Crisi della RAM, l’allarme di Exceleram: la carenza di DRAM è appena iniziata


La carenza globale di memoria DRAM potrebbe essere soltanto all’inizio. A lanciare l’allarme è Steffen Eisenstein, VP of Product di Exceleram, che ha descritto un mercato della memoria profondamente condizionato dalla crescente domanda legata all’intelligenza artificiale.

Secondo Eisenstein, l’attuale situazione non rappresenta una semplice fase temporanea di aumento dei prezzi. La disponibilità dei chip DRAM sarebbe diventata così limitata da rendere difficile persino per produttori affermati assicurarsi le quantità necessarie per la produzione.



Una crisi iniziata già alla fine del 2025


Per Exceleram, i primi segnali concreti della crisi risalgono addirittura al quarto trimestre del 2025. Nell’ottobre dello stesso anno, l’azienda aveva osservato un forte incremento dei prezzi della DRAM, con aumenti definiti già allora estremamente significativi.

La prospettiva di una possibile carenza spinse numerosi partner ad aumentare gli ordini, contribuendo però ad accelerare il consumo delle scorte. Nel frattempo, i nuovi chip disponibili sul mercato diventavano progressivamente più costosi.

Il risultato è stato un mercato caratterizzato da una combinazione particolarmente difficile: scorte in diminuzione, prezzi in aumento e domanda sempre più difficile da prevedere.


L’intelligenza artificiale sta cambiando il mercato della memoria


Alla base della pressione sulla DRAM c’è soprattutto la crescita dell’infrastruttura necessaria per l’intelligenza artificiale. I grandi sistemi dedicati all’AI richiedono enormi quantità di memoria e stanno modificando le priorità dell’intera filiera.

Per i produttori e gli assemblatori orientati al mercato consumer, questo scenario rende più complicato ottenere memoria a condizioni economicamente sostenibili.

Eisenstein sottolinea quanto la situazione sia anomala anche rispetto alle precedenti difficoltà del settore: mai, secondo la sua esperienza, era stato così difficile procurarsi DRAM.

A complicare ulteriormente il quadro c’è stata anche la decisione di Micron, che nel dicembre 2025 ha annunciato il ritiro dal mercato consumer della RAM e degli SSD. Una scelta che ha contribuito a modificare ulteriormente gli equilibri della distribuzione della memoria destinata agli utenti finali.


PC sempre più difficili da produrre con margini sostenibili


L’aumento dei costi della RAM sta avendo conseguenze dirette anche sull’industria dei PC. Per i produttori di medie dimensioni, mantenere margini sufficienti è diventato più complesso. Il costo della memoria rende infatti più difficili le previsioni economiche e la definizione dei prezzi finali.

Secondo Eisenstein, alcuni operatori hanno addirittura deciso di abbandonare il segmento, perché le condizioni economiche non permettevano più di assemblare sistemi mantenendo una redditività adeguata.

La situazione era diventata particolarmente critica già all’inizio del 2026. In quel periodo, la stampa specializzata e gli analisti avevano iniziato a parlare apertamente di una vera e propria “memory crisis”.


Scorte esaurite e domanda in calo


Exceleram si è trovata a fare i conti con scorte esaurite e costi di produzione elevati. Paradossalmente, proprio l’impennata dei prezzi ha contribuito a ridurre la domanda.

L’azienda ha persino deciso di cancellare la propria presenza al Computex, ritenendo che, in un contesto caratterizzato dalla scarsità di prodotto, non avesse senso concentrarsi sulla ricerca di nuovi rivenditori.

La produzione destinata ai partner esistenti è proseguita, ma le vendite hanno registrato una forte contrazione.

Nel secondo e terzo trimestre del 2026 si è verificato un parziale recupero della domanda. Tuttavia, secondo Eisenstein, questo miglioramento non deve essere interpretato come un ritorno alla normalità.


Prezzi della RAM destinati a rimanere elevati?


Un elemento particolarmente significativo riguarda proprio la percezione del mercato. Secondo Eisenstein, consumatori e operatori sembrano aver iniziato ad accettare l’idea che la RAM sia diventata strutturalmente più costosa.

Una frase riferitagli da un giornalista sintetizza efficacemente il nuovo scenario: la RAM è diventata più costosa e non sembra destinata a tornare ai prezzi precedenti.

Ma dietro prezzi elevati non necessariamente si nascondono margini altrettanto elevati per i produttori. Al contrario, la contrazione della domanda e la maggiore competizione rendono il quadro economico più complesso.


Il problema più grave: la DRAM sta diventando difficile da ottenere


L’aspetto più preoccupante evidenziato da Exceleram riguarda però la disponibilità fisica dei chip. In alcuni casi, l’azienda afferma di non aver ricevuto offerte per settimane relative ai chip necessari alla propria produzione. Non si tratta quindi soltanto di acquistare memoria a un prezzo più elevato: in determinate circostanze il problema sarebbe proprio riuscire a trovare il prodotto.

Una situazione di questo tipo può avere conseguenze che vanno ben oltre il prezzo dei moduli RAM destinati ai PC. La disponibilità limitata della memoria rischia infatti di rallentare lo sviluppo e la commercializzazione di nuovi dispositivi hardware consumer.


La crisi della memoria potrebbe essere appena iniziata


L’analisi di Exceleram restituisce quindi un quadro decisamente preoccupante. L’aumento della domanda legata all’AI, la riduzione delle scorte, i prezzi elevati e la difficoltà di approvvigionamento stanno creando una pressione crescente sull’intera filiera della memoria.

Il punto centrale dell’avvertimento di Eisenstein è che la crisi della RAM non sarebbe ancora arrivata al suo punto massimo.

Dopo i forti aumenti dei prezzi registrati dalla fine del 2025 e le difficoltà affrontate nel corso del 2026, il mercato potrebbe quindi trovarsi davanti a una fase ancora più complessa.

Per produttori di memoria, assemblatori e consumatori, la prospettiva non è incoraggiante: la scarsità di DRAM potrebbe continuare a condizionare prezzi e disponibilità dei PC ancora a lungo.

La conclusione di Exceleram è netta: la crisi della RAM è tutt’altro che finita e, secondo l’azienda, potrebbe essere soltanto all’inizio.


HW Legend Staff


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