NVIDIA ha confermato ufficialmente che DLSS 5 sarà disponibile dal 3 settembre, in concomitanza con il lancio di NBA 2K27, ma la nuova tecnologia rimarrà un’esclusiva delle GPU GeForce RTX 50 basate sull’architettura Blackwell.
Durante un briefing tecnico organizzato in occasione della Gamescom, a NVIDIA è stato chiesto se le schede grafiche di generazioni precedenti avrebbero potuto ricevere il supporto a DLSS 5. La risposta dell’azienda è stata inequivocabile: «È esclusivamente per la serie RTX 50».
La scelta esclude quindi ufficialmente le GeForce RTX 40, basate sull’architettura Ada Lovelace, e le generazioni precedenti. Il nuovo modello di intelligenza artificiale di DLSS 5 sfrutta infatti la quinta generazione dei Tensor Core di Blackwell, senza prevedere un percorso alternativo per l’esecuzione sulle GPU più datate.
Un modello progettato specificamente per l’architettura Blackwell
Secondo NVIDIA, DLSS 5 rappresenta il modello più grande e complesso mai sviluppato dall’azienda nell’ambito della tecnologia di ricostruzione e generazione delle immagini basata sull’intelligenza artificiale.
La strategia adottata per questa generazione è stata quella di concentrare l’ottimizzazione sulle GPU RTX 50, anziché cercare di garantire la compatibilità con le precedenti generazioni di Tensor Core.
La decisione ha quindi una motivazione principalmente architetturale: DLSS 5 è stato progettato per sfruttare in modo specifico le capacità di elaborazione offerte da Blackwell. Tuttavia, le prime sperimentazioni della community hanno dimostrato che la situazione tecnica è più complessa di quanto possa suggerire l’assenza di supporto ufficiale.
I modder riescono ad aggirare le limitazioni
Prima della conferma ufficiale di NVIDIA, alcuni modder avevano già analizzato una versione preliminare della DLL di DLSS 5, emersa attraverso una build anticipata di NBA 2K27.
All’interno della libreria erano presenti porzioni di codice eseguibile vincolate esplicitamente all’hardware Blackwell. Nonostante queste limitazioni, la community è riuscita a individuare alcune procedure per eseguire la tecnologia anche su GPU appartenenti alle generazioni precedenti.
Uno dei risultati più interessanti riguarda la GeForce RTX 4090. Attraverso una modifica dei binari CUDA presenti nella DLL, un modder è riuscito ad avviare il Neural Rendering di DLSS 5 sulla GPU Ada Lovelace.
I risultati, tuttavia, evidenziano un costo prestazionale significativo. Nei test effettuati con Control, la RTX 4090 modificata ha registrato una riduzione delle prestazioni nell’ordine del 36-39% rispetto all’esecuzione prevista.
Si tratta di un calo importante, ma comunque gestibile rispetto a quanto osservato sulle GPU ancora più vecchie.
RTX 30 in forte difficoltà senza accelerazione FP8 nativa
Le prove condotte sulle GeForce RTX 30, basate sull’architettura Ampere, hanno mostrato infatti risultati decisamente peggiori.
Queste GPU non dispongono di accelerazione FP8 nativa, caratteristica che sembra avere un ruolo determinante nell’esecuzione efficiente del nuovo modello. Nei test effettuati con Control, l’utilizzo di DLSS 5 sulle RTX 30 ha provocato un crollo molto più marcato del frame rate.
Il confronto con la RTX 4090 è particolarmente significativo: mentre Ada Lovelace dispone già di accelerazione FP8 nativa e riesce a eseguire il modello attraverso una modifica software, Ampere non possiede lo stesso livello di supporto hardware.
Questo suggerisce che la distanza tra le generazioni non sia esclusivamente una questione di segmentazione commerciale, ma coinvolga anche le caratteristiche delle unità di calcolo dedicate all’intelligenza artificiale.
RTX 40: una compatibilità ufficiale tecnicamente plausibile?
Proprio i risultati ottenuti con la RTX 4090 alimentano interrogativi sulla decisione di NVIDIA di mantenere DLSS 5 esclusivo delle RTX 50.
La serie RTX 40 dispone infatti di accelerazione FP8 nativa, una caratteristica che la rende tecnologicamente molto più vicina a Blackwell rispetto alle RTX 30. Sebbene l’esecuzione non ufficiale sulla RTX 4090 comporti una perdita prestazionale compresa tra il 36 e il 39%, il risultato dimostra che il modello può essere fatto funzionare anche al di fuori dell’ecosistema RTX 50 attraverso opportune modifiche.
Da questo punto di vista, un eventuale supporto ufficiale alle RTX 40 avrebbe potuto essere tecnicamente concepibile, magari con un’esperienza di livello inferiore rispetto alle GPU Blackwell.
NVIDIA ha invece scelto una strada differente, concentrando DLSS 5 esclusivamente sulla nuova generazione di GPU. Per gli utenti delle RTX 40, quindi, eventuali esperimenti con DLSS 5 rimangono affidati alla community e al modding, senza alcuna garanzia di stabilità, compatibilità o prestazioni da parte del produttore.
Una nuova generazione progettata per sfruttare l’hardware
La vicenda di DLSS 5 mette in evidenza un aspetto sempre più importante nell’evoluzione delle tecnologie grafiche basate sull’intelligenza artificiale: il software è ormai strettamente legato alle capacità dell’hardware sottostante.
La possibilità di adattare il modello alle GPU precedenti attraverso modifiche non implica necessariamente che tali schede possano offrire un’esperienza equivalente a quella garantita dall’hardware per cui il modello è stato progettato.
La RTX 4090 dimostra che esiste un certo margine di compatibilità, mentre i risultati delle RTX 30 evidenziano quanto rapidamente le prestazioni possano degradare quando mancano specifiche funzionalità hardware.
Con il debutto ufficiale previsto per il 3 settembre, DLSS 5 rappresenta quindi anche un ulteriore passo verso una maggiore differenziazione tra generazioni di GPU. Per NVIDIA, l’obiettivo è sfruttare al massimo le capacità di Blackwell; per gli utenti delle generazioni precedenti, invece, resta da capire quanto a lungo le nuove funzionalità basate sull’IA continueranno a essere accessibili attraverso soluzioni software e modding non ufficiali.
HW Legend Staff















