Intel Panther Lake: il nodo 18A raggiunge un rendimento dell’80%


Il percorso di Intel verso la produzione in volumi dei propri processori sulle tecnologie più avanzate sembra mostrare segnali positivi. Secondo le informazioni riportate, il SoC Panther Lake, e in particolare il suo compute tile realizzato con il processo produttivo Intel 18A, avrebbe raggiunto una resa produttiva intorno all’80%.

Si tratterebbe di un risultato particolarmente importante per Intel Foundry, impegnata da tempo nel miglioramento delle rese dei propri nodi produttivi. Il dato suggerisce infatti non soltanto una riduzione dei difetti sul wafer, ma anche progressi sul fronte della cosiddetta resa parametrica, ovvero la percentuale di die che risultano completamente funzionanti e conformi ai requisiti previsti.



Un compute tile da 114 mm²


Il compute die di Panther Lake avrebbe dimensioni di circa 8,004 × 14,288 mm, per una superficie complessiva di circa 114,304 mm².

Le dimensioni relativamente contenute del die rappresentano un elemento favorevole dal punto di vista della resa: a parità di difettosità del processo, infatti, un die più piccolo presenta una probabilità inferiore di essere interessato da un difetto presente sul wafer.

L’ipotetico rendimento dell’80% assumerebbe quindi particolare rilevanza perché indicherebbe che una larga parte dei die prodotti non solo supera i controlli relativi ai difetti fisici, ma presenta anche gli elementi funzionali necessari per essere utilizzata nei prodotti finali.

Il risultato potrebbe inoltre indicare un miglioramento rispetto alle difficoltà che Intel ha incontrato storicamente proprio con la resa parametrica, oltre ai progressi nella gestione dei difetti di produzione.


Il nodo 18A verso una maggiore maturità


Il processo Intel 18A rappresenta uno dei passaggi più importanti nella strategia tecnologica dell’azienda. Panther Lake costituisce infatti una delle prime piattaforme a utilizzare concretamente questa tecnologia, offrendo a Intel l’opportunità di accumulare esperienza attraverso la produzione ad alto volume.

Secondo le informazioni disponibili, per un processo ormai considerato maturo i valori di densità dei difetti potrebbero collocarsi nell’ordine di D0=0,1-0,2. Se le stime sulla resa di Panther Lake fossero confermate, Intel potrebbe essersi avvicinata alla fascia più bassa di questo intervallo grazie ai progressi compiuti durante i mesi di produzione in volume.

È importante sottolineare che si tratta di informazioni riportate e di stime sul processo produttivo: Intel non avrebbe, nel contesto descritto, ufficializzato pubblicamente il dato dell’80% di resa.


Nova Lake potrebbe beneficiare dei progressi


Un ulteriore elemento che viene collegato al miglioramento delle rese di 18A riguarda Nova Lake, la futura generazione di processori Intel.

Le indiscrezioni indicano un possibile cambiamento nella strategia produttiva dell’azienda: Intel avrebbe intenzione di realizzare internamente la maggior parte dei compute tile di Nova Lake, affidandosi a Intel Foundry per circa l’80-90% della produzione e a TSMC per la parte restante.

L’approccio consentirebbe di mantenere una strategia di dual sourcing, riducendo la dipendenza da un singolo produttore e garantendo al tempo stesso a Intel una quota significativa della produzione interna.

Il passaggio sarebbe particolarmente significativo perché rappresenterebbe un segnale della crescente fiducia dell’azienda nei confronti del processo 18A e della capacità di Intel Foundry di produrre componenti complessi in volumi sufficienti.


Intel punta a 40.000 wafer al mese


Il miglioramento delle rese dovrà necessariamente essere accompagnato da un aumento della capacità produttiva. Secondo le informazioni riportate, Intel punta a concludere l’anno con una capacità di circa 40.000 wafer 18A al mese.

L’obiettivo sarebbe poi raggiungere 60.000 wafer al mese entro la fine del 2027, per arrivare a circa 80.000 wafer al mese nel 2028 esclusivamente sul processo 18A.

Si tratta di una progressione che dovrebbe consentire a Intel di sostenere la crescente domanda prevista per i prodotti basati sul nuovo nodo, oltre a creare spazio per la produzione destinata ai clienti esterni di Intel Foundry.


Anche il nodo Intel 14A è in fase di espansione


Parallelamente alla crescita del 18A, Intel sta preparando il successivo 14A, destinato a rappresentare un ulteriore passo avanti nella roadmap produttiva dell’azienda.

Secondo un’analisi attribuita a Jeff Pu di GF Securities, la capacità produttiva del 14A potrebbe raggiungere circa 6.000 wafer al mese entro la fine del 2027, per poi salire fino a 24.000 wafer mensili nel 2028.

Le stime si riferiscono alla capacità prevista prima di eventuali ulteriori collaborazioni industriali.

Tra queste potrebbe rientrare anche il progetto Terafab associato a Elon Musk, che secondo le informazioni riportate dovrebbe utilizzare proprio la tecnologia Intel 14A per la produzione di semiconduttori.


La sfida ora è trasformare le rese in produzione su larga scala


L’eventuale raggiungimento di una resa dell’80% con Panther Lake rappresenterebbe quindi un tassello importante nella strategia di Intel. Il dato, se confermato, suggerirebbe che il processo 18A sta maturando sia dal punto di vista della riduzione dei difetti sia per quanto riguarda la resa parametrica.

La vera sfida per Intel sarà però mantenere queste rese aumentando contemporaneamente i volumi produttivi. Gli obiettivi di 60.000 wafer al mese nel 2027 e 80.000 nel 2028 mostrano infatti l’entità dell’espansione prevista.

Se la traiettoria produttiva dovesse proseguire secondo i piani, il 18A potrebbe diventare una componente centrale della strategia Intel Foundry, con Panther Lake come uno dei primi banchi di prova e Nova Lake tra i prodotti destinati a sfruttarne maggiormente la maturazione.


HW Legend Staff


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