Un nuovo benchmark trapelato su Geekbench offre ulteriori dettagli sulle future APU AMD Medusa Point, destinate a raccogliere l’eredità dell’attuale famiglia Strix Point.
La nuova voce, condivisa dal noto leaker hardware HXL, mostra un campione ingegneristico che evidenzia un sensibile incremento prestazionale rispetto ai modelli attualmente disponibili, pur operando a frequenze ancora molto contenute.
Come sempre in questi casi, è opportuno considerare i risultati con cautela, trattandosi di una piattaforma di sviluppo ancora lontana dalla versione definitiva.
Ryzen 9 Medusa Point da 10 core nel database Geekbench
Il benchmark identifica il processore con il codice 100-000001713-33_N, installato sulla piattaforma Plum-MDS1 FP10.
Il chip viene riconosciuto come un modello Ryzen 9 dotato di:
- 10 core e 20 thread;
- 10 MB di cache L2;
- 32 MB di cache L3 (dato che potrebbe essere riportato in modo non corretto);
- frequenza operativa di poco superiore ai 2,0 GHz.
Secondo le indiscrezioni emerse finora, la configurazione della CPU dovrebbe adottare un’architettura 4+6, composta da quattro core Zen 6 ad alte prestazioni e sei core Zen 6c ad alta efficienza.
Prestazioni già superiori a Strix Point
Nonostante le basse frequenze tipiche di un engineering sample, il nuovo processore ha ottenuto risultati particolarmente interessanti:
- 3.174 punti nel test single-core;
- 15.092 punti nel test multi-core.
Rispetto alle medie registrate dall’attuale Ryzen AI 9 365 della famiglia Strix Point, il nuovo campione mostra un incremento di circa:
- 29% nelle prestazioni single-core;
- 22% nelle prestazioni multi-core.
Si tratta di un miglioramento significativo, soprattutto considerando che i sample di sviluppo utilizzano generalmente frequenze inferiori rispetto ai modelli destinati alla commercializzazione.
Fino a 22 core nei modelli di fascia alta
Le precedenti indiscrezioni indicano che la famiglia Medusa Point potrebbe estendersi fino a una configurazione da 22 core nei modelli Ryzen 9 di punta.
AMD dovrebbe raggiungere questo obiettivo combinando:
- una APU da 10 core;
- un CCD desktop da 12 core.
Una soluzione che consentirebbe di incrementare notevolmente la potenza elaborativa senza modificare il comparto grafico integrato.
Grafica RDNA 3.5+ e novità per l’intelligenza artificiale
Sul fronte grafico, le indiscrezioni suggeriscono che le APU Medusa Point manterranno una GPU integrata composta da 8 Compute Unit RDNA 3.5+, indicate in alcune fonti anche come RDNA 4m.
Una delle novità più interessanti emerse dal benchmark riguarda invece il supporto alle istruzioni FP16 AVX-VNNI, individuato all’interno della piattaforma di test.
L’introduzione di questa estensione nell’architettura Zen 6 potrebbe migliorare sensibilmente le prestazioni nei carichi di lavoro dedicati all’intelligenza artificiale, al machine learning e all’elaborazione numerica che sfrutta operazioni in virgola mobile a 16 bit.
Lancio previsto nel 2027
Sebbene AMD non abbia ancora annunciato ufficialmente la nuova famiglia Medusa Point, le indiscrezioni indicano un debutto nel corso del 2027, con una possibile presentazione in occasione del CES 2027, previsto per il mese di gennaio.
Come sempre accade con i benchmark relativi a campioni ingegneristici, le prestazioni finali potrebbero variare sensibilmente prima del lancio commerciale. Frequenze operative, firmware, ottimizzazioni della piattaforma e gestione energetica sono infatti ancora in fase di sviluppo e potrebbero influenzare i risultati delle versioni definitive.
HW Legend Staff
















