La crescente domanda di hardware destinato all’intelligenza artificiale sta provocando una forte distorsione nel mercato delle memorie. L’aumento della richiesta di DRAM e, soprattutto, di memoria HBM per gli acceleratori di IA, ha portato il prezzo della RAM a livelli che fino a poco tempo fa sembravano impensabili.
Il costo per gigabyte è infatti tornato a valori paragonabili, almeno in termini nominali, a quelli registrati quasi vent’anni fa. Secondo i dati analizzati da Daniel Lemire, ricercatore specializzato nelle prestazioni del software, l’impennata dei prezzi registrata negli ultimi mesi ha praticamente cancellato due decenni di progressiva riduzione del costo della memoria.
Si tratta di un’inversione particolarmente significativa, considerando che per decenni il prezzo per gigabyte della RAM è diminuito grazie alla miniaturizzazione dei processi produttivi, all’aumento della densità dei chip e ai continui miglioramenti nelle tecnologie di fabbricazione. La crescita esplosiva dell’intelligenza artificiale ha però interrotto questa tendenza.
Le DDR5 costano per gigabyte quanto la DDR2 di quasi 20 anni fa
I dati raccolti dal progetto DAM della Stanford University indicano attualmente per la memoria DDR5 più economica un prezzo compreso tra circa 11,41 e 13,28 dollari per gigabyte.
In termini nominali, quindi senza considerare l’inflazione, valori simili non si vedevano dal periodo intorno al 2008, quando la memoria DDR2 poteva costare tra circa 11 e 15 dollari per gigabyte.
Il confronto è particolarmente significativo se si considera l’enorme evoluzione tecnologica avvenuta nel frattempo.
In quasi vent’anni, la capacità dei moduli di memoria è aumentata enormemente, mentre il costo per gigabyte è progressivamente diminuito. La situazione attuale rappresenta quindi una vera e propria inversione di una delle tendenze storiche più importanti dell’industria dei semiconduttori.
L’inflazione cambia leggermente il confronto
Adeguando i prezzi storici all’inflazione e convertendoli in dollari costanti del 2024, il costo attuale della DDR5 si colloca tra circa 10,94 e 12,74 dollari per gigabyte.
Con questa metodologia, il mercato non sarebbe ancora tornato esattamente ai livelli del 2007 o del 2008. Il confronto porterebbe invece indicativamente al 2011, quando la memoria DDR3 raggiungeva un costo di circa 11,85 dollari per gigabyte.
La conclusione, tuttavia, non cambia: il mercato della memoria ha subito una retromarcia storica di oltre un decennio rispetto alla progressiva riduzione del prezzo per gigabyte.
E la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente. I prezzi della RAM DDR5 sono infatti attesi in ulteriore aumento nel corso del 2026, mentre il 2027 potrebbe rappresentare l’anno più difficile dal punto di vista della disponibilità e dei costi.
I prezzi nei negozi non riflettono ancora completamente l’aumento
C’è però un elemento importante da considerare nell’analisi dei prezzi.
Il database della Stanford University utilizza come riferimento il prezzo retail più basso disponibile per gigabyte, e non il prezzo medio di tutti i moduli venduti o quello dei contratti diretti tra produttori e grandi clienti.
Di conseguenza, il mercato retail può reagire con un certo ritardo alle variazioni dei prezzi all’ingrosso.
I distributori possono infatti avere ancora scorte acquistate precedentemente a prezzi inferiori. Finché questi moduli rimangono disponibili, il prezzo mostrato nei negozi può risultare più basso rispetto al reale costo di approvvigionamento delle nuove memorie.
Quando le vecchie scorte termineranno e verranno sostituite da moduli acquistati a prezzi più elevati, gli aumenti potrebbero quindi trasferirsi in modo più evidente sul mercato consumer.
La memoria HBM per l’IA sta cambiando gli equilibri del mercato
Alla base della situazione c’è soprattutto la crescente domanda di HBM, ovvero High Bandwidth Memory.
