento anche se dispone ancora di margine termico.
Il nuovo driver sembra impedire il controllo della potenza
Secondo le segnalazioni provenienti dalla community di overclocking, dopo l’installazione dei driver NVIDIA 616.56 il controllo della potenza tramite mVolt+ non funzionerebbe più correttamente.
Il problema si manifesta quando viene applicata una quantità aggiuntiva di corrente attraverso i controlli dell’utility. In queste condizioni, il sistema può mostrare un black screen, un comportamento che ricorda un crash del driver grafico.
Il fenomeno è particolarmente interessante perché non sembrerebbe coinvolgere necessariamente l’intero funzionamento delle GPU RTX 5000, ma nello specifico le funzionalità che consentono di modificare i parametri relativi all’alimentazione del core.
Al momento, tuttavia, non è possibile stabilire con certezza se si tratti di un blocco deliberatamente introdotto da NVIDIA oppure di un problema di compatibilità tra mVolt+ e la nuova versione dei driver.
Hydra 2.3 potrebbe aggirare il problema
Un elemento che rende la situazione ancora più interessante riguarda Hydra 2.3, uno strumento dedicato all’ottimizzazione e all’overclocking delle GPU.
Secondo le segnalazioni disponibili, una versione beta di Hydra 2.3 sarebbe ancora in grado di accedere ai propri controlli di override della potenza del core anche dopo l’aggiornamento ai driver 616.56.
Se questa informazione venisse confermata, diventerebbe meno probabile l’ipotesi di un blocco generalizzato delle funzionalità di power control da parte di NVIDIA. Potrebbe invece trattarsi di una differenza nel modo in cui mVolt+ e Hydra interagiscono con le nuove componenti software introdotte nei driver.
In altre parole, NVIDIA potrebbe aver modificato alcune interfacce o meccanismi utilizzati per accedere ai parametri di alimentazione, rendendo incompatibile mVolt+ senza necessariamente aver disabilitato ogni forma di controllo avanzato.
NVIDIA ha introdotto un blocco intenzionale?
È ancora presto per stabilire se il comportamento osservato rappresenti una vera contromisura nei confronti degli strumenti di overclocking.
Il controllo del power limit è una funzionalità particolarmente delicata sulle GPU moderne, poiché permette di aumentare il consumo energetico oltre i valori previsti dai profili standard. Nel caso di schede come la RTX 5090, un incremento consistente della potenza può tradursi in un significativo aumento delle prestazioni in overclock, ma anche in maggiori temperature e sollecitazioni per il sistema di alimentazione.
Un eventuale blocco da parte di NVIDIA potrebbe quindi essere motivato da ragioni di stabilità, sicurezza o controllo del comportamento delle GPU al di fuori dei parametri ufficialmente supportati.
D’altra parte, l’assenza di un riscontro ufficiale da parte dell’azienda impedisce, per il momento, di considerare il blocco come intenzionale.
La situazione resta in evoluzione
Il comportamento riscontrato con i driver 616.56 dovrà essere verificato attraverso ulteriori test, utilizzando differenti modelli di GeForce RTX 5000 e versioni aggiornate degli strumenti di overclocking.
Sarà inoltre importante capire se gli sviluppatori di mVolt+ riusciranno ad adattare l’utility al nuovo driver. Qualora il problema fosse esclusivamente legato a un’incompatibilità software, una futura versione del programma potrebbe ripristinare il controllo della potenza senza richiedere modifiche ai driver NVIDIA.
Per ora, quindi, gli appassionati di overclocking delle GeForce RTX 5000 dovranno considerare il driver 616.56 con particolare attenzione. Il black screen provocato dall’impostazione di corrente aggiuntiva rappresenta infatti un chiaro segnale di incompatibilità, ma non costituisce ancora una prova definitiva dell’esistenza di un blocco deliberatamente implementato da NVIDIA.
HW Legend Staff













