INNO3D GeForce RTX 2080 Ti Gaming OC X3: Potenza senza eguali!

Considerazioni e Riepilogo Risultati Benchmark Sintetici e Giochi

Indice

La nuova INNO3D GeForce RTX 2080 Ti Gaming OC X3 si è dimostrata un prodotto molto interessante, capace di ottenere risultati a dire poco eccellenti in ogni ambito in cui è stata messa alla prova, che sia il puro gaming oppure uno dei tanti benchmark sintetici. Rispetto alle proposte concorrenti, la soluzione messa a punto dal noto produttore asiatico si differenzia soprattutto per l’esclusivo sistema di dissipazione del calore impiegato, espressamente pensato per garantire il mantenimento di buone temperature di esercizio pur senza rinunciare al miglior confort acustico possibile.

Dopo aver utilizzato la scheda per tutto il tempo necessario all’esecuzione delle nostre prove, infatti, dobbiamo ammettere di non aver mai avvertito una rumorosità che potesse risultare fastidiosa. Inoltre, durante i momenti di scarso utilizzo del processore grafico entra in gioco la tecnologia proprietaria Intelligent Fan Stop 0dB, che provvederà a disattivare completamente tutte e tre le ventole di raffreddamento, ottenendo una silenziosità totale, equivalente a quella di una soluzione passiva.

La nostra suite di prova prevede l’utilizzo dei più noti e diffusi benchmark sintetici e giochi, scelti in maniera da poter offrire un quadro complessivo preciso ed affidabile delle performance velocistiche offerte dalla soluzione grafica in esame. In considerazione della notevole mole di dati rilevati durante l’esecuzione delle nostre prove abbiamo deciso di renderne più semplice l’interpretazione proponendovi un riepilogo delle performance relative registrate nei confronti della precedente soluzione di pari fascia NVIDIA GeForce GTX 1080 Ti, basata sul processore grafico Pascal GP102-350.

Come vediamo, i risultati ottenuti con i vari benchmark sintetici mostrano un distacco, rispetto alla precedente soluzione top di gamma, abbastanza consistente e mediamente pari al +32% ai valori di targa e +41% applicando il nostro profilo OC-Daily.

I valori di picco vengono registrati in ambito GPGPU con il software di rendering Indigo Benchmark, nel quale ci si avvicina al raddoppio delle performance, con l’Unigine2 Superposition, facendo uso dell’impegnativo preset 1080p Extreme, e con i preset Time Spy e Time Spy Extreme inclusi nella suite 3DMark, capaci di sfruttare appieno le API DirectX 12 e l’Async Compute. Al fine di non sbilanciare eccessivamente il confronto abbiamo preferito non considerare i risultati ottenuti nel nuovo preset Port Royal, in quanto impossibile da eseguire per soluzioni grafiche prive di supporto alle API DirectX Raytracing (DXR).

Anche con i giochi testati la situazione è abbastanza similare e vede la nuova soluzione grafica Turing nettamente in vantaggio sulla precedente proposta di fascia alta Pascal. In questo caso abbiamo deciso di proporvi grafici riepilogavi a sé stanti, uno per ogni risoluzione di prova (1080p, 1440p e 2160p). Alla risoluzione più bassa testata, ovvero a 1920×1080 otteniamo una media del +26% in condizioni di default e +33% applicando il nostro profilo in overclock, con picco massimo che sfiora il +62% nell’ultimo capitolo della saga Wolfenstein, nel quale la maggiore efficienza delle unità di calcolo con API Vulkan non passa certo inosservata. Salendo a risoluzioni ben più consone alle potenzialità delle soluzioni grafiche testate, ovvero a 2560×1440 e 3840×2160, la proposta di INNO3D basata su GPU TU102 distanzia ancor più marcatamente la vecchia GTX 1080 Ti, nello specifico di un +30% in 1440p a default (che sale a +38% in overclock) e +39% in 2160p a default (circa +48% in overclock). Anche in questo caso abbiamo preferito non includere, nel calcolo delle medie, i risultati ottenuti nei due titoli capaci di portare sui nostri schermi il ray-tracing in tempo reale (Battlefield V e Metro Exodus), per ovvi motivi non gestibile dalla precedente soluzione grafica Pascal.

Nella maggior parte dei titoli provati abbiamo notato come già la singola soluzione grafica riesca a garantire un’esperienza di gioco davvero più che soddisfacente. Di conseguenza dobbiamo ammettere che a nostro avviso solamente coloro che intendono giocare al massimo della qualità (eventualmente anche facendo uso del ray-tracing in tempo reale a livello medio/alto) con tutti gli ultimi titoli disponibili, o che meglio ancora prevedono il futuro acquisto di monitor 4K Ultra-HD ad alto refresh (120/144Hz), sentiranno la necessità di ricorrere ad una configurazione Multi-GPU SLI.

Per tutti gli altri, compresi eventualmente quelli disposti a scendere a qualche piccolo compromesso con le opzioni grafiche avanzate, una singola GeForce RTX 2080 Ti saprà regalare più di una soddisfazione, anche a risoluzioni molto elevate, come appunto il 4K Ultra HD, e con ray-tracing abilitato.

In quest’ultimo scenario abbiamo osservato come il Deep Learning Super-Sampling (DLSS) potrebbe fare la differenza, rendendo molto più accessibile l’uso del ray-tracing in tempo reale. Abbiamo volutamente usato il condizionale in quanto la nuova tecnica messa a punto da NVIDIA, per lo meno in queste sue prime implementazioni in ambito gaming, non ci è sembrata certamente esente da difetti, seppur capace di assicurare un significativo boost prestazionale.

Con l’ultimo Battlefield V ci è apparso infatti più che evidente un marcato peggioramento della nitidezza dell’immagine (eccessivo blur), al punto che durante le normali sessioni di gioco abbiamo preferito rinunciare ai seppur utili benefici prestazionali. Anche la situazione con Metro Exodus era inizialmente la medesima, ma per fortuna il rilascio di un corposo aggiornamento di gioco, da parte di 4A Games, non si è fatto attendere, portando con sé numerosi fix e ottimizzazioni, che includono un miglioramento netto, in quanto a resa visiva, per l’appunto dell’implementazione del DLSS.

Il nostro profilo in overclock prevede un incremento delle frequenze pari ad un +9,2% medio (+7,5% sul Base Clock, +6% sul Boost Clock e +14,3% per quanto riguarda i nuovi moduli GDDR6), a fronte del quale otteniamo un impatto sulle prestazioni velocistiche leggermente inferiore, come possiamo osservare nel seguente grafico riepilogativo, pari al +6,4% medio.