AMD Medusa Point, primi benchmark su Geekbench: APU Zen 6 a 10 core e supporto AVX-512


La nuova APU AMD Medusa Point torna sotto i riflettori grazie alla comparsa di un primo benchmark su Geekbench. Il processore, basato sulla futura architettura Zen 6, mostra una configurazione da 10 core e 20 thread, offrendo alcune anticipazioni sulle caratteristiche tecniche della prossima generazione di chip AMD destinati al segmento mobile.

Il sample individuato nel database del benchmark presenta una struttura ibrida, composta da quattro core Zen 6 e sei core Zen 6c. Una soluzione che conferma la volontà dell’azienda di proseguire con un approccio basato su differenti tipologie di core, combinando prestazioni elevate ed efficienza energetica.

Ogni core dispone di 32 KB di cache L1 per le istruzioni, 48 KB di cache L1 per i dati e 1 MB di cache L2. L’intero processore condivide invece una cache L3 da 16 MB.

Per quanto riguarda le frequenze operative, il campione rilevato riporta una frequenza base di 2,0 GHz, mentre Geekbench indica un valore massimo di appena 1.996 MHz. Un dato che appare anomalo e che potrebbe essere legato a una lettura imprecisa del software o a una versione preliminare del silicio. Le frequenze definitive potrebbero quindi essere sensibilmente superiori.



Supporto AVX-512 e memoria DDR5: le caratteristiche tecniche


Tra gli elementi più interessanti emersi dal benchmark figura il supporto completo alle istruzioni AVX-512, comprese le estensioni AVX512-FP16 e AVX512-VNNI. Il processore supporta inoltre AVX-VNNI, caratteristiche che potrebbero rivelarsi importanti per applicazioni legate all’intelligenza artificiale e ai carichi di lavoro ad alta intensità computazionale.

Il sistema utilizzato per il test era equipaggiato con 64 GB di memoria DDR5, dei quali 55,58 GB risultavano effettivamente utilizzabili. La memoria operava a una velocità di 5.188 MT/s, con una configurazione a quattro canali.

Si tratta di informazioni preliminari che permettono di delineare il profilo tecnico di Medusa Point, in attesa di ulteriori benchmark e dettagli ufficiali da parte di AMD.


AMD Medusa Point e la GPU RDNA 4m: possibile debutto della grafica avanzata su mobile


Uno degli aspetti più interessanti riguarda il comparto grafico integrato. Secondo le indiscrezioni, AMD Medusa Point potrebbe introdurre nel segmento mobile una variante della grafica RDNA 4, denominata RDNA 4m.

Al momento non sono disponibili confronti diretti tra questa soluzione e le precedenti generazioni. Tuttavia, alcune estensioni delle istruzioni rilevate, tra cui WMMA e SWMMAC, suggeriscono la possibile presenza di funzionalità avanzate all’interno della GPU identificata come GFX1170.

Quest’ultima dovrebbe appartenere alla famiglia GFX11, associata all’architettura RDNA 3. L’ipotesi è che AMD stia sviluppando una versione evoluta di RDNA 3, arricchita con numerosi moduli derivati da RDNA 4.

Una soluzione di questo tipo potrebbe consentire l’introduzione del supporto a FSR 4 anche sulle APU Medusa Point, ampliando le possibilità di utilizzo della grafica integrata nei notebook e nei sistemi compatti.

È importante sottolineare che queste informazioni restano basate su indiscrezioni e interpretazioni dei dati preliminari, in attesa di conferme ufficiali.


Benchmark Geekbench: Medusa Point supera Ryzen AI Max+ 395 in single-core


I primi risultati ottenuti da AMD Medusa Point su Geekbench mostrano prestazioni interessanti, soprattutto nel test single-core.



Secondo i dati preliminari di Primate Labs, Medusa Point raggiunge circa 3.100 punti nel test single-core, superando Ryzen AI Max+ 395 di circa il 13%.

Il divario cambia nel test multi-core, dove la nuova APU AMD totalizza 18.313 punti contro i 27.412 del Ryzen AI Max+ 395. Un risultato prevedibile, considerando la differenza nel numero complessivo di core: 10 per Medusa Point e 16 per il modello di confronto.

I risultati potrebbero comunque migliorare con l’arrivo del silicio definitivo. Il campione individuato su Geekbench sembra infatti utilizzare frequenze bloccate o riportate in maniera non corretta, oltre a firmware ancora in fase di sviluppo.

Medusa Point: cosa aspettarsi dalle nuove APU AMD Zen 6

La comparsa di AMD Medusa Point su Geekbench rappresenta un primo indizio concreto sulle caratteristiche della futura generazione di APU dell’azienda.

La configurazione ibrida Zen 6 e Zen 6c, il supporto alle istruzioni AVX-512 e le potenziali novità sul fronte grafico delineano un processore che potrebbe puntare a un significativo miglioramento delle prestazioni single-core, mantenendo un’attenzione particolare all’efficienza.

Particolarmente interessante è anche la possibile evoluzione della GPU integrata, con una variante RDNA 4m che potrebbe portare funzionalità grafiche più avanzate nel segmento mobile.

Per il momento, tuttavia, è necessario considerare i risultati come preliminari. Frequenze operative, prestazioni definitive e caratteristiche della GPU dovranno essere confermate da AMD.

I prossimi benchmark potrebbero fornire indicazioni più precise sul reale potenziale di Medusa Point e sul suo posizionamento all’interno della futura gamma di processori Ryzen.


HW Legend Staff


 

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