Dopo la presentazione della nuova architettura Zen 6 in ambito server durante l’evento Advancing AI, cresce l’attesa per l’arrivo delle future CPU Ryzen destinate al mercato consumer.
Secondo le ultime indiscrezioni, AMD non punterà soltanto ad aumentare le prestazioni assolute, ma introdurrà una serie di ottimizzazioni software e hardware pensate per migliorare sensibilmente l’esperienza di gioco.
Le informazioni arrivano da 1usmus, sviluppatore del noto tool di overclock HYDRA, che ha condiviso alcuni dettagli con VideoCardz.
Obiettivo: migliorare gli 1% Low nei videogiochi
Uno degli aspetti su cui AMD starebbe concentrando i propri sforzi riguarda i cosiddetti 1% Low, ovvero i frame rate minimi che influenzano direttamente la fluidità percepita durante una sessione di gioco.
Migliorare questo parametro significa ridurre fenomeni come:
- stuttering;
- micro-scatti;
- improvvisi cali di fluidità.
Secondo le indiscrezioni, Zen 6 utilizzerà nuove tecniche di gestione dinamica del carico di lavoro per mantenere prestazioni più costanti nei titoli moderni.
CPPC gestirà in modo intelligente i core della CPU
Tra le novità più interessanti figura l’evoluzione del sistema Collaborative Processor Performance Control (CPPC).
Questa tecnologia consente al sistema operativo e al firmware di controllare in maniera più precisa le prestazioni di ciascun core della CPU.
In pratica, se un videogioco utilizza soltanto alcuni core del processore, il sistema sarà in grado di:
- assegnare a quei core la massima frequenza disponibile;
- aumentare dinamicamente il budget energetico dedicato ai core più importanti;
- lasciare gli altri core a frequenze inferiori per ridurre consumi e temperature.
L’obiettivo è concentrare le risorse dove servono realmente, incrementando la stabilità del frame rate.
Priorità ai processi più importanti
Zen 6 introdurrà anche nuove modalità di gestione delle priorità.
Tra queste troviamo:
- Performance Priority, che assegna maggiore priorità ai thread principali;
- HighestFreq, che privilegia i core capaci di raggiungere le frequenze più elevate;
- FloorPerf, una funzione che entra in azione quando il processore raggiunge i limiti di temperatura o consumo.
In quest’ultimo caso, il sistema manterrà alla massima frequenza soltanto i processi ritenuti più importanti, riducendo invece la velocità dei core impegnati in attività secondarie.
Boost indipendente per ogni singolo core
Un’altra novità riguarda il cosiddetto Per-Core EPP Boost.
Questa funzione permetterà ai singoli core di raggiungere il proprio boost massimo senza dover incrementare contemporaneamente la frequenza dell’intero processore.
AMD avrebbe inoltre migliorato il sistema di gestione dinamica delle frequenze, rendendolo più preciso e stabile nelle variazioni di clock durante i carichi di lavoro variabili tipici dei videogiochi.
Meno risorse ai processi in background
Zen 6 introdurrà anche un sistema avanzato di controllo della banda passante della memoria.
Grazie alla tecnologia PQOS Global Bandwidth Enforcers, il processore potrà limitare automaticamente la quantità di memoria disponibile per le applicazioni in background.
In questo modo:
- i giochi avranno accesso prioritario alla banda della memoria;
- le attività secondarie consumeranno meno risorse;
- le applicazioni in background avranno un impatto minore sulle prestazioni.
Questa gestione dinamica dovrebbe contribuire ulteriormente a mantenere stabile il frame rate anche durante il multitasking.
Zen 6 punta a un’esperienza di gioco più fluida
Se queste indiscrezioni verranno confermate, AMD Zen 6 non si limiterà a offrire un incremento delle prestazioni tradizionali, ma introdurrà un approccio più intelligente alla gestione delle risorse del processore.
La combinazione tra nuove funzionalità del CPPC, ottimizzazioni della frequenza per singolo core e controllo della banda di memoria potrebbe tradursi in una sensibile riduzione dello stuttering e in un miglioramento degli 1% Low, uno degli indicatori più importanti per valutare la fluidità reale nei videogiochi.
Per i gamer, ciò potrebbe significare un’esperienza più stabile e reattiva, anche nei titoli più pesanti e nelle situazioni di carico elevato, confermando l’intenzione di AMD di affinare non solo la potenza bruta delle future CPU Ryzen, ma anche il modo in cui questa viene sfruttata durante il gioco.
HW Legend Staff