La HBM è diventata uno dei componenti fondamentali degli acceleratori utilizzati per l’intelligenza artificiale e nei data center. Grazie all’elevatissima larghezza di banda, questa tecnologia permette di alimentare con una quantità enorme di dati le GPU e gli acceleratori dedicati all’elaborazione dei modelli di IA.
La sua produzione è però molto più complessa rispetto a quella della normale DRAM.
Aziende come Samsung, SK hynix e Micron stanno quindi destinando una parte significativa della propria capacità produttiva alla memoria HBM, spinta da una domanda estremamente elevata proveniente dai produttori di acceleratori e dai grandi operatori dei data center.
I produttori stanno dando priorità ai prodotti più redditizi
La scelta di destinare una maggiore capacità produttiva alla HBM è anche una questione economica.
La memoria HBM è più complessa e costosa da produrre rispetto alla DRAM tradizionale, ma la domanda da parte del settore dell’intelligenza artificiale è talmente elevata da consentire ai produttori di vendere rapidamente la produzione disponibile.
I grandi clienti stanno inoltre cercando di assicurarsi le forniture con largo anticipo attraverso contratti pluriennali, garantendo ai produttori una domanda futura particolarmente elevata.
Questo crea un forte incentivo a destinare gli impianti alla produzione di HBM e di altre memorie per il mercato professionale.
Il risultato è una minore disponibilità di capacità produttiva per la DRAM convenzionale, compresa quella utilizzata nei PC desktop e nei notebook.
Anche la memoria per server contribuisce alla pressione sui prezzi
La pressione sul mercato non arriva esclusivamente dalla HBM.
Una parte consistente della capacità produttiva disponibile viene destinata anche alla DRAM per server, un segmento particolarmente redditizio grazie ai prezzi più elevati rispetto alle memorie consumer.
Lo stesso fenomeno interessa il mercato NAND, dove la crescente domanda di SSD enterprise e sistemi di archiviazione per data center sta contribuendo a modificare gli equilibri della produzione.
La crescita dell’infrastruttura necessaria per l’intelligenza artificiale sta quindi aumentando contemporaneamente la domanda di acceleratori, memoria, storage e server.
La crisi della memoria si ripercuote sull’intero settore tecnologico
L’aumento dei prezzi della memoria non riguarda soltanto i moduli RAM venduti per i PC.
La maggiore pressione sui costi sta progressivamente coinvolgendo numerose categorie di prodotti tecnologici, tra cui:
- schede grafiche;
- notebook;
- smartphone;
- console;
- server;
- SSD;
- workstation;
- sistemi dedicati all’intelligenza artificiale.
A questo si aggiunge l’aumento del prezzo di alcune materie prime e componenti necessari alla produzione dell’hardware.
Il costo di materiali come rame e alluminio, per esempio, può influire sul prezzo di PCB, dissipatori e sistemi di raffreddamento. Anche altri componenti possono subire rincari quando aumenta il costo complessivo della produzione elettronica.
La pressione sui prezzi può quindi propagarsi lungo tutta la catena di approvvigionamento.
L’IA sta interrompendo una delle tendenze storiche dell’informatica
Per decenni il settore informatico ha beneficiato di una regola quasi costante: più memoria disponibile a un costo sempre inferiore.
L’evoluzione dei processi produttivi ha permesso di aumentare progressivamente la densità dei chip, riducendo contemporaneamente il costo per gigabyte. Questa dinamica è stata fondamentale per lo sviluppo dei PC, degli smartphone, dei server e dell’intera elettronica di consumo.
L’esplosione dell’intelligenza artificiale sta però modificando questo equilibrio.
La domanda enorme di HBM e di memoria destinata ai data center sta assorbendo una quantità crescente della capacità produttiva mondiale. La conseguenza è un mercato molto più sotto pressione, nel quale il prezzo della memoria sta tornando a livelli che non si vedevano da molti anni.
Se la domanda di infrastrutture per l’IA continuerà a crescere ai ritmi attuali, la memoria potrebbe diventare uno dei principali fattori responsabili dell’aumento dei prezzi dell’hardware nei prossimi anni.
HW Legend Staff












