RTX 5090 da 900 watt con tre connettori a 8 pin: la folle mod di TecLab


Una GeForce RTX 5090 è stata sottoposta a una particolare modifica hardware che sostituisce i tradizionali connettori di alimentazione 12V-2×6 con tre più vecchi e apparentemente meno ambiziosi PCIe a 8 pin.

A realizzare l’esperimento è stato TecLab, noto team brasiliano specializzato in overclock estremo e modifiche hardware. Il risultato è decisamente fuori dagli standard: la scheda è riuscita a raggiungere un assorbimento di circa 900 watt, spingendosi fino a una frequenza di 3,4 GHz.

Il dato più sorprendente è che ciascun connettore da 8 pin, normalmente indicato per circa 150 W, è stato sottoposto a un carico equivalente a circa 300 W.



Una RTX 5090D HOF modificata direttamente sull’alimentazione


La scheda utilizzata per l’esperimento è una Galax GeForce RTX 5090D HOF OC LAB XOC, modello progettato proprio per gli appassionati di overclock estremo e caratterizzato originariamente dalla presenza di due connettori 12V-2×6.

TecLab ha modificato il circuito di alimentazione collegando direttamente i regolatori di tensione della GPU ai nuovi connettori PCIe a 8 pin.



In questo modo i connettori 12V-2×6 originali vengono bypassati, permettendo di utilizzare una configurazione di alimentazione completamente diversa da quella prevista dal produttore.

Il risultato è una RTX 5090 capace di operare con un quantitativo di energia decisamente superiore alle specifiche convenzionali del sistema di alimentazione PCIe.


900 W e 3,4 GHz: numeri da overclock estremo


Con i tre connettori PCIe 8-pin, la scheda è arrivata a consumare circa 900 W, raggiungendo una frequenza GPU di 3,4 GHz.

Per avere un riferimento, si tratta di un livello di potenza enorme per una singola scheda grafica.

L’esperimento è però diventato ancora più interessante quando TecLab ha ridotto progressivamente il numero di connettori utilizzati.

Con due connettori 8-pin, la GPU ha registrato un assorbimento di circa 66 A, mantenendo comunque una frequenza di 3,2 GHz.

Con un solo connettore, invece, la scheda ha raggiunto circa 65 A e una frequenza di 3,1 GHz.

I test dimostrano quindi quanto margine possa esserci nella gestione dell’alimentazione di una GPU progettata per l’overclock, anche se i risultati non devono essere interpretati come indicazione di un utilizzo sicuro in condizioni normali.


Il dato più curioso? I connettori non si sono sciolti


L’aspetto forse più interessante dell’esperimento riguarda proprio i connettori. TecLab ha spinto i PCIe 8-pin ben oltre il loro limite nominale, arrivando a circa il doppio della potenza normalmente associata a ciascun connettore. Nonostante questo, durante il test non si è verificato il temuto cedimento fisico con fusione del connettore o del cavo.

Il risultato è particolarmente curioso considerando la reputazione controversa che negli ultimi anni ha accompagnato i connettori 12VHPWR e 12V-2×6, utilizzati sulle GPU Nvidia di fascia alta.

Naturalmente, il fatto che un connettore abbia resistito a un particolare test estremo non significa che sia sicuro utilizzarlo abitualmente oltre le specifiche. L’esperimento di TecLab è un caso di overclock estremo e non rappresenta una configurazione raccomandabile per un PC tradizionale.


Perché l’8-pin continua a essere apprezzato dagli appassionati


Il vecchio connettore PCIe a 8 pin continua comunque a godere di una certa popolarità tra gli appassionati.

La sua struttura relativamente grande, i contatti robusti e un margine di sicurezza percepito come maggiore rispetto ai connettori più recenti sono alcuni dei motivi per cui molti assemblatori continuano a considerarlo una soluzione affidabile.

Il problema è che l’8-pin non è stato progettato per le richieste energetiche delle GPU moderne di fascia altissima.

Una RTX 5090, utilizzando tre o quattro connettori 8-pin e mantenendosi entro i limiti nominali, richiederebbe infatti un numero elevato di cavi dedicati.

Per un sistema di questo tipo, ciò significa maggiore ingombro e una gestione dei cavi decisamente meno pratica.


Il futuro potrebbe essere un nuovo connettore


L’esperimento di TecLab riporta quindi in primo piano una questione che il settore PC deve ancora risolvere: come alimentare GPU sempre più potenti senza aumentare in modo sproporzionato i rischi legati ai connettori.

L’idea di utilizzare un singolo cavo per alimentare una scheda video di fascia alta rimane estremamente interessante dal punto di vista pratico. Tuttavia, sarebbe altrettanto importante disporre di un connettore progettato con contatti più grandi, maggiore robustezza e un margine di sicurezza molto più ampio.

In altre parole, il problema non è necessariamente avere un singolo cavo, ma avere un singolo cavo capace di gestire in modo affidabile le potenze richieste dalle GPU moderne.


RTX 5090 a 3,4 GHz: un esperimento, non una nuova configurazione standard


La modifica realizzata da TecLab dimostra quanto sia possibile spingersi oltre i limiti convenzionali quando si interviene direttamente sul sistema di alimentazione di una GPU.

Una RTX 5090 a 900 W e 3,4 GHz alimentata attraverso tre connettori PCIe 8-pin è certamente uno spettacolo per gli appassionati di overclock, ma non rappresenta una configurazione destinata all’utente comune.

L’esperimento offre però uno spunto interessante all’industria: con GPU sempre più affamate di energia, affidabilità, robustezza e margine di sicurezza dei connettori dovranno diventare elementi prioritari, non semplici dettagli progettuali.

E il vecchio 8-pin, pur non essendo la soluzione definitiva per le schede video del futuro, ha dimostrato ancora una volta di avere qualche carta da giocare.



HW Legend Staff


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