La crescita dell’intelligenza artificiale sta determinando un aumento senza precedenti del consumo energetico dei data center. L’addestramento e l’inferenza dei modelli di IA richiedono migliaia di GPU e CPU ad alte prestazioni, con un conseguente incremento della domanda di elettricità.
Per rispondere a questa esigenza, colossi tecnologici come Meta, Microsoft e Amazon stanno valutando investimenti in nuovi impianti nucleari destinati ad alimentare le infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale.
In questo scenario si inserisce Ampera, una startup specializzata in tecnologie nucleari, che ha annunciato un importante traguardo: lo sviluppo del primo modulo di reattore nucleare stampato in 3D a grandezza naturale, progettato per fornire energia ai data center di nuova generazione.
L’intelligenza artificiale aumenta la richiesta di energia
L’intelligenza artificiale è ormai uno dei settori più strategici dell’industria tecnologica. Le aziende continuano a investire miliardi di dollari nello sviluppo di modelli sempre più avanzati, alimentando la costruzione di nuovi data center dotati di acceleratori hardware dedicati.
Questa espansione comporta tuttavia alcune criticità, tra cui:
- consumi energetici sempre più elevati;
- maggiore impatto ambientale;
- aumento della domanda di componenti hardware, come memoria e GPU;
- costi operativi in costante crescita.
Per garantire un’alimentazione stabile e continua a queste infrastrutture, l’energia nucleare viene considerata una delle possibili soluzioni a lungo termine.
Il primo reattore nucleare modulare stampato in 3D
Ampera ha annunciato quello che definisce il primo reattore nucleare al mondo a scala reale di tipo subcritico a torio con nucleo a stato solido, realizzato mediante tecnologie di stampa 3D.
Il modulo comprende sia il nucleo del reattore sia il recipiente in pressione che lo contiene, con un design studiato per semplificare la produzione industriale e ridurre i tempi di realizzazione.
Uno degli elementi distintivi del progetto è proprio la produzione additiva, che consente di fabbricare componenti complessi con maggiore precisione e potenzialmente a costi inferiori rispetto ai metodi tradizionali.
Come funziona un reattore subcritico
A differenza dei reattori nucleari convenzionali, il sistema sviluppato da Ampera è di tipo subcritico.
Ciò significa che il combustibile nucleare, da solo, non è in grado di sostenere autonomamente la reazione di fissione. Per avviare e mantenere il processo è necessaria una sorgente esterna di neutroni.
Questo approccio offre un importante vantaggio sul fronte della sicurezza: interrompendo la sorgente esterna, la reazione si arresta naturalmente, riducendo il rischio di eventi incontrollati.
Torio e combustibile TRISO
Il nucleo del reattore è stato stampato in 3D utilizzando carburo di silicio e impiega combustibile a base di torio associato a particelle TRISO (Tri-structural Isotropic Particle Fuel).
Il combustibile TRISO è considerato una delle soluzioni più promettenti per i reattori avanzati grazie alla sua elevata resistenza alle alte temperature e alla capacità di trattenere i prodotti della fissione all’interno delle particelle di combustibile, aumentando il livello di sicurezza operativa.
Secondo Ampera, questa combinazione di materiali consentirebbe al reattore di funzionare fino a 30 anni senza necessità di ricaricare il combustibile, riducendo sensibilmente gli interventi di manutenzione.
Fino a 30 MWe di potenza
Il primo modulo è stato progettato per essere installato in sistemi capaci di erogare fino a 30 MWe (megawatt elettrici).
L’azienda ha dichiarato di voler aumentare ulteriormente questa capacità nelle future evoluzioni della piattaforma, così da soddisfare le esigenze energetiche di infrastrutture sempre più grandi.
Non solo data center per l’IA
Sebbene il crescente fabbisogno energetico dei data center rappresenti uno dei principali mercati di riferimento, Ampera intende commercializzare il proprio reattore modulare anche in altri settori caratterizzati da consumi elevati.
Tra le applicazioni previste figurano:
- data center dedicati all’intelligenza artificiale;
- settore della difesa e militare;
- applicazioni navali e marittime;
- impianti industriali ad alta intensità energetica.
La possibilità di produrre questi moduli direttamente in fabbrica e in serie potrebbe contribuire a ridurre i costi di produzione e accelerarne la diffusione rispetto ai tradizionali impianti nucleari.
Disponibilità ancora lontana
Nonostante l’annuncio rappresenti un importante passo avanti nello sviluppo dei reattori modulari avanzati, il progetto è ancora in fase sperimentale.
Ampera non ha comunicato né una data di commercializzazione né un prezzo indicativo. Saranno quindi necessari ulteriori test, certificazioni e approvazioni normative prima che questa tecnologia possa essere impiegata su larga scala.
Conclusioni
L’espansione dell’intelligenza artificiale sta modificando profondamente anche il settore energetico, spingendo aziende e startup a sviluppare nuove soluzioni per alimentare infrastrutture sempre più energivore.
Con il suo reattore nucleare modulare stampato in 3D, Ampera punta a offrire una tecnologia capace di coniugare produzione industriale, maggiore sicurezza operativa e lunga autonomia. Se il progetto dovesse superare con successo le fasi di sviluppo e certificazione, potrebbe rappresentare una delle soluzioni più interessanti per sostenere la crescita dei data center dedicati all’intelligenza artificiale nei prossimi decenni.
HW Legend Staff















